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SDGs, Obiettivi di Sviluppo Sostenibile”

Scheda

“SDGs, Obiettivi di Sviluppo Sostenibile”

di Maria Vezzoli

Formatore OPPI, già docente di Scienze nelle scuole superiori di secondo grado

 

 

Una premessa

Difficile, in tempi di Covid-19, mettersi a parlare di “Obiettivi di Sviluppo Sostenibile”, concetto forte e ribadito in un programma d’azione sottoscritto da ben 193 Paesi membri dell’ONU. È un documento “ottimistico”, che propone 17 obiettivi nei confronti dei quali tutti i Paesi dovranno promuovere azioni forti, ciascuno nel suo specifico contesto di problemi e possibilità, e in questo momento di paura ci sembra quasi impossibile prenderlo in considerazione, farsene carico. Eppure, mai come ora, di fronte a una pandemia inattesa che mette a dura prova tutti, persone e Stati, è importante guardare a un futuro possibile e cercare di realizzarlo, fare sì che proposte che sembravano solo buona teoria diventino realizzazioni pratiche e concrete. Si pensi solo a quanto diventa attuale l’obiettivo 3 “Assicurare la salute e il benessere per tutti e per tutte le età”, o alla frequente sottolineatura del concetto fondamentale di “resilienza”, che comporta la  capacità, individuale e sociale, di affrontare eventi traumatici di grande portata, gravemente dannosi e in larga misura imprevedibili, e trovare il modo e la forza per superarli senza farsene distruggere, ma costruendo invece nuove possibilità di vita buona.

 

L’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile: il documento

L’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile è un programma d’azione per le persone, il pianeta e la prosperità, sottoscritto nel settembre 2015 dai governi dei 193 Paesi membri dell’ONU. Essa ingloba 17 Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile - Sustainable Development Goals, SDGs - in un grande programma d’azione per un totale di 169 ‘target’ o traguardi. L’avvio ufficiale degli Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile ha coinciso con l’inizio del 2016, guidando il mondo sulla strada da percorrere nell’arco dei prossimi 15 anni: i Paesi, infatti, si sono impegnati a raggiungerli entro il 2030.

Nel sito del Centro Regionale di Informazione delle Nazioni Unite si può trovare anche una presentazione di 31 slides esplicative, molto chiare e gradevoli, attraverso le quali gli studenti potranno autonomamente comprendere la tematica, condividendo poi osservazioni, domande, critiche, proposte[1].

In questo momento di grande incertezza e necessità di cambiamento - legato alla pandemia da Covid19 - è opportuno presentare ai giovani il documento, invitandoli a prenderlo coraggiosamente in carico come una speranza con possibilità di realizzazione, anche se la situazione mondiale sta prendendo un duro colpo.

La prima cosa da fare, in ambito scolastico, è “prendere in mano il documento” e capire come nasce e come è strutturato. La presentazione (Preambolo) è molto chiara, perciò riteniamo opportuno riportarla qui testualmente[2].

 

 

 

 

 

Risoluzione adottata dall’Assemblea Generale il 25 settembre 2015

L’Assemblea Generale

Adotta il seguente documento risultante dal vertice delle Nazioni Unite per l’adozione dell’agenda dello sviluppo post 2015:

Trasformare il nostro mondo: l’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile

Preambolo

Quest’Agenda è un programma d’azione per le persone, il pianeta e la prosperità. Essa persegue inoltre il rafforzamento della pace universale in una maggiore libertà.

Riconosciamo che sradicare la povertà in tutte le sue forme e dimensioni, inclusa la povertà estrema, è la più grande sfida globale ed un requisito indispensabile per lo Sviluppo Sostenibile.

Tutti i Paesi e tutte le parti in causa, agendo in associazione collaborativa, implementeranno questo programma. Siamo decisi a liberare la razza umana dalla tirannia della povertà e vogliamo curare e salvaguardare il nostro pianeta. Siamo determinati a fare i passi audaci e trasformativi che sono urgentemente necessari per portare il mondo sulla strada della sostenibilità e della resilienza. Nell’intraprendere questo viaggio collettivo, promettiamo che nessuno verrà trascurato.

