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L’innovazione tecnologica nel mondo del lavoro: la banca del futuro

Da numerose indagini e studi provenienti da diverse istituzioni e da più parti nel mondo emerge come l’applicazione di tecnologie sempre più nuove e sofisticate hanno e avranno sempre più un profondo impatto sulle nostre abitudini e sui nostri stili di vita.

In particolare, tali impatti si stanno manifestando in modo dirompente anche sul lavoro generando effetti sia sui mestieri e sulle professioni, nonché sul modo stesso di svolgere i lavori. È evidente che le cosiddette tecnologie intelligenti e le applicazioni digitali non solo influiranno sulle pratiche operative (oltre che sui ”mestieri” futuri) ma anche e forse soprattutto sul modo di individuare, selezionare e formare i nuovi lavoratori.

Ci si attende, pertanto, una rivoluzione nelle aziende e nei più vari ambiti lavorativi, in quanto la cosiddetta “intelligenza artificiale” condizionerà profondamente i processi operativi, ma non solo, a breve la prima generazione di addetti con forti competenze digitali (si pensi ai millennials) sarà una quota consistente della forza lavoro complessiva. Anche l’“ambiente” di lavoro subirà dei profondi mutamenti che comporteranno una collaborazione più proficua, flessibile e intelligente tra i lavoratori, a cui si accompagnerà un lavoro meno statico e più dinamico in termini di orari di lavoro e di presenza fisica sul luogo di lavoro.

Tale trasformazione dell’ambiente di lavoro e dell’approccio stesso al lavoro da parte degli addetti (talvolta assistiti anche da colleghi “virtuali”) determinerà altresì differenti modalità di reclutamento e di selezione: accanto alle competenze tecniche saranno privilegiate le attitudini a collaborare, a comunicare e a risolvere problemi oltre, evidentemente, alla capacità di conseguire i risultati richiesti. In altri termini, ai fini della selezione del personale, accanto a indicatori più tradizionali di misurazione delle capacità dei singoli sul lavoro (come la produttività e il conseguimento degli obiettivi attesi) se ne affiancheranno altri meno facilmente misurabili che rientrano nelle cosiddette soft skills, le quali evidenziano le capacità relazionali del lavoratore.

 

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