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Intervista alla Professoressa Antonella Brozzetti

Con la Professoressa Antonella Brozzetti, docente di Legislazione e diritto bancario in scienze economiche e bancarie, dell’Università degli Studi di Siena, abbiamo parlato di quanto sia importante per il suo corso analizzare l’evoluzione delle vicende di attualità inerenti al sistema finanziario attuale, coinvolto negli ultimi anni in gravi vicissitudini.

Abbiamo anche discusso della necessità di integrare il canale digitale con il cartaceo, che lei stessa attua nella sua pagina Facebook:

(https://www.facebook.com/DirittoEuropeoDellaBancaEDellaFinanzaDebf/ ).

 

A: Da quando ha cominciato e l’evoluzione di questa esperienza, com’è stata per lei?

Prof.ssa Brozzetti: Non ricordo l’anno però dovrebbero essere 2009-2010. So solo che il preside della Facoltà propose questa iniziativa e sono stata insieme a lui tra i primi docenti ad attuarla nell’Università di Siena.

A: Adesso in quale corso la utilizza?

Prof.ssa Brozzetti: Io la uso sia nel corso della Triennale che nel corso della Magistrale.

A: Quanti alunni ha all’incirca?

Prof.ssa Brozzetti: Nel corso della magistrale, all’inizio, possono essere anche 80 circa, poi dopo piano piano, se ne vanno. Nella triennale sono circa 60. Durante il corso spesso i ragazzi si dimezzano perché non hanno l’obbligo della frequenza, perché poi a lezione non spiego il libro, quindi spesso dicono: “Che ci vado a fare?”

A: Accidenti!

Prof.ssa Brozzetti: Però, quelli che restano sono motivati.

A: Immagino! Ha già risposto ad alcune domande, cioè che l’attività non è obbligatoria. Invece, corrisponde a dei crediti?

Prof.ssa Brozzetti: Per quest’anno no, però nel passato ho sfruttato il giornale per far fare delle tesine di approfondimento sfruttando proprio gli articoli trovati sul giornale.

A: In questo cambiamento ha notato dei riflessi nella partecipazione oppure crede che questo sia indipendente?

Prof.ssa Brozzetti: No, magari se faccio questo tipo di lavoro sono più motivati, perché poi è inserito nella prova intermedia. Ho visto però che è un lavoro che implica un notevole sforzo e una notevole quantità di tempo da parte mia, e non ce la faccio a stare dietro ai ragazzi. Da quest’anno faccio fare delle tesine scritte, allora, consiglio di utilizzare il giornale per integrare la tesina scritta con articoli trovati sul giornale. Io li spingo molto a leggerli e a discuterne in aula che prendano spunto a partire da articoli apparsi sul giornale. Si li sfrutto molto perché insegnando legislazione bancaria, diritto bancario, diritto europeo, quindi spesso ci sono sui giornali notizie che riguardano le Banche. Anzi negli ultimi 10 anni le Banche sono spesso nell’occhio del ciclone, quindi i quotidiani per me sono importanti anche da questo punto di vista, perché mi aiutano nell’attività didattica, nel senso che spesso per capire le norme, per capire l’evoluzione delle norme, io stessa uso le notizie del quotidiano.

A: Mi sembra di capire, un utilizzo abbastanza non strutturato.

Prof.ssa Brozzetti: Si non è strutturato, nel senso che ci possono essere articoli di interesse e ci possono non essere. Chiaramente il quotidiano deve avere articoli attinenti alla regolamentazione del sistema finanziario. A volte ci può essere anche un solo trafiletto. Non so, ad esempio la sanzione applicata alla Deutsche Bank. Quindi li invito a cercare le notizie, così hanno la spinta a leggere i giornali, eventualmente la discussione in aula è indotta da me, che sottopongo loro una notizia invitandoli poi a leggerla. Qualche volta, qualche ragazzo ha fatto qualche domanda, inerente a qualcosa letto sul quotidiano.

