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Il Gioco degli specchi: io fronte tra le fonti

INTRODUZIONE

L’avvento di Internet e l’affermazione del suo primato come canale di informazione, ha determinato una serie di cambiamenti nelle modalità di acquisizione e circolazione delle notizie. Molti aspetti sono stati già ampiamente trattati nei primi moduli di questo percorso, ma indubbiamente vale la pena soffermarsi su un altro risvolto determinante che permette di approfondire il processo di accessibilità e condivisione di dati, notizie, saperi, opinioni. Come abbiamo detto, uno degli effetti maggiormente positivi dell’era digitale è stata una facilitazione all’accesso a contenuti di ordine giornalistico e non, su larga scala, accelerando e promuovendo processi di formazione e diffusione dei saperi. Ciò che ci si aspetterebbe da questo cambiamento sarebbe un aumento di pari opportunità ed il conseguimento di maggiori equilibri sociali a scapito di una riduzione delle disparità, eppure, come abbiamo avuto modo di sottolineare, ci sono alcuni ostacoli propri del funzionamento del web, che rendono difficili tali traguardi: anzitutto l’effetto bolla, che chiude le nostre ricerche entro confini poco ampliabili, se non con lo sviluppo di competenze precise, capaci di guidare e orientare i navigatori del web; in secondo luogo il proliferare di blog, social network e altri canali, che diffondono in modo asistematico e poco attendibile notizie, contenuti senza incontrare filtri o controlli che ne regolamentino la circolazione. Quest’ultimo meccanismo in particolare ha un ruolo centrale nella diffusione delle cosiddette fake news, ovvero l’insieme di quelle notizie inventate o manipolate per assomigliare al giornalismo credibile e attirare la massima attenzione del lettore, che trovano larghissima circolazione e diramazione sui social network, principali canali di consultazione specialmente tra i giovani, ma non solo. La loro propagazione può essere volontaria, quindi per lo più agita da giornalisti con l’obbiettivo di influenzare l’opinione pubblica in virtù di ragioni economiche o politiche; ma può anche avvenire in modo involontario tramite i click di condivisione dei diversi lettori. Nella confusione del web dunque ci siamo anche noi in veste di fruitori e lettori, ma anche di potenziali canali di informazione. Questo capita con la creazione di post sulla propria pagina, con la condivisione on line di video, articoli, immagini, o la diffusione di questi su altri canali, ad esempio tramite gruppi WhatsApp. Tale fenomeno rende attivi e protagonisti nel mondo virtuale e crea connessioni e scambi all’interno delle proprie reti, eppure rischia di essere pericoloso se non si posseggono quegli strumenti utili per comprendere che cosa e con chi si sta condividendo e quali conseguenze potrebbe causare. Diviene fondamentale riconoscersi in questo ruolo e comprendere la responsabilità connessa ai click effettuati sulle proprie pagine web, perché potenziali propagatori di fake news o di notizie provenienti da fonti non attendibili e certe. La buona informazione, dunque, può partire anche dal singolo e da un lavoro di consapevolezza che renda competenti nel selezionare e ri-postare articoli, video, notizie, pulendo il web da condivisioni poco attente e confuse.

 

BRAINSTORMING

 

  1. Ti capita di condividere delle notizie sui social network?
  2. Che cosa scegli di condividere? Quali sono le notizie che condividi di più?
  3. Che cosa vorresti ottenere con le tue condivisioni?
  4. Quale canale utilizzi maggiormente?
  5. In che misura sei consapevole dell’effetto bolla che si sviluppa intorno alle ricerche che si effettuano in rete?

 

RIFLESSIONE GUIDATA

Riprendere e organizzare le riflessioni emerse dal confronto di classe cercando di comprendere principalmente:

- in quale misura gli studenti vengono coinvolti dal web e si ritrovano nel ruolo di partecipanti attivi attraverso le loro condivisioni;

- quali canali vengono sfruttati maggiormente nelle condivisioni;

- quali competenze dovrebbero servire per poter essere a propria volta una fonte attendibile di informazione.

Il docente potrebbe proporre, a seguito della riflessione condivisa, delle linee guida utili per orientare le proprie condivisioni nella direzione giusta per essere attendibili e di senso.

IL DECALOGO – CONDIVIDI SOLO SE…

1-      Hai verificato il contenuto della notizia anche su altri canali e altre testate di giornali;

2-      Hai verificato che l’autore possa avere qualche competenza in merito al tema trattato;

3-      Trovi riscontro dei dati riportati anche da altri siti che trattano la materia;

4-      Hai controllato l’attualità di ciò che viene riportato;

5-      Hai verificato che non sia solo “la tua pancia” a essere stata coinvolta dal contenuto che hai visto/letto;

6-      Hai riscontrato abbastanza dati o argomentazioni al contenuto proposto dalla notizia; non esistono risposte semplici a tematiche complesse!!

7-      Hai compreso di avere un briciolo di competenza in materia!

8-      Non stai correndo il rischio di essere ingannato;

9-      Sei sicuro della notizia;

10-   Ti sei chiesto e risposto al perché stai condividendo proprio questa notizia!

ATTIVITA’

L’attività proposta vuole avere l’obiettivo di sviluppare una riflessione sul proprio ruolo nella divulgazione delle informazioni e insieme attivare una riflessione critica sulle scelte effettuate in merito.

A questo proposito viene suggerito agli studenti di svolgere un lavoro individuale che li porti a mettere a fuoco il proprio coinvolgimento nelle pagine social.

1-     Chiedere agli studenti di controllare l’ultimo loro post sui propri profili Facebook o Instagram in cui abbiano condiviso una notizia;

2-     Far riflettere gli studenti sul motivo di questa loro condivisione, quindi chiedere agli studenti di rispondere in forma scritta alle seguenti domande:

 

-        Come mai hai scelto di condividere questa notizia?

-        Hai verificato che la notizia riportata provenisse da fonti attendibili?

-        Quante persone hanno visualizzato il tuo post? Quante persone lo hanno ri-condiviso?

 

3-     Chiedere agli studenti di effettuare una ricerca che possa arrivare a verificare l’attendibilità e la veridicità della notizia condivisa, secondo gli strumenti e i metodi che sentono più giusti;

4-     Chiedere agli studenti di scrivere quali strumenti si sono utilizzati per provare la credibilità della notizia e di argomentare in modo critico il proprio pensiero su quanto condiviso e sul perché si è scelto di farlo.

 

CONFRONTO

A seguito del lavoro individuale, gli studenti tornano a confrontarsi condividendo le riflessioni svolte. In particolare avrà senso confrontarsi su quali strumenti si sono utilizzati per verificare l’attendibilità della notizia, su quali contenuti si orientano gli interessi della classe (in vista di un possibile effetto bolla nel gruppo) e sulle diverse opinioni personali in merito a come svolgere questo ruolo di fruitori attivi nel we