I 17 Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile e i 169 traguardi che annunceremo oggi dimostrano la dimensione e l’ambizione di questa nuova Agenda universale. Essi si basano sugli Obiettivi di Sviluppo del Millennio e mirano a completare ciò che questi non sono riusciti a realizzare.

Essi mirano a realizzare pienamente i diritti umani di tutti e a raggiungere l’uguaglianza di genere e l’emancipazione di tutte le donne e le ragazze.

Essi sono interconnessi e indivisibili e bilanciano le tre dimensioni dello Sviluppo Sostenibile: la

dimensione economica, sociale ed ambientale.

Gli Obiettivi e i traguardi stimoleranno nei prossimi 15 anni interventi in aree di importanza cruciale per l’umanità e il pianeta.

 

Proponiamo di descrivere brevemente la struttura del documento e in particolare di leggere i 17 obiettivi, prendendone in considerazione alcuni per approfondire i relativi traguardi.

 

Le cinque aree

Al termine del Preambolo che abbiamo riportato sono definite le 5 aree di importanza cruciale:

*Persone

Siamo determinati a porre fine alla povertà e alla fame, in tutte le loro forme e

dimensioni, e ad assicurare che tutti gli esseri umani possano realizzare il proprio

potenziale con dignità ed uguaglianza in un ambiente sano.

*Pianeta

Siamo determinati a proteggere il pianeta dalla degradazione, attraverso un consumo

ed una produzione consapevoli, gestendo le sue risorse naturali in maniera sostenibile e

adottando misure urgenti riguardo il cambiamento climatico, in modo che esso possa

soddisfare i bisogni delle generazioni presenti e di quelle future.

*Prosperità

Siamo determinati ad assicurare che tutti gli esseri umani possano godere di vite

prosperose e soddisfacenti e che il progresso economico, sociale e tecnologico avvenga in

armonia con la natura.

*Pace

Siamo determinati a promuovere società pacifiche, giuste ed inclusive che siano

libere dalla paura e dalla violenza. Non ci può essere Sviluppo Sostenibile senza pace, né la

pace senza Sviluppo Sostenibile.

*Collaborazione (Partnership)

Siamo determinati a mobilitare i mezzi necessari per implementare questa Agenda

attraverso una Collaborazione Globale per lo Sviluppo Sostenibile, basata su uno spirito di

rafforzata solidarietà globale, concentrato in particolare sui bisogni dei più poveri e dei più

vulnerabili e con la partecipazione di tutti i paesi, di tutte le parti in causa e di tutte le

persone.

Come è strutturato il documento?

Dopo il Preambolo citato troviamo:

*Dichiarazione dei Capi dello Stato e del Governo e Alti Rappresentanti, riuniti al Quartier Generale delle Nazioni Unite di New York dal 25 al 27 settembre 2015

*La nostra visione

*I nostri principi ed impegni condivisi

*Il nostro mondo oggi

*La nuova Agenda

*I mezzi di attuazione

*Controllo e revisione

*Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile e traguardi

*Strumenti di attuazione e Partenariato Globale

*Monitoraggio e verifica

In quest’ultima voce i 193 sottoscrittori si assumono “l’impegno di un monitoraggio e una verifica sistematici per la riuscita di questa agenda nei prossimi 15 anni. Un meccanismo di monitoraggio e verifica ben definito, volontario, efficace, partecipativo, trasparente e completo sarà un contributo fondamentale per la riuscita e aiuterà i paesi a massimizzare e tener traccia dei progressi nell’attuazione di quest’agenda, affinché si abbia la certezza che nessuno rimanga indietro”.

 

Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile

Obiettivo 1. Porre fine ad ogni forma di povertà nel mondo

Obiettivo 2. Porre fine alla fame, raggiungere la sicurezza alimentare, migliorare la nutrizione e promuovere un’agricoltura sostenibile

Obiettivo 3. Assicurare la salute e il benessere per tutti e per tutte le età

Obiettivo 4. Fornire un’educazione di qualità, equa ed inclusiva, e opportunità di apprendimento per tutti

Obiettivo 5. Raggiungere l’uguaglianza di genere ed emancipare tutte le donne e le ragazze

Obiettivo 6. Garantire a tutti la disponibilità e la gestione sostenibile dell’acqua e delle strutture igienico-sanitarie