A: Il giornale vi arriva fisicamente in aula?

Prof.ssa Brozzetti: Si i giornali ci arrivano in aula ed il presidio è molto attento.

A: Quindi i ragazzi sfogliano i giornali e hanno del tempo dedicato a sfogliarli?

Prof.ssa Brozzetti: Si hanno una mezz’oretta, tre quarti d’ora, a seconda per leggere i giornali liberamente.

A: Qual è la reazione degli studenti in genere a questa attività?

Prof.ssa Brozzetti: Allora io vedo che è di particolare successo è il Sole 24 Ore ma anche il Corriere. Io li spingo comunque, cioè gli dico che è obbligatorio prendere tutte le testate che vengono inviate, perché l’iniziativa del quotidiano gliela presento come importante per la formazione di uno spirito critico da parte loro. La stessa notizia bisogna provarla a leggerla affinché incontri la sensibilità politica culturale diversa, quindi all’inizio del corso presento l’iniziativa con questo scopo, e poi l’altra cosa che sottolineo è che comunque il quotidiano che riesce a sviluppare questo spirito va incontro a quella che è un’esigenza loro, sviluppare le soft skills, cioè le competenze trasversali, quindi sono particolarmente attenta. Tutti prendono il quotidiano, perlomeno.

A: Nella lettura sono cooperativi, cioè condividono il giornale? Lo leggono insieme e discutono?

Prof.ssa Brozzetti: Si, condividono, anche perché spesso succede che le copie non bastano, e se le passano tra di loro. Ecco io non sto in aula con loro quando fanno questa lettura, li lascio senza la presenza della professoressa che deve stare lì, deve essere anche qualcosa di spontaneo, perché quando uno obbliga, lo vedono con i miei figli, non funziona. 

A: Lei riscontra una buona risposta a questa libertà?

Prof.ssa Brozzetti: Si da parte degli studenti c’è un’accoglienza, non so poi quanto approfondiscano, quanto leggano, perché oggi con il cellulare e il fatto che ci siano le pillole delle notizie, è necessario che siano particolarmente interessati alla notizia per andare a fondo, però sono anche convinta che bisogna seminare, un semino può diventare un albero. In questa iniziativa, perlomeno, c’è un suggerimento che gli arriva, poi saranno loro che in qualche maniera lo svilupperanno come vogliono. Di certo, per farti un’idea, io ho anche una pagina Facebook: Diritto Europeo Della Banca E Della Finanza, che serve per stare in contatto con gli studenti e anche lì pubblico articoli, soprattutto, del Sole 24 Ore, e se ci sono articoli, scrivo: <<Per farsi un’idea ... >>

Della serie non devi essere un pappagallo che ripeti quello che senti ma devi cercare di farti un’idea tua, e te la puoi fare solo se puoi confrontare quello che leggi! Le ho detto, in sintesi, qual è la mia filosofia e perché partecipo attivamente a questa iniziativa.

A: Lo scopo è anche questo di capire al meglio come può essere utilizzata, anche per diffonderla in un modo migliore, e motivare, perché capiamo che anche per i professori richiede impegno, essendo un’ulteriore attività.

Prof.ssa Brozzetti: Infatti, alcuni colleghi mi hanno seguito, però il problema è che con tutte le cose da fare, non si riesce. Un collega voleva farlo ma non ha mai spedito una scheda.

A: Se lei dovesse dire qual è la sua più piccola-grande soddisfazione di quest’attività, quale sarebbe?

Prof.ssa Brozzetti: Beh insomma vedere che gli studenti l’accolgono bene, nel senso che mostrano interesse ai quotidiani, quindi la mia speranza è che poi un’occhiata gliela diano anche. Perché guardi non è facile stimolare questi ragazzi, anche educarli insomma, e coinvolgerli un po’ a fare qualcosa in più rispetto a quello che il corso chiede. Io vedo che è sempre più faticoso negli anni, perché arrivano questi ragazzi un po’ amorfi, le dico la verità. Quindi ogni mezzo va bene, però, c’è sempre più fatica a stare in aula, spesso hanno il cellulare, ormai lo vedo che stanno lì con questi cellulari. Io prima prendevo le firme, adesso ho smesso, le prendo ogni tanto giusto per capire qual è il numero medio di studenti, come stanno andando le cose, perché non vale la pena obbligarli a venire a lezione perché tanto se ci vengono e non hanno voglia, fanno altro e disturbano.

