imagihttps://osservatorionline.it/media///2019/03/giornale-sicilia.png

header

Un battesimo ortodosso per l’imperatore Costantino. L’affresco di Maso di Banco nella cappella Bardi di Mangona in Santa Croce

di Lorenzo Mascheretti storico dell'arte, dottorando, Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano in collaborazione con Donata Grossoni Responsabile del servizio valorizzazione del Patrimonio culturale dell’Opera di Santa Croce

DOCUMENTI

Doc. 1. Eusebio di Cesarea, Vita di Costantino, libro IV, cap. 62

«È arrivato il momento che ho sperato a lungo, con un sincero desiderio e con la preghiera potrei ottenere la salvezza di Dio. È giunta l’ora in cui anch’io posso avere la benedizione di quel sigillo che conferisce l’immortalità; l’ora in cui posso ricevere il sigillo della salvezza. Avevo pensato di fare questo nelle acque del fiume Giordano, dove si dice che nostro Salvatore, per il nostro esempio, sia stato battezzato: ma Dio, che conosce quel che è opportuno per noi, ha piacere che io riceva qui questa benedizione. Sia così, quindi, senza indugio. È la Sua volontà – Egli che è il Signore della vita e della morte – che la mia esistenza qui sia prolungata, che io debba essere destinato d’ora in poi ad associarmi al popolo di Dio e a unirmi nella preghiera come membro della Sua Chiesa. Da questo momento prescriverò per me una vita così, come si addice al Suo servizio». Dopo aver parlato in questo modo, i prelati eseguirono le sacre cerimonie nel modo consueto e, dopo avergli dato le necessarie istruzioni, lo fecero partecipante all’ordinazione mistica. Così Costantino era il primo di tutti i sovrani che era rigenerato e perfezionato in una chiesa dedicata ai martiri di Cristo; così dotato del sigillo divino del battesimo, si rallegrava in spirito, si rinnovava e si riempiva di luce celeste: la sua anima gioiva per il fervore della sua fede e si stupiva per la manifestazione della potenza di Dio. Al termine della cerimonia indossò splendidi paramenti imperiali, brillanti come la luce, e si adagiò su un divano del bianco più puro, rifiutandosi di vestire ancora di porpora.

Doc. 2. Vincenzo Aiello, Costantino, la lebbra e il battesimo di Silvestro, in Costantino il Grande dall’Antichità all’Umanesimo, atti del secondo colloquio sul Cristianesimo nel mondo antico (Macerata, 18-20 dicembre 1990), a cura di Giorgio Bonamente e Franca Fusco, Università degli Studi, Macerata 1992, tomo I, pp. 24-25

Costantino pagano, signore del mondo, cum plurimas strages nostrorum dedisset, [...] elephantiae a Deo lepra percussus est. Intere schiere magorum et medicorum si cimentano, senza risultato, nel tentativo di guarire l’imperatore; a questo punto i Capitolii pontifices consigliano ut piscinam infantum occisorum sanguine repleri faceret. Raccolti da parte dei funzionari imperiali oltre tremila fanciulli e condotti presso i Capitolii pontifices, al momento del bagno cruento occurrit multitudo innumerabilium mulierum, le cui lacrime e implorazioni colpiscono Costantino, il quale exhorruit facinus e, in un discorso pronunciato dinanzi a comites et commilitones et omnes populi, giustifica la rinuncia all’atto crudele in nome della pietas e della iustitia, dopo essersi chiesto quid iuvat barbaros superasse si a crudelitate vincamur; ordina quindi di restituire i fanciulli alle madri e di offrire loro dona simul amplissima et vehicula infinita [...]. Nella notte, in sogno, adsunt apostoli sanctus Petrus cum Paolo che, inviati da Cristo, lo sollecitano a richiamare dall’esilio sul monte Soratte il vescovo Silvestro, fuggito a causa della persecuzione in precedenza ordinata dallo stesso Costantino; da quello gli sarà indicata la piscina pietatis, immerso nella quale l’imperatore potrà guarire dalla sua malattia [...]. Al risveglio l’imperatore fa richiamare Silvestro, il quale, convinto in un primo momento di essere chiamato ad martyrii coronam, conosciuta poi la vera ragione del suo ritorno, è ben lieto di illustrare a Costantino il significato del sogno e i fondamenti della religione cristiana [...]. L’imperatore, convinto della visione e dalla interpretazione datane da Silvestro, accetta di convertirsi e di ricevere il battesimo. Dopo il rituale periodo di penitenza e di digiuno e dopo i necessari preparativi, Costantino viene condotto alla vasca battesimale in palatio Lateranensi, dalla quale mundus exsurgens Constantinus Christum se vidisse confessum est.

