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Il futuro dell’università e alcuni nuovi (buoni) motivi per aderire al progetto Il giornale in Ateneo

Il mondo dell’università è chiamato oggi ad affrontare un’epoca di cambiamento. L’emergenza Covid-19, che mentre scriviamo (luglio 2020) sembra aver mostrato al nostro Paese la sua versione più feroce (ma è tutt’altro che risolta) ci pone dinanzi a due questioni, entrambe aperte: 1) che cosa ci riserverà il domani? Non siamo in grado di saperlo, con l’unica certezza che nel prossimo futuro dovremo farci trovare, in tutti i settori organizzativi, produttivi e della cultura – tra questi l’università – pronti all’imprevisto, pronti a convivere con un ventaglio ampio di possibili scenari; 2) il passato recente ha costretto le università a confrontarsi, forzatamente, con la didattica a distanza, con l’eventualità che su questa strada si sia obbligati a proseguire, ma anche con la possibilità che ciò che si sta vivendo possa costituire un’opportunità per pensare l’innovazione dell’università del futuro.

Le università di domani potrebbero diventare luoghi più capaci di integrare le potenzialità di una didattica tradizionale a cui siamo abituati con quelle offerte dalle tecnologie, in termini di collaborazione, co-costruzione di contenuti e di sapere, distribuzione di contenuti a tutti, a patto di essere disposti a rivedere, qualche volta profondamente, i paradigmi dell’insegnamento universitario.

Dentro questo scenario, si può collocare l’adesione al progetto Il giornale in ateneo, grazie alla possibilità che l’Osservatorio Permanente Giovani Editori offre di disporre delle edizioni digitali dei quotidiani partner dell’iniziativa. Si tratterebbe, per quei docenti che già aderivano al progetto, di poter progettare attività che si porrebbero in continuità con quelle passate ma con strumenti diversi, e per gli altri docenti di fare e far fare agli studenti un’esperienza nuova che ben si sposerebbe con la necessità (o l’opportunità) di spostare tutta o parte della propria didattica a distanza.

Innanzitutto è bene chiarire che il quotidiano digitale è uno strumento differente dal sito web di una testata: non si tratta infatti di un sito “accanto” all’offerta cartacea che possiamo trovare nelle edicole, ma di una trasposizione (spostamento di uno stesso contenuto da uno strumento – e quindi da un linguaggio della comunicazione, con le proprie peculiarità – all’altro) dello stesso giornale su carta (e dei suoi “collaterali”, come magazine o inserti). Il valore aggiunto di questo tipo di prodotto non è solo nella possibilità di fruirne dal proprio device (computer, smartphone o tablet), ma anche di accedere a una serie di strumenti che “aumentano” le possibilità di lettura e di lavoro attivo sulle notizie. Il giornale digitale è infatti un contenitore multimediale che al linguaggio scritto e iconico – proprio di qualsiasi giornale tradizionale – associa quelli sonoro e video, con anche la possibilità, grazie all’ipertestualità, di far “uscire” il lettore dal giornale, alla scoperta di ulteriori fonti e strumenti di lavoro.

Alla possibilità di leggere e commentare insieme agli studenti le notizie del giorno, si uniscono allora altre potenzialità. Una prima esplorazione dei contenuti e degli strumenti della piattaforma digitale può essere organizzata, invece che come un lavoro individuale, come un’esperienza di tutta l’aula, alla scoperta di uno strumento di lavoro, per far scaturire proposte operative anche da parte degli studenti. 

Molti elementi dell’edizione digitale rimandano, come detto, a contenuti audio o video. Il docente potrebbe partire proprio da questi tipi di contenuto come stimoli per successivi approfondimenti attraverso la lettura dell’articolo. Inoltrel’edizione digitale normalmente permette la ricerca all’interno di un archivio della testata: docente e studenti possono leggere e utilizzare allo stesso modo le varie uscite del quotidiano, facilitati nel lavoro di ricerca, nel recupero dei materiali, con la possibilità di fare indagini diversificate fra i contenuti. Inoltre gli articoli o l’intera edizione di un giornale possono venire salvati nel formato Pdf o stampati per essere conservati in un archivio (elettronico o fisico).

Aggiungiamo che i contenuti del quotidiano digitale sono solitamente scaricabili anche in un formato modificabile. Naturalmente occorre ricordare che ogni attività di copiatura indebita costituisce un plagio e viola il diritto d’autore, dunque l’utilizzo a scopo didattico di parti del testo può costituire una buona esemplificazione del rispetto che si dovrebbe sempre avere per un testo utilizzato come fonte.

Infine, i contenuti di un’edizione digitale possono venire fruiti in dimensioni, a piacimento, più grandi, facilitando la lettura di studenti con difficoltà nella lettura o con deficit visivo; in questo modo il quotidiano digitale si presta come supporto adatto a quei ragazzi che abbiano bisogno di supporti di facilitazione della lettura.

Il quotidiano digitale permette al docente di estendere la propria lezione al di fuori dell’aula (o della singola lezione, magari già erogata a distanza): gli studenti potrebbero consultare da casa a in tempi distesi le notizie e approfondire determinati temi affrontati durante le ore istituzionali di corso. Si potrebbe stimolare gli studenti a scegliere e discutere in gruppo gli articoli che ritengono più interessanti, o impostare ricerche e project work a completamento del programma d’esame.

La natura digitale delle notizie e dei contenuti del giornale permette di archiviare e catalogare su cartelle personali, cloud o piattaforme di Learning Management System, gli articoli scelti all’interno di ricerche o di discussioni tematiche e di condividerli a schermo durante lezioni o lavori di gruppo on line.

La didattica a distanza è anche un’opportunità per il docente di sperimentare il modello della flipped lesson, o lezione rovesciata, la quale comporta che il momento di “spiegazione” del professore sia rimandato successivamente a un lavoro di apprendimento degli studenti basato su ricerca individuale o di gruppo, riflessioni, fruizione di materiali e/o produzione di artefatti. Il docente avrebbe allora il compito di presentare un argomento, fornire agli studenti una consegna di lavoro (una riflessione, una discussione, un artefatto di sintesi, un nuovo articolo di giornale autoprodotto etc.), organizzare la restituzione e gestire una sintesi finale in cui chiarire alcuni concetti importanti di un determinato argomento. Il giornale digitale può allora essere un ottimo stimolo (la consegna potrebbe essere la lettura dei giornali di una certa settimana o la scelta individuale o di gruppo di articoli a tema) da far abitare all’interno di proposte didattiche innovative.

In definitiva, la disponibilità dell’edizione digitale dei giornali è un’occasione in più per lavorare con i quotidiani all’interno della didattica universitaria, tenendo presente che la lettura del giornale all’università è una risorsa che, se colta, permette e al docente di collegare il lavoro della classe ai dati di realtà e di cronaca che ogni giorno si collegano a una disciplina. Abituare gli studenti a ritrovare nelle notizie i contenuti scientifici o culturali studiati all’università, con la guida attenta del loro professore, può far guadagnare uno sguardo critico, competente, capace di difendere un sapere fondato, di riconoscere la differenza tra una cultura scientifica e una cultura giornalistica coltivando l’uso attento della parola e la capacità di argomentare.

 

Michele Aglieri