Obiettivo 7. Assicurare a tutti l’accesso a sistemi di energia economici, affidabili, sostenibili e moderni

Obiettivo 8. Incentivare una crescita economica duratura, inclusiva e sostenibile, un’occupazione piena e produttiva ed un lavoro dignitoso per tutti

Obiettivo 9. Costruire un'infrastruttura resiliente e promuovere l'innovazione ed una industrializzazione equa, responsabile e sostenibile

Obiettivo 10. Ridurre l'ineguaglianza all'interno di e fra le nazioni

Obiettivo 11. Rendere le città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, duraturi e sostenibili

Obiettivo 12. Garantire modelli sostenibili di produzione e di consumo

Obiettivo 13. Promuovere azioni, a tutti i livelli, per combattere il cambiamento climatico*

Obiettivo 14. Conservare e utilizzare in modo durevole gli oceani, i mari e le risorse marine per uno Sviluppo Sostenibile

Obiettivo 15. Proteggere, ripristinare e favorire un uso sostenibile dell’ecosistema terrestre

Obiettivo 16. Promuovere società pacifiche e inclusive per uno Sviluppo Sostenibile

Obiettivo 17. Rafforzare i mezzi di attuazione e rinnovare il partenariato mondiale per lo Sviluppo Sostenibile

* Riconoscendo che la Convenzione delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici è il principale forum internazionale e intergovernativo per la negoziazione della risposta globale al cambiamento

 

Che cosa accadrà di tutti questi propositi nella bufera del Covid-19? Le modalità di intervento andranno cambiate radicalmente, ma gli obiettivi di miglioramento della vita nel mondo non potranno essere dimenticati. “Questa è un'immane tragedia che lascia sgomenti. Quando sarà finita la carneficina faremo i conti con una crisi economica senza precedenti […] Bisognerà studiare nuove modalità di comportamento, studio, lavoro, vita sociale […] Per ora dobbiamo rassegnarci: il virus resterà fra noi, e visto che non si potrà mantenere il lockdown (confinamento) in eterno per non piegare definitivamente l'economia mondiale, bisognerà aspettare qualche remissione per riaprire (parzialmente) le porte, rassegnandosi a richiuderle in fretta appena le terapie intensive degli ospedali segnalino un anomalo aumento di accessi. Ma la rivoluzione dovrà andare oltre, ridisegnando la governance mondiale […] Nella storia, le trasformazioni epocali sono sempre state precedute da disastrose epidemie, compresa la rivoluzione industriale dell’inizio ‘800 e indietro nei secoli dei secoli. Ogni volta si ripensa agli errori fatti…”. Così risponde in un’intervista il famoso economista, sociologo, attivista e saggista statunitense Jeremy Rifkin.[3]

 

I concetti fondamentali…

su cui lavorare con i giovani. Riteniamo che sia necessario promuovere una riflessione approfondita su due concetti fondamentali che pervadono l’intero documento: Sviluppo Sostenibile e resilienza. Didatticamente riteniamo utile esplorare prima che cosa ne sanno/pensano i ragazzi, e poi promuovere una condivisione - in presenza o su piattaforma - per arricchirsi reciprocamente.

Sono due concetti di grande importanza che oltre al documento pervadono la vita quotidiana di ciascuno di noi, con sempre maggior forza alla luce della pandemia Covid-19.

Lo Sviluppo Sostenibile è un tipo di sviluppoche “soddisfa i bisogni del presente senza compromettere la possibilità delle generazioni future di soddisfare i propri bisogni”. Rispetta quindi una sorta di “giustizia tra le generazioni”: dobbiamo consegnare alle future generazioni un mondo integro, con le stesse risorse a cui abbiamo potuto accedere noi.

Il concetto fu proposto nel 1987 nel rapporto della World Commission on Environment and Development - Our Common Future (Commissione Brundtland[4], nell’ambito delle Nazioni Unite). Nel 1991 Herman Daly[5], uno dei maggiori economisti ecologici, definì le tre principali condizioni dello Sviluppo Sostenibile:

- il tasso di utilizzazione delle risorse rinnovabili non deve essere superiore al loro tasso di rigenerazione;

- l’immissione di sostanze inquinanti e di scorie nell’ambiente non deve superare la capacità di carico dell’ambiente stesso;

- lo stock di risorse non rinnovabili deve restare costante nel tempo[6].