Fig 1. Maso di Banco, Riconoscimento dell’icona e battesimo di Costantino, post 1336, Firenze, basilica di Santa Croce, cappella Bardi di Mangona. Foto: Archivio fotografico dell’Opera di Santa Croce

CHIAVE DI LETTURA DEI DOCUMENTI

La versione del battesimo dell’imperatore Costantino (274-337 d.C.) che ha prevalso nella tradizione storiografica e che ha avuto maggiore peso nella determinazione dei rapporti tra Impero e Chiesa è un celebre falso che rientra a buon diritto nella categoria delle fake news. Essa deriva dagli Actus Sylvestri, testo assemblato tra la fine del V e gli inizi del VI secolo che riporta gli episodi leggendari della vita di papa Silvestro I e che presenta una sezione (la seconda) dedicata alla Conversio Constantini (documento 2): vi si narra che la conversione di Costantino sarebbe avvenuta in seguito a una guarigione dell’imperatore dalla lebbra, resa possibile dal battesimo ricevuto a Roma nel palazzo del Laterano da papa Silvestro, richiamato per l’occasione dalla sua fuga sul monte Soratte; il trattamento salvifico era stato preferito da Costantino alla possibilità offerta dai sacerdoti pagani di bagnarsi nel sangue di infanti, soluzione presto esclusa dal sovrano, colpito dal pianto disperato delle madri e dalla visione notturna dei santi Pietro e Paolo, apparsigli in sogno.

Il testo degli Actus ha occultato a partire dal VI secolo la notizia autentica del battesimo dell’imperatore Costantino, quella del cosiddetto “battesimo nicomediense”: Costantino, in accordo con questa tradizione storicamente più veritiera, avrebbe chiesto di essere battezzato in punto di morte a Nicomedia al vescovo ariano Eusebio, così come è riportato nella Vita Constantini dell’omonimo Eusebio di Cesarea del 337 d.C. (documento 1). La leggenda trasmessa dagli Actus Silvestri, che ricorda invece come amministratore del battesimo papa Silvestro, sarebbe stata redatta allo scopo di eliminare la scomoda presenza di un ariano nella professione del primo imperatore cristiano e così di legittimare in maniera ortodossa il primato della chiesa di Roma, che in quell’occasione avrebbe ricevuto – nella figura del suo vescovo – doni e privilegi.

La fonte rappresentata dagli Actus Sylvesti ha goduto di larga fortuna e, seppure lontana dal vero, è servita da ispirazione per numerosi cicli illustrativi della vita di papa Silvestro, che nella vicenda costantiniana appare in qualità di co-protagonista. È il caso degli affreschi eseguiti da Maso di Banco entro il quarto decennio del Trecento nella cappella Bardi di Mangona nella basilica di Santa Croce a Firenze: l’artista a quell’epoca ricavò le informazioni sulla vicenda silvestriana probabilmente dalla raccolta agiografica duecentesca di Iacopo da Varagine, la Legenda Aurea, che dedica il dodicesimo capitolo proprio a san Silvestro.

Sulle pareti della cappella sono rappresentati alcuni episodi della vicenda di papa Silvestro e Costantino, così come è riportata dalle fonti. Procedendo dall’alto verso il basso, si riconoscono le scene di Costantino di fronte alle madri, dell’Apparizione dei santi Pietro e Paolo a Costantino, di San Silvestro sul monte Soratte (nel lunettone sopra la bifora, pressoché perduto), del Riconoscimento dell’icona e del Battesimo di Costantino, del Miracolo del toro e di San Silvestro che ammansisce il drago.

L’affresco con il Battesimo è collocato nel lunettone della parete destra (figura 1). Maso di Banco suddivide i due momenti consecutivi della stessa narrazione attraverso l’utilizzo dell’architettura, che si chiude nel salone loggiato di un palazzo per ospitare il colloquio tra san Silvestro e l’imperatore in trono, a cui il pontefice svela il significato del sogno premonitore (a sinistra), e si apre in un portico rivestito di marmi per diventare ambientazione della scena en plein air del battesimo vero e proprio (a destra).

Escluse le scene iniziali riguardanti la conversione, di cui fa parte quella appena descritta, gli ultimi episodi del ciclo di Maso di Banco derivano dalla terza sezione degli Actus Sylvestri, che è costituita da una altercatio sulla religione cristiana tra Silvestro e dodici rabbini, proposta dalla madre dell’imperatore, Elena, la quale è presentata come filoebraica. Come confermato anche dalla vulgata della Legenda Aurea, in quell’occasione il primato della religione cristiana si sarebbe affermato per via miracolistica, più che teologica, attraverso alcuni gesti compiuti da Silvestro (tra cui quello di resuscitare un toro, ucciso dall’ebreo Zambri che aveva sussurrato all’orecchio dell’animale il nome di un falso dio; o quello della neutralizzazione di un drago, in grado di uccidere con l’emissione di miasmi mortali), che avrebbero mosso a conversione il resto della famiglia imperiale.

