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Economia reale ed economia finanziaria

Il termine “economia” è ormai entrato a far parte della nostra vita quotidiana ed è utilizzato per far riferimento a fenomeni che riguardano direttamente o indirettamente il denaro. Il vocabolario Treccani, alla voce “economia”, riporta alcune definizioni di seguito sintetizzate. La prima definizione recita: Uso razionale del denaro e di qualsiasi mezzo limitato, che mira a ottenere il massimo vantaggio a parità di dispendio o lo stesso risultato col minimo dispendio. Una seconda definizione riporta, invece: Complesso delle risorse (terre, materie prime, energie naturali, impianti, capitali liquidi, capacità lavorative) e delle attività dirette alla loro utilizzazione. Infine, una terza proposizione fornisce la seguente spiegazione: Scienza, sviluppatasi a partire dal sec. 16° in diverse scuole e teorie, che può essere in generale definita come lo studio delle leggi che regolano la produzione, la distribuzione e il consumo delle merci, con riguardo sia all’attività del singolo agente economico, sia al più generale assetto sociale di uno stato, di una collettività nazionale. Tutte queste definizioni sono accomunate dall’idea che l’economia è strettamente connessa all’attività produttiva e all’utilizzo del denaro all’interno di un determinato sistema secondo un meccanismo che prevede il reperimento e l’impiego di materie prime che vengono poi immesse in un sistema in grado di trasformale in prodotti finiti grazie all’impiego della forza lavoro. Nel corso dei secoli questo concetto elementare è stato interpretato in modi diversi e applicato in contesti differenti che hanno trasformato l’idea di “economia” in un concetto più complesso, un fenomeno dalle mille sfaccettature accompagnato dai più disparati aggettivi. Un’interpretazione che risulta di particolare attualità è quella che propone la distinzione tra l’economia reale e l’economia finanziaria.

Con il termine economia reale si è soliti far riferimento al significato tradizionale del termine, ossia a quel complesso di attività finalizzate alla produzione e distribuzione di beni reali e di servizi che si ricollegano al mercato delle materie prime, al mercato del lavoro e al mercato dei prodotti finiti. A questo compartono appartengono imprese molto diverse tra loro sia in termini di tipologia di prodotto che in termini dimensionali. Il nostro tessuto produttivo italiano è infatti costituito per oltre il 95% da attività di piccole dimensioni, quali le imprese artigiane e le PMI e, solo in minima parte, da aziende di grandi dimensioni. Accanto a queste realtà aziendali, che per loro natura producono beni tangibili, è nato e si è sviluppato un sistema parallelo e ancillare, di natura immateriale e intangibile, che ha la funzione di supportare tutte le fasi che caratterizzano i processi aziendali delle imprese appartenenti al settore dell’economia reale. 

 

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