Per raggiungere uno Sviluppo Sostenibile è importante quindi armonizzare la crescita economica, l’inclusione sociale e la tutela dell’ambiente, capisaldi dell’economia ecologica.

Per approfondire la tematica consigliamo di consultare e far consultare agli studenti il sito  https://www.eni.com/it-IT/trasformazione/obiettivi-sostenibilita.html, in cui  Eni presenta il suo concreto approccio alla sostenibilità, ispirandosi ai 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, e mette in luce i valori relativi alle sfide globali con le quali l’azienda si confronta e verso le quale si impegna: l’accesso all’energia, il clima e l’ambiente, i diritti umani, la cooperazione e le partnership per lo sviluppo. Nel Piano d’azione 2020-2023 e nel Piano strategico di lungo termine al 2050, Eni ha definito degli obiettivi per contribuire direttamente o indirettamente al conseguimento degli SDGs. In particolare, “avverte una grande responsabilità per il raggiungimento degli obiettivi legati a questi macro-trend in atto: l’SDG n.7: conseguire l’accesso universale a fonti di energia convenienti e pulite e l’SDG n.13, contrastare i cambiamenti climatici, e vuole contribuire alla costruzione di un paradigma energetico in cui tutti - soprattutto in aree come l’Africa, caratterizzata da un forte boom demografico - possano accedere a mix innovativi e puliti. Il ruolo essenziale che l’energia ha per il raggiungimento dei bisogni primari, per lo sviluppo socioeconomico dei Paesi, per la protezione ambientale e la sicurezza internazionale, la rende un pilastro e un perno fondamentale per il conseguimento degli altri obiettivi di sviluppo”.

Abbiamo citato solo una breve dichiarazione contenuta nel documento, in cui si possono trovare anche alcuni importanti esempi pratici, che aiuteranno i ragazzi a capire a fondo il concetto di sostenibilità.

La resilienza, cui già abbiamo accennato nella premessa, è un concetto fondamentale che migra tra ingegneria, informatica, biologia, ecologia, psicologia, sociologia, etc.

In ingegneria, per esempio, è la capacità di un materiale di riacquistare struttura e forma originaria dopo essere stato sottoposto a schiacciamento, deformazione etc.

In informatica è la capacità di un sistema di adattarsi alle condizioni d’uso e di resistere all’usura in modo da garantire la disponibilità dei servizi erogati.

In ecologia è la capacità di un’area, un ecosistema, una comunità vitale, di attutire gli effetti devastanti, di ritornare al suo stato iniziale, dopo una perturbazione che l’ha allontanata da quello stato. I luoghi artificiali, edificati, altamente antropizzati, come le grandi città hanno una bassa, scarsa o addirittura nulla resilienza. Ondate di caldo, inondazioni, eventi meteo estremi, incendi e uragani li danneggiano in maniera spesso irrecuperabile.

Al contrario, molti luoghi naturali hanno un’alta resilienza: gli alberi resistono, il tessuto delle loro radici frena valanghe e siccità, le piante rinascono, gli animali ripopolano la zona, la vita si rigenera.

Nell’ottica dello Sviluppo Sostenibile il focus della resilienza non è solo sulla capacità di un sistema di ripararsi a fronte di un evento traumatico, è qualcosa di ben più vasto e dinamico. Per un individuo, per un gruppo sociale, per un’intera popolazione umana essere resiliente significa non solo resistere e fronteggiare l’evento traumatico, ma anche e soprattutto reinventarsi, trovare forze per cambiare, costruire e ricostruirsi, per riorganizzare positivamente la vita. E parliamo di vita sia per un singolo individuo sia per un’intera città, una macroarea, per il mondo intero. Mai come ora, in tempo di pandemia, la resilienza diventa fondamentale a tutti i livelli.

Si può portare avanti uno Sviluppo Sostenibile se c’è resilienza forte. Ci piace dunque concludere questo paragrafo con una citazione semplice e preziosa, l’assioma di Boris Cyrulnik[7], neuropsichiatra ed etologo francese di 82 anni: “La risposta alla catastrofe non consiste nel ristabilire l’ordine precedente, ma nel crearne uno che prima non c’era”.

