imagihttps://osservatorionline.it/media///2021/09/Logo Tribuna.png

Boschi e foreste

di Maria Vezzoli

Formatore OPPI, già docente di Scienze nelle scuole superiori di secondo grado

 

“Sentiam nella foresta il cuculo cantar

Ai piedi di una quercia lo stiamo ad ascoltar…

Cucù, cucù

L’aprile non c’è più

Il maggio è ritornato col canto del cucù...”

 

Può sembrare idea un po’ peregrina dare inizio con le parole di una nota canzone infantile a una proposta, seria, per un percorso di sensibilizzazione dei giovani studenti al tema della salvaguardia delle foreste. Eppure, perché no? Possiamo far sorridere e risvegliare interesse anche con questi mezzi didattici “spiazzanti” per far pensare a quanto la parola “foresta” ci affascini fin dalla più tenera infanzia. Non dimentichiamo poi le foreste delle fiabe, quelle in cui si perdono Pollicino e Hansel e Gretel, quella in cui fugge e si rifugia Biancaneve, fino alla Selva oscura di Dante e alle tante foreste in letteratura. E non dimentichiamo le foreste realistiche, fantasiose, immaginifiche nella pittura[1]

Lanciamo quindi i nostri studenti in una ricerca sulle foreste nelle filastrocche, nelle fiabe, nella letteratura e nell’arte e in una riflessione sulle foreste nell’immaginario individuale e collettivo e naturalmente sul concetto scientifico di “foresta”. 

Sulle foreste come bene inestimabile del pianeta, sulla natura e sul complesso equilibrio dell’ecosistema che esse rappresentano, sui rischi della incalzante deforestazione non possiamo che rimandare a un buon libro di testo, alle numerose “voci” trovate e vagliate in internet, ai tanti articoli pubblicati da riviste scientifiche più o meno divulgative. Non dimentichiamo ottimi e suggestivi video facilmente reperibili sia rete sia in televisione.

Non vogliamo qui dilungarci a ripetere ciò che si trova ovunque: non aggiungeremmo nulla!

Segnaliamo l’importante documentazione reperibile in rete a titolo “Combattere la deforestazione per ridurre le emissioni - L’impegno di Eni per salvare le foreste”[2]. Ne pubblichiamo solo un breve stralcio, per fare il punto sulla necessità di sensibilizzare i giovani al problema.

 

Le foreste sono un bene inestimabile: ricoprono il 30% della superficie della Terra e ospitano l'80% della biodiversità, fornendo al Pianeta stesso risorse importanti (aria pulita, habitat per piante e animali, protezione del suolo dall'erosione di vento ed acqua); inoltre, assorbono dall’atmosfera grandi quantità di carbonio.

Secondo i dati della FAO, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura, dal 2015 al 2020 si è registrato un tasso di deforestazione pari a 10 milioni di ettari all’anno, circa 1/3 dell’intera superficie italiana. Le motivazioni? Molteplici: dalle pratiche agricole estensive non sostenibili al taglio illegale del legname, dall’utilizzo non sostenibile della biomassa per scopi energetici all’espansione urbana e delle infrastrutture.

Purtroppo, il problema si sta facendo sempre più serio: la deforestazione, oltre che minare il territorio e le sue bellezze, contribuisce anche ad incrementare sensibilmente le emissioni di CO2 d’origine antropica, riducendo al contempo la naturale capacità d’assorbimento del carbonio; una questione da non sottovalutare, considerando il fatto che l’aumento delle emissioni di CO2 è fra le principali cause del riscaldamento globale. Innegabile che alla base della deforestazione ci siano soprattutto ragioni di tipo economico, oltre alla pratica di attività illegali e la mancanza di valide politiche ed investimenti nella gestione forestale.

 

E in Italia?

Pensiamo che a scuola, oltre ad aiutare i nostri ragazzi a costruire i concetti base di biologia, chimica, ecologia, fondamentali per la comprensione della vita sul nostro pianeta, una buona opera di sensibilizzazione potrebbe prendere le mosse, per così dire, da “casa nostra”. 

Parliamo di foreste in Italia. Ci sono? Magari è più facile, da noi, parlare di boschi. Si può riflettere con semplicità sulle differenze.

La differenza più evidente tra bosco e foresta riguarda l’estensione. Stando a quanto sostengono le leggi italiane ancora oggi in vigore, un bosco, per potersi definire tale, deve raggiungere un’ampiezza di almeno duemila metri quadrati, i suoi arbusti devono raggiungere i cinque metri e il verde deve andare a rivestire il suolo per una percentuale pari ad almeno il 20% del terreno totale.

