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L’Economia di Francesco The Economy of Francesco

Dal 19 al 21 novembre 2020 si ritroveranno ad Assisi centinaia di giovani economisti e imprenditori provenienti da tutto il mondo per un evento globale voluto da papa Francesco. L’obiettivo dell’incontro è di dialogare, confrontarsi e elaborare suggerimenti e idee per salvare la Terra, il nostro pianeta. L’evento ha come titolo The Economy of Francesco. I giovani, un patto, il futuroAssisi 2020 ed è stato voluto da Papa Francesco e organizzato da un comitato al quale partecipano la Diocesi di Assisi, l’Istituto Serafico, il Comune di Assisi e l’associazione Economia di Comunione, in collaborazione con il cardinale Peter Kodwo Appiah Turkson, prefetto del Dicastero del Vaticano per il servizio dello sviluppo umano integrale, che patrocina l’iniziativa.

Il nome dell’evento ha chiaro riferimento al Santo di Assisi, esempio per eccellenza della cura degli ultimi della terra e di una ecologia integrale, ma rimanda anche a Papa Francesco. In due documenti precisi, nell’Esortazione Apostolica “Evangelii Gaudium” del 2013 e nell’enciclica “Laudato sì sulla cura della casa comune” del 2015, ha presentato una situazione compressa dell’economia mondiale in termini di accesso alle risorse in condizioni di equità e di tutela ambientale, sollecitando la creazione di un modello economico differente.

Papa Francesco insieme al Vescovo di Assisi, Domenico Sorrentino e all’economista Luigino Bruni, Professore ordinario di Economia Politica alla Lumsa, ed esponente del movimento cristiano dei focolarini di Chiara Lubich, hanno creato le premesse teoriche e collaborative creando l’incontro rivolto a giovani economisti e imprenditori del mondo per ridefinire le sfide dell’economia a partire dal pensiero e dall’agire economico basato sui principi della sostenibilità integrale.

L’invito è stato rivolto a giovani fino ai 35 anni di età impegnati negli ambiti della ricerca, studenti e studiosi in Economia e altre discipline affini, dell’impresa, imprenditori, dirigenti e top manager, e altri change-makers, promotori di attività al servizio del bene comune e di un’ economia giusta, sostenibile e inclusiva. Una scelta particolare, un modo per chiarire che tutti, ma proprio tutti, sono coinvolti nell’economia del mondo. All’invito hanno risposto in migliaia e sono stati selezionati circa duemila partecipanti. Inoltre dall’Agosto 2019 in poi si sono organizzati in tutto il mondo Incontri in preparazione all’evento internazionale di Assisi 2020, organizzati a livello locale o regionale, sotto forma di workshop, laboratori, seminari di studio, conferenze, promossi da organizzazioni, movimenti, associazioni, università, imprese, gruppi informali etc. Questi incontri sono stati ideati e organizzati secondo una logica bottom-up, attraverso la partecipazione volontaria delle comunità locali che hanno posto intorno ai tavoli di lavoro le realtà del terzo settore, le università e i centri di ricerca, gli industriali, gli imprenditori, i sindacati e i giovani dei movimenti ecologisti. Questi eventi, dal titolo Towards the economy of Francesco, hanno avuto come temi predominanti: il lavoro, la sostenibilità integrata, le città del futuro.  [1]

L’obiettivo dell’incontro di Assisi è di innescare un processo innovativo, che possa essere base per successivi interventi locali, e quindi non si arriverà a stilare un documento finale, conclusivo, ma si giungerà a creare una serie di idee e di proposte, che potranno essere riportati nelle proprie quotidianità in una formula generativa nuova.

L’incontro di Assisi dedicato all’Economia di Francesco è organizzato in 12 spazi chiamati ‘villaggi’, piccole cittadelle di confronto seminariale su vari temi. Per sottolineare l'aspetto della sfida, ogni tema è stato associato a una parola con la quale appare in tensione. Ogni laboratorio offre tavoli di lavoro, mini-conferenze interattive, seminari esperienziali, interviste private con esperti e un punto di networking.

 I temi che si affronteranno nell’evento sono: lavoro e cura; management e dono; finanza e umanità; agricoltura e giustizia; energia e povertà; profitto e vocazione; politiche (policies) e felicità; CO2 della disuguaglianza; business e pace; Economia è donna; imprese in transizione; vita e stili di vita.

I partecipanti si occupano di ambiente, povertà, diseguaglianze, nuove tecnologie, finanza inclusive, sviluppo sostenibile. “Sarà un contenitore di idee e prassi dove i giovani si incontreranno a “ritmo lento” e avranno la possibilità di pensare e domandarsi, sulle orme di San Francesco, cosa significa costruire un’economia nuova a misura d'uomo e per l’uomo” dice Luigino Bruni.

I partecipanti si confronteranno con i premi Nobel Amartya Sen e Muhammad Yunus  e con relatori tra cui Kate Raworth, Jeffrey Sachs, Vandana Shiva, Stefano Zamagni, Bruno Frey, Anna Meloto, Carlo Petrini Juan Camilo Cardenas,  e le filosofe Jennifer Nedelsky, Cécile Renouard, e Consuelo Corradi. E ancora esperti di sviluppo sostenibile, intelligenza artificiale e imprenditori di fama internazionale tra cui John Frank, di Microsoft e l’imprenditore italiano Brunello Cucinelli.

Dopo l’incontro l’idea è che tutti i partecipanti possano rientrare a casa e essere portatori e attivatori di cambiamenti per cambiare le modalità di gestione delle economie e delle politiche locali.