 

Alcune proposte…

…per insegnanti e allievi.

Dopo le riflessioni cui abbiamo sopra accennato e una consultazione dei materiali nei siti segnalati e in molti altri, proponiamo di far lavorare gli studenti in particolare su alcuni dei 17 obiettivi.

Gli studenti potranno lavorare individualmente e in gruppo per rispondere a domande fondamentali e concrete:

- Che cosa già sto facendo io/stiamo facendo noi per conseguire questo obiettivo?

- Che cosa posso fare io/possiamo fare noi in più per conseguire questo obiettivo?

Ci sembra formativa e utile proprio la riflessione sulle azioni concrete che ciascuno potrà mettere in atto.

A solo titolo di esempio

L’obiettivo 1 - “Porre fine alla povertà nel mondo” può sembrare quasi astratto fuori dalla nostra portata, eppure chiama in causa, tra l’altro, la “mobilitazione di risorse da diverse fonti…”. Che uso facciamo noi delle risorse? Come migliorarlo?

L’obiettivo 2 - “Porre fine alla fame, raggiungere la sicurezza alimentare, migliorare la nutrizione e promuovere un’agricoltura sostenibile” apre a un’infinità di possibili riflessioni e apprendimenti sulle modalità di produzione e fruizione del cibo, sulla distribuzione delle risorse alimentari,  e sui due concetti che abbiamo sopra brevemente esplorato: “garantire sistemi di produzione sostenibili e implementare pratiche agricole resilienti che aumentino la produttività e la produzione, che aiutino a proteggere gli ecosistemi…”.

L’obiettivo 3 - “Assicurare la salute e il benessere per tutti e per tutte le età” è una vera miniera di apprendimenti e riflessioni, che spaziano dai problemi di mortalità infantile alle malattie che affliggono grandi parti del mondo, all’uso e abuso di stupefacenti, alcool, tabacco, alla guida pericolosa con susseguenti incidenti, etc. Non possiamo ignorare che la drammatica pandemia Covid-19 si lega non poco a questo obiettivo, in particolare al traguardo 3.d “rafforzare la capacità di tutti i Paesi, soprattutto dei Paesi in via di sviluppo, di segnalare in anticipo, ridurre e gestire i rischi legati alla salute, sia a livello nazionale che globale”.

Ci fermiamo qui, perché l’analisi di tutti gli obiettivi può promuovere apprendimenti e riflessioni importanti: accesso all’istruzione, parità di genere, accesso all’acqua e alle strutture igienico sanitarie, accesso all’energia, superamento delle discriminazioni, protezione degli ecosistemi, rifiuto di ogni forma di violenza, promozione della convivenza sociale e della pace…

Sottolineiamo ancora come sia indispensabile e formativo, proprio in tutti questi ambiti, promuovere un lavoro molto attivo di ricerca e insieme di riflessione su di sé da parte degli studenti. Studenti che speriamo di spingere ad affrontare situazioni nuove e cambiamenti anche molto difficili mettendosi in gioco con creatività e coraggio, rifiutando ogni tentazione di rassegnazione passiva.

 

 

 

 

 



[1] https://unric.org/it/wp-content/uploads/sites/3/2019/11/SDG-presentazione.pdf

[2] https://unric.org/it/agenda-2030/

 

[3] Pubblicata su “La Repubblica” 30 marzo 2020

[4] Dal nome della Presidente, la norvegeseGro Harlem Brundtland

[5] Herman Daly, n. 1938, professore presso il dipartimento di politiche pubbliche dell'Università del Maryland.

Influente economista del Dipartimento Ambientale della Banca Mondiale, dove ha contribuito a sviluppare la guida di riferimento alla politica dello Sviluppo Sostenibile.

 

 

[6] Abbiamo riportato i concetti in forma semplificata. In internet si trova parecchio materiale. Qui segnaliamo solo i link http://www.greenreport.it/autori/herman-daly/

https://www.volontariperlosviluppo.it/sviluppo-sostenibile/

https://www.eni.com/it-IT/trasformazione/obiettivi-sostenibilita.html

 

[7] http://www.zam.it/biografia_Boris_Cyrulnik