Con il termine foresta, invece, indichiamo un’ampia zona nella quale la flora naturale, caratterizzata soprattutto dalla presenza di alberi ad alto fusto, nasce, si sviluppa e si espande in modo totalmente spontaneo. Stando alle pratiche tecniche e alla definizione fornita dalla FAO, il vocabolo foresta si può chiamare in causa per tutte quelle aree che presentano un’estensione minima di almeno 0,5 ettari e coprono, con il loro fogliame, un’area che sia superiore al 10% del terreno totale.

Un libro interessante e insolito che guida alla conoscenza scientifica e insieme emotiva dei boschi e delle foreste italiane è “L’Italia è un bosco”[3], di Tiziano Fratus che, oltre a una ricca descrizione di boschi e delle foreste italiane, è corredato da una preziosa “mappa” dei boschi e delle foreste più significative del nostro paese. Boschi e foreste diffusi da Nord a Sud e nelle Isole, che non è difficile quindi visitare, ovunque si abiti.

 

Comprendere l’importanza della salvaguardia di boschi e foreste implica semplici e fondamentali conoscenze:

  • - fotosintesi e respirazione: flusso di materia e di energia attraverso i sistemi biologici
  • - i cicli della materia e dell’energia
  • - le reti alimentari
  • - i regni dei viventi e le loro caratteristiche.

Tutte queste tematiche trovano spazio nelle indicazioni programmatiche per i diversi ordini di scuola e approfondimenti a ogni livello nei libri di testo.

 

Riteniamo importante una riflessione sul concetto di biodiversità

Questo termine è stato coniato in inglese, biodiversity, nel 1985, dalla contrazione dei termini "diversità biologica", biological diversity. In pochissimo tempo biodiversità è diventato uno dei termini più utilizzati in campo ecologico. Per comprendere a fondo il significato di biodiversità occorre riferirsi ai concetti di varietà e molteplicità dei viventi: una traduzione più significativa di biodiversity potrebbe, infatti, essere “varietà biologica". In realtà non esiste una definizione unica di biodiversità; quella più completa è stata adottata dalla Convenzione delle Nazioni Unite sulla diversità biologica, nell’ambito della Conferenza mondiale su ambiente e sviluppo tenutasi a Rio de Janeiro nel 1992.

La biodiversità viene così definita:

ogni tipo di variabilità tra gli organismi viventi, compresi, tra gli altri, gli ecosistemi terrestri, marini e altri acquatici e i complessi ecologici di cui essi sono parte, essa comprende la diversità entro specie, tra specie e tra ecosistemi”[4].

 

In pratica, che cosa FARE

La nostra proposta concreta è di costruire con i ragazzi un percorso didattico etno-forestale in un bosco, creando delle “tabelle” in cui si racconta e si spiega quanto si può trovare e capire lungo un percorso anche breve, uno o due chilometri o poco più. Semplice? No certo. In un centro piccolo, circondato da aree boscate, la cosa sembra più agevole, ma in città? In città costruiremo un percorso in un parco cittadino. E se non c’è? potremo studiare e organizzare un percorso virtuale, studiando un’area boscata magari scelta tra quelle presentate nella mappa di Tiziano Fratus, già citata, o un qualunque bosco di cui troveremo documentazione in rete, con la speranza, prima o poi, di andarci davvero.

Le tabelle potranno essere di colore diverso per differenziare i contenuti più prettamente naturalistici da quelli etnografici, oppure per differenziare argomenti generali, come la struttura di un albero o l’azione dei microorganismi, da argomenti strettamente connessi al luogo, come le caratteristiche di una specie vegetale presente in quel luogo. Le tabelle conterranno brevi scritti e illustrazioni come foto, disegni, schemi.

La prima tabella potrà essere una “mappa” del percorso, ne dirà il nome e le caratteristiche.

Proponiamo qui un esempio tratto da un percorso messo in opera dall’ Associazione Amici della Presolana, un’associazione senza scopo di lucro attiva nelle Prealpi Orobiche.  (www.amicidellapresolana.it )

Questo percorso è dedicato a una guardia forestale, di nome Mansueto, che si impegnò attivamente per il rimboschimento. Ogni tabella contiene un QR code, che rimanda al sito, perché ciascuno possa approfondire in seguito le informazioni.