TRACCE PER L’ATTIVITÀ IN CLASSE

Gli studenti potrebbero essere divisi in piccoli gruppi e a ciascuno potrebbe essere assegnato il compito di analizzare una raffigurazione dell’episodio del Battesimo di Costantino, con particolare attenzione alla fonte testuale utilizzata dall’artista. In seguito si potrebbe organizzare un dibattito in classe in cui ciascun gruppo mostra i risultati trovati e si procede insieme a un confronto generali tra i vari casi, per riflettere sulla tradizione letteraria e figurativa che ebbe maggior fortuna nei secoli.

TAGS

Costantino | san Silvestro | battesimo | Eusebio di Cesarea | Actus Sylvestri | Maso di Banco

LINKS

htts://www.documentacatholicaomnia.eu

http://www.intratext.com/X/LAT0025.HTM

https://www.treccani.it/enciclopedia/elenco-opere/Enciclopedia_Costantiniana

http://www.santacroceopera.it/it/default.aspx

https://commons.wikimedia.org

BIBLIOGRAFIA

-     Maso di Banco. La cappella di San Silvestro, a cura di Cristina Acidini Luchinat ed Enrica Neri Lussana, Electa, Milano 1998

-     Marilena Amerise, Il battesimo di Costantino il Grande. Storia di una scomoda eredità, Franz Steiner Verlag, Stuttgart 2005

-     Tessa Canella, Gli Actus Silvestri. Genesi di una leggenda su Costantino imperatore, CISAM, Spoleto 2006

-     Francesco Corsaro, Costantino ed Eusebio nella “Vita Constantini” di Eusebio di Cesarea, in “Rivista di cultura classica e medioevale”, 54 (2012/2), pp. 283-300

-     Jean Collins Long, Franciscan chapel decoration: the St. Silvester cycle of Maso di Banco at Santa Croce in Florence, in “Studies in iconography”, 30 (2009), pp. 72-95

FAQ - DOMANDE E RISPOSTE

1. Quali altri cicli rappresentano la leggenda di san Silvestro papa e Costantino?

Il tema di san Silvestro e Costantino è stato ampiamente raffigurato nel corso del Medioevo. Celebre è l’oratorio di San Silvestro a Roma, situato nel complesso basilicale dei Santi Quattro Coronati, edificato nel 1246 e decorato alla fine di quel decennio con gli episodi della leggenda che vide protagonisti san Silvestro, Costantino e sua madre Elena. L’abside della chiesa romanica di San Silvestro a Tivoli presenta alcuni affreschi eseguiti probabilmente sotto il pontificato di Innocenzo III, a cavallo tra Duecento e Trecento, e raffiguranti alcune scene della vita di san Silvestro legate alla conversione dell’imperatore Costantino. Nella basilica del Cristo Salvatore di Trieste, nota anche con l’antico nome di basilica di San Silvestro, si trovano resti di affreschi di inizio XIV rappresentanti i fatti dell’imperatore Costantino. In età moderna, una rappresentazione dell’episodio del Battesimo di Costantino è nella Sala di Costantino in Vaticano, i cui affreschi come è noto furono eseguiti dalla scuola di Raffaello entro la metà degli anni venti del Cinquecento. Verso la fine del secolo, attorno al 1599, in occasione del Giubileo dell’anno successivo, Cristoforo Roncalli detto il Pomarancio affrescò il medesimo racconto nel transetto della basilica romana di San Giovanni in Laterano.

2. Perché la versione degli Actus Sylvestri, ovvero di un battesimo “ortodosso” di Costantino, ebbe così forte presa nel corso del Medioevo?

La diffusione di questa versione si può facilmente spiegare se si considera che nel corso del Medioevo fu necessario chiarire, da parte della Chiesa, la natura teocratica del suo rapporto con l’impero, attraverso la leggendaria investitura di un pontefice – e non di un vescovo ariano – del ruolo di battezzatore del primo imperatore cristiano. Papa Silvestro diventa così, in un racconto in cui la componente cristiana ortodossa era del tutto assente, il co-protagonista di una vicenda fondamentale, in grado di contrapporsi simbolicamente alla figura dominante di Costantino e di rimarcare la pari o superiore dignità della Chiesa.

3. Quale altra celebre vicenda, da annoverare tra le fake news della storia, è legata all’imperatore Costantino e al rapporto con la Chiesa?

Si tratta del Constitutum Constanini o Donazione di Costantino, ovvero dell’atto di donazione nel 315 d.C. a papa Silvestro, da parte dell’imperatore Costantino, del potere in Occidente, e in particolare del primato del vescovo di Roma, della sovranità del pontefice e della sua superiorità sull’impero. È stato dimostrato in età umanistica, grazie alle argomentazioni filologiche e storiche di Lorenzo Valla (De falso credita et ementita Constantini donatione), che il documento costituisce un falso o apocrifo, da datarsi all’ottavo secolo: tra gli altri anacronismi e le altre contraddizioni, Valla fece notare che il testo era scritto in un latino non corrispondente a quello in uso nel IV secolo.