Con la finalità del cambiamento e del fronteggiare i cambiamenti climatici in corso, nel solco dell’enciclica “Laudato sì, la cura della casa comune”, il 23 gennaio 2020 ad Assisi si è svolto un evento di presentazione e discussione di un documento, il Manifesto di Assisi, creato dalla Fondazione Symbola e sottoscritto dalle associazioni di categoria più importanti a partire da Confindustria, Coldiretti, da ENEL, con la firma del presidente Boccia, da associazioni e referenti di enti pubblici e privati, come ANCI, l’Associazione Nazionale Comuni Italiani.

In questo senso, lo poniamo a confronto con il processo di cambiamento e di inclusione attiva dei giovani under 35 voluta dall’Economy of Francesco e che mette al centro i giovani, chiedendo a loro di rielaborare strategie, idee e prospettive. Nel caso del Manifesto di Assisi i sottoscrittori portano al centro delle policies e delle priorità delle agende pubbliche e private il tema del cambiamento climatico chiedendo che questo sia la priorità principale nelle agende.

Il Manifesto di Assisi infatti raccoglie quelle che sono i principali elementi sia nelle politiche europee definite dalla nuova strategia per il 2050, lo European New Green Deal sia nelle risposte sia nei 17 obiettivi dell'Agenda 2030 delle Nazioni Unite già fissate dal 2015. Nel Manifesto di Assisi[2] si legge come "affrontare con coraggio la crisi climatica non è solo necessario, ma rappresenti una grande occasione per rendere la nostra economia e la nostra società più a misura d’uomo e per questo più capaci di futuro. È una sfida di enorme portata che richiede il contributo delle migliori energie tecnologiche, istituzionali, politiche, sociali, culturali. Il contributo di tutti i mondi economici e produttivi e soprattutto la partecipazione dei cittadini. Importante è stato ed è in questa direzione il ruolo dell’enciclica Laudato Si’ di Papa Francesco. Siamo convinti che, in presenza di politiche serie e lungimiranti, sia possibile azzerare il contributo netto di emissione dei gas serra entro il 2050. Questa sfida può rinnovare la missione dell’Europa dandole forza e centralità. E può vedere un’Italia in prima fila.

Già oggi in molti settori, dall’industria all’agricoltura, dall’artigianato ai servizi, dal design alla ricerca, siamo protagonisti nel campo dell’economia circolare e sostenibile. Siamo, ad esempio, primi in Europa come percentuale di riciclo dei rifiuti prodotti. La nostra green economy rende più competitive le nostre imprese e produce posti di lavoro affondando le radici, spesso secolari, in un modo di produrre legato alla qualità, alla bellezza, all’efficienza, alla storia delle città, alle esperienze positive di comunità e territori. Fa della coesione sociale un fattore produttivo e coniuga empatia e tecnologia. Larga parte della nostra economia dipende da questo. I nostri problemi sono grandi e antichi: non solo il debito pubblico ma le diseguaglianze sociali e territoriali, l’illegalità e l’economia in nero, una burocrazia spesso inefficiente e soffocante, l’incertezza per il presente e il futuro che alimenta paure.

Ma l’Italia è anche in grado di mettere in campo risorse ed esperienze che spesso non siamo in grado di valorizzare. Noi siamo convinti che non c’è nulla di sbagliato in Italia che non possa essere corretto con quanto di giusto c’è in Italia. La sfida della crisi climatica può essere l’occasione per mettere in movimento il nostro Paese in nome di un futuro comune e migliore.

Noi, in ogni caso, nei limiti delle nostre possibilità, lavoreremo in questa direzione, senza lasciare indietro nessuno, senza lasciare solo nessuno. Un’Italia che fa l’Italia, a partire dalle nostre tradizioni migliori, è essenziale per questa sfida e può dare un importante contributo per provare a costruire un mondo, civile, gentile”.

 

Questo documento, anche sottoscritto dagli stessi organizzatori dell’evento Economy of Francesco, rappresenta perciò un piano strategico e di visione comune per le realtà dei firmatari  per quanto riguarda la salvaguardia o la custodia della Terra, dei beni comuni e dei beni relazionali, cioè dei beni che usiamo insieme e per la qualità dei rapporti umani individuali e sociali. È un manifesto che si pone nella stessa linea contenutistica del processo dell’Economy of Francesco, ma contiene una profonda differenza: Economy of Francesco è un evento creato dagli stessi giovani economisti, imprenditori e operatori di cambiamento.

Sono queste le grandi innovazioni di The Economy of Francesco. Mentre il mondo del business globale continua a creare incontri e accordi solo con adulti di solito almeno cinquantenni, che ricoprono ruoli apicali in aziende e in enti internazionali per gestire le sorti dell’economia mondiale, il Papa si mette nelle mani dei giovani, del loro cuore e della loro intelligenza. È la prima volta che un leader, riconosciuto come tale a livello mondiale da credenti e laici, convoca giovani economisti per chiamarli a un impegno comune e corale. È questa la vera  innovazione che avviene nell’incontro di novembre 2020 ad Assisi e che chiede a tutti i giovani di essere protagonisti e reali attivatori del cambiamento.

 

Riferimenti per approfondimenti:

Enciclica Laudato sì, la cura della casa comune, 2015

Lettera di Esortazione apostolica, Evangelii Gaudium, 2013

https://francescoeconomy.org/it/

https://www.symbola.net/manifesto/



[1] https://francescoeconomy.org/it/towards-the-event/

[2] https://www.symbola.net/manifesto/ Si riporta qui il testo integrale del manifesto.