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Il Giornale in Ateneo: informazione tradizionale e innovazione didattica

La lettura del quotidiano, che spesso viene ancora bistrattata ed etichettata come pausa perditempo di distrazione, si eleva, invece, in Ateneo, a strumento di lavoro per stimolare gli studenti alla lettura di quotidiani e creare un collegamento tra lo studio e l’attualità.

Un’osservazione condivisa dai docenti impegnati nel progetto "Il Giornale in Ateneo’", riguarda la difficoltà e l’impegno necessario a valorizzare anche nei confronti degli studenti, con le dovute eccezioni, una didattica non tradizionale, in cui loro devono prendersi delle responsabilità, esprimere il loro senso critico, invece di essere dei semplici destinatari di informazioni e allenare perciò concentrazione, memoria ed attenzione carente nell’attuale “mondo istantaneo”.

Purtroppo i Social sono diventati lo strumento prediletto di consultazione, divulgazione e di interpretazione delle notizie, si rende, perciò, necessario creare consapevolezza sulla differenza tra una testata giornalistica, a cui corrispondo delle persone a cui far riferimento, e l’inaffidabilità dei Social o del web, ove manca la possibilità di risalire a chi pubblica quell’informazione e per quale scopo.

La lettura del cartaceo è, inoltre, diversa in termini percettivi da quella dei testi digitali e il fatto di sfogliare il giornale, nelle sue varie sezioni, consente di attirare l’attenzione su nuovi temi. Nella ricerca digitale, invece, i risultati saranno limitati in base alle parole cercate, invece, il processo di navigare su internet, nel senso comune, si associa a garanzia di autonomia e libertà di scelta, in realtà, i risultati sono condizionati da algoritmi presenti nei motori di ricerca.

Attraverso ‘Il Giornale in Ateneo’, si cerca di far sperimentare anche una lettura trasversale della stessa notizia su giornali diversi e di osservare e confrontare le strategie comunicative adottate dalle diverse testate in modo da educare alla ricerca di informazione di qualità e di acquisire strumenti per diventare, oltre che fruitori, anche eventualmente produttori di ulteriore informazione di qualità.

L’esperienza ha una valenza dal punto di vista didattico:

- sia perché consente di innovare la didattica e di coinvolgere in maniera diretta gli studenti, poiché non si parte dal programma ma, viceversa dai loro interessi;

- sia di generare apprendimento a lungo termine, consentendo allo studente di collegare passato, presente e futuro e di dotarsi di uno strumento da reiterare all’infinito.

Tutti i docenti hanno avuto modo di apprezzarne la validità dell’esperienza e le potenzialità, anche se si riscontrano notevoli differenze nelle modalità adottate in termini di:

- Grado di strutturazione dell’esperienza, o, viceversa, autonomia;

- Libertà di scelta degli articoli, che a volte è svolta dal docente, a volte è lasciata alla libera iniziativa dello studente, a volte limitata agli argomenti connessi alle tematiche del Corso, a volte lasciata alla piena di libertà di interesse degli studenti anche ad articoli non direttamente connessi al Corso per un allargamento delle prospettive;

- Tipo di attività didattica svolta:

  • dalla Lezione frontale classica o Lezione interattiva (gli studenti hanno un ruolo 'prioritario' rispetto al docente);
  • dal Seminario al laboratorio, o un misto di teoria e pratica;
  • dalla prevalenza di Esercitazioni in aula a Esercitazioni fuori dall'aula (biblioteca, a casa, per es.)
  • da discussioni per piccoli gruppi di studenti, con momenti anche individuali, a condivisioni plenarie 

- Confronto o integrazione con gli altri Media oppure no;

- Valutazione o riconoscimento di crediti Formativi oppure no. Ad esempio, sono stati sperimentate le seguenti strategie:

  • Punti in più per gli studenti frequentanti e dimostrano di aver letto effettivamente, un bonus per gli esami;
  • 1 CFU, configurando un laboratorio di 25 ore incentrato sulla lettura dei quotidiani;
  • Voto finale o voto intermedio, basandosi in genere su una tesina, oppure, come riporta un’indagine svolta in precedenza, una domanda d'esame (su 6 a risposta aperta) che prevede di commentare/analizzare i temi trattati nel corso dell’iniziativa oppure il commento ad un articolo di giornale costituisce parte dell'esame finale;
  • Nessun punto e nessuna valutazione, lasciando apprezzare l’esperienza e l’impegno senza alcun controvalore se non la loro crescita personale e professionale;

- Presenza direttiva o cooperativa del docente, o assenza del docente dall’aula;

- Aspettative nelle capacità dei ragazzi di esprimere le proprie opinioni e partecipare attivamente ed essere in grado di dare oltre che ricevere o sfiducia e, di conseguenza, tendenza al controllo per colmare questa attesa povertà di risorse;

- Ore dedicate al progetto pari al minino di 10 ore oppure aumentando il periodo o i giorni in cui si possono ricevere i quotidiani attraverso accordi con altri colleghi di aderire per giorni diversi, copertura di due semestri oppure utilizzando il progetto per più corsi.

- Epilogo finale dell’esperienza che può consistere in:

  • una rendicontazione del lavoro, per cui alcuni percorsi confluiscono nella elaborazione di un testo finale, individuale o collettivo;
  • semplice condivisione orale in plenaria, eventualmente anche attraverso la lavagna;
  • nessuna delle precedenti, sapendo che l’esperienza darà i suoi frutti.

Questa molteplicità di varianti dovrebbe incoraggiare, i docenti che, eventualmente, fossero spaventati dall’impegno necessario a intraprendere il progetto, perché le testimonianze riportano che può essere proposto in modo personalizzato in base alle preferenze e risorse del docente, anche in modo semplice lasciando che l’esperienza stessa inneschi il processo desiderato. La sfida si presenta anche per i docenti nel lasciare emergere la curiosità e ingegnosità latente negli studenti che necessita spazio di fecondità. I docenti, che da anni aderiscono al progetto, si auspicano che gli studenti abbiano ancora la possibilità di una continuità dell’esperienza negli anni del loro percorso di studi, attraverso l’adesione di più docenti in più corsi.

Inoltre, occasioni come il convegno organizzato dall’Osservatorio Permanente Giovani-Editori sono molto gradite da studenti e docenti poiché vengono messi a confronto i principali protagonisti del mondo dei media nazionale e internazionale con circa 250 studenti tra coloro che partecipano nelle scuole secondarie all’iniziativa de ‘Il Quotidiano in Classe’ ed alcuni studenti de   ‘Il Giornale in Ateneo’.