A: Immagino!

Prof.ssa Brozzetti: La soddisfazione è questa, vedere i ragazzi con i giornali, che quelli che non li trova rimane dispiaciuto. Uno spera che lo spirito critico si possa sviluppare.

 A: Quindi Lei vede che è un momento proficuo per attivare gli studenti in modo diverso?

Prof.ssa Brozzetti: Si certo!

A: Cos’ha osservato nelle reazioni degli studenti nel rapportarsi al giornale rispetto alle altre fonti, tra cui il digitale o i social?

Prof.ssa Brozzetti: Ma allora sono ragazzi che hanno come appendice il cellulare, poi l’uso che ne fanno non ne ho idea, lo posso immaginare, ho mio figlio che sta all’università e un altro che è al liceo. Non saprei darle una risposta approfondita.

A: Invece, secondo lei, qual è il vantaggio dell’informazione stampata rispetto a questo tipo di informazione?

Prof.ssa Brozzetti: Il vantaggio, nel momento in cui, io ho la stampa autorevole, è quello di poter arginare le Fake News che magari arrivano sul cellulare e sui Social, e magari aiutarli a capire. La speranza è appunto l’attesa delle testate che vengono proposte. 

A: Quanta consapevolezza, c’è, secondo lei di questa autorevolezza della stampa ad oggi?

Prof.ssa Brozzetti: Di questo non saprei, io provo a sottolinearla.

A: Perfetto, non so se ha altre osservazioni sulle attività o sull’informazione cartacea.

Prof.ssa Brozzetti: Ora c’è un problema generale, per quanto riguarda l’informazione su stampa, soprattutto i giovani, perdono sempre di più l’abitudine, devo dire che spesso le Università hanno materiale on line a disposizione, il computer sempre davanti, non so quanto poi studino anche sulla carta. Lo studio potrebbe arrivare anche sul cellulare. Credo che bisogna difendere la carta il libro stampato, quindi ogni iniziativa in tal senso andrebbe continuata. Uno potrebbe dire ti metto il link, consideri che abbiamo l’abbonamento a Il Sole 24 Ore, quindi i ragazzi potrebbero vedere il quotidiano tutte le mattine, ma avere il giornale in mano è tutt’altra cosa, come tutta la carta stampata. 

A: Qual è secondo lei il più grande vantaggio di aver un giornale cartaceo rispetto a quello on line?

Prof.ssa Brozzetti: Io credo che così c’è la possibilità di agganciare meglio l’interesse, perché il video o il telefono sono comunque parziali. Certo io clicco sull’articolo, lo leggo, mi leggo l’articolo che voglio. Va bene anche così, però avendo a luglio 60 anni, lo dico come mantra, che mi devo convincere, sono una persona abituata ai giornali e questo sostengo. La prenda un po’ con le molle data l’età!

A: Non mi sembra che escluda l’altra esperienza, mi sembra solo che valorizzi un aspetto sensoriale che coinvolge l’utilizzo del giornale cartaceo.

Prof.ssa Brozzetti: Si, si, visivo, sensoriale, strappi la pagina che ti serve e ti fai delle cartelline. Si ti puoi fare anche una cartella sul computer, però io poi vedo che ho un sacco di cose sul computer poi non le considero più.

A: C’è anche un discorso di sinestetica, e anche di muovere delle cose, con le mani,

Prof.ssa Brozzetti: Certo, infatti, lo vede, lo mette in una cartellina, è più versatile leggere il quotidiano.