 

Una tabella successiva potrà contenere consigli pratici sull’abbigliamento, il comportamento da tenere etc.  

Si potrà ricordare ai visitatori che ogni bosco, e questo in particolare, è

  • - un microcosmo del mondo naturale: in esso piante, animali e uomini interagiscono in una maniera che dipende dalla natura e dagli obiettivi della gestione
  • - un’aula scolastica all’aperto che fornisce infinite opportunità d’apprendimento e d’insegnamento
  • - una casa che appartiene a tutti; per questo deve essere sempre in ordine per ricevere nuovi ospiti e amici.

La sua salvaguardia si affida dunque ai comportamenti corretti di quanti lo frequentano per svago e ricreazione, così che anche le future generazioni possano godere di un patrimonio che ha reso e rende ogni giorno più bella la nostra esistenza.

Suggeriamo qui alcuni contenuti possibili delle tabelle che guideranno il percorso.

 

Argomenti generali:

  • - quali sono i “servizi ecosistemici” di un bosco? Cioè quali vantaggi porta all’ambiente e all’uomo la presenza di un bosco (in termini di acqua pulita, legname, protezione dalle frane, etc.)? Come è fatto un albero? Che funzioni hanno radici, fusto, foglie? Cosa sono i cerchi di accrescimento? Che cosa ci raccontano?

  • - Piante legnose, piante erbacee, arbusti…che differenze ci sono?
  • - Aghifoglie e latifoglie
  • - Riconoscere una specie attraverso una chiave analitica
  • - Il legno morto, un ambiente ricco di vita; come agiscono i decompositori, visibili e invisibili?
  • - Come sono stati e come vengono ora utilizzati i boschi dal punto di vista economico: funghi, legno, carbonaie…
  • - Quali sono le “malattie” che possono colpire i boschi?
  • - Quali sono le cause della scomparsa o dell’estensione di una superficie boscata?
  • - I boschi di pianura, di montagna e degli ambienti acquatici sono differenti? Le specie arboree in relazione all’altitudine.
  • - ….

 

 

Argomenti particolari, specifici:

-       Storia del bosco: è un bosco originario, antico, o frutto di rimboschimento? Qual è la sua estensione?

-       Quali specie vegetali lo caratterizzano? Riconoscimento delle foglie.

-       Le essenze vegetali che vi si trovano sono autoctone o vi sono anche piante estranee, importate?

-       Quali animali popolano questo bosco? Vertebrati, insetti, etc.

-       Questo bosco è/è stato utilizzato a fini economici? Come?

-       Storie, leggende, credenze popolari e simbologia legate al bosco

-       Eventuale presenza di edifici abitativi (cascine, stalle, ricoveri per boscaioli, etc.), religiosi (cappellette, crocifissi, etc.)

E, naturalmente, per le specie vegetali e animali più interessanti e significative vi saranno tabelle descrittive specifiche, che ne aiutano il riconoscimento e il ruolo nell’ecosistema.

 

Realizzare davvero le tabelle

Avere un prodotto valorizza un percorso didattico, lo rende efficace. I ragazzi potranno realizzare le tabelle con materiali semplici, cartone o legno di recupero, per esempio, e magari alla fine fare richiesta all’amministrazione comunale (o a quella specifica del bosco, se si tratta di zona protetta o gestita da altri enti o privati) di metterli davvero in loco, trasferendo i loro scritti, fotografie, disegni su materiale plastico adatto.

Se poi l’impresa “tabelle” ci sembra troppo gravosa, potremo sostituirla con la predisposizione di un volumetto guida alla conoscenza del nostro bosco, in cui le tabelle abbiano la dimensione di un foglio A4 ripiegato, possibile e facile da realizzare. E perché non pensare al “sito del bosco” con tutte le informazioni che abbiamo sommariamente indicato per le tabelle?

 

 

 

 

 

 



[1] Van Gog, Henry Rousseau, Antonio Ligabue….

[2] https://www.eni.com/it-IT/low-carbon/conservazione-delle-foreste.html  , 19 marzo 2021

[3] Tiziano Fratus “L’Italia è un bosco” ed. Laterza 2014. Del medesimo autore ed editore suggeriamo anche “Il libro delle foreste scolpite”, 2015

[4] Per una riflessione sulla biodiversità rimandiamo al testo da cui è riportato questo breve stralcio: M.Vezzoli, C.Vicari “ Ecologia e ambiente” ed Principato 2014