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Coesione sociale

Le “buone pratiche” del Servizio Pubblico Rai per rafforzare senso di comunità e inclusione

di Annarita Di Battista Personal coaching, Corporate coaching, Small Business coaching

La Coesione Sociale è un concetto fondante di tutte le società moderne, fu utilizzato per la prima volta in ambito sociologico dal filosofo francese Emile Durkheim, che lo impiegò nei primi anni del ‘900 per indicare le caratteristiche che mettono ordine nella società e per evidenziare la interdipendenza tra i suoi membri sulla base della lealtà e della solidarietàOgni comunità quindi si basa sulla percezione di valori comuni, sentimenti di appartenenza e fiducia verso i membri che ne fanno parte: tanto una società è unita, coesa tanto più riuscirà a prendere le distanze dalle disuguaglianze e dalle disparità di trattamento pur sapendo al contempo valorizzare positivamente le differenze di ciascuno. Coesione sociale non significa omologazione o uniformità, al contrario.

 

Il concetto di Coesione Sociale, insieme a quello di Sviluppo Sostenibile, ha assunto nell’Unione Europea la valenza di ideale a cui tendere e attraverso cui orientare e valutare le scelte relative alle politiche sociali anche e soprattutto per il Servizio Pubblico radiotelevisivo e multimediale la cui missione è promuovere la coesione delle comunità e del Paese, parlando alle diverse componenti della società e stimolando la partecipazione attiva e consapevole alla vita delle istituzioni nazionali, europee ed internazionali. 

 

Per tale ragione in Italia, nel Contratto di Servizio[1] che lo Stato ha stipulato con la Rai in quanto concessionaria esclusiva del Servizio Pubblico Radiotelevisivo compare anche il concetto di Coesione Sociale (articolo 2, comma 3) come obiettivo principale da perseguire per promuovere la crescita della qualità della propria offerta complessiva. 

In particolare nel testo, alla lettera a) si precisa che Rai deve raggiungere i diversi pubblici attraverso una varietà della programmazione complessiva, con particolare attenzione alle offerte che favoriscano la coesione sociale. 

 

Sempre nel Contratto di Servizio emerge che la Rai è obbligata a dotarsi di un sistema di analisi e monitoraggio della programmazione che sia in grado di misurare l’efficacia dell’offerta complessiva in relazione agli obiettivi di coesione sociale anche attraverso l’elaborazione di specifici dati di ascolto.

Quindi per la Rai la Coesione Sociale è un obiettivo a cui tendere con risultati misurabili e monitorabili.

 

Certo, pensando ai programmi televisivi e radiofonici in onda risulta difficile declinare tale concetto: per questo l’Ufficio Studi Rai ha pubblicato nel 2021 un volume[2] per esaminare obiettivi, norme e pratiche del nostro Servizio Pubblico radiotelevisivo e dei principali media europei. L’analisi ha consentito di definire una griglia di analisi per rendere il concetto da teorico a operativo, attualizzabile nelle politiche aziendali e quindi misurabile.

 

La Coesione Sociale oggi risulta ancora più importante con l’emergere di un nuovo ecosistema digitale multimediale, caratterizzato dalla crescita esponenziale prima della tv on demand, e ora anche dell’audio on demand. Ciò, se da un lato permette una maggiore possibilità di scelta, dall’altro destruttura palinsesti, linee editoriali, e isola la fruizione con l’effetto, come detto, di accrescere l’isolamento dei singoli. Si pone pertanto il tema di dotarsi di nuovi strumenti per adempiere alla missione educativa e informativa che, nel corso degli anni, è rimasta alla base della condivisa necessità dell’esistenza di un Servizio Pubblico anche in ambito radiotelevisivo.

 

Seguono alcuni ambiti in cui la Rai ha contribuito a rafforzare la Coesione Sociale attraverso la propria programmazione in onda.

 

  1. 1.   Accessibilità e inclusione

Eccellenza, qualità, innovazione sono gli ingredienti che hanno portato la Rai degli ultimi anni a sviluppare nuovi strumenti tecnologici di uso pubblico per favorire l’inclusione di persone con disabilità.

Dalla creazione di Lucio - l’avatar, sviluppato dal CRITS (Centro Ricerche Innovazione Tecnologica e Sperimentazione) per guidare con il linguaggio dei segni la visita dei musei per le persone sorde, alla Tv Rallentata, per migliorare la fruizione televisiva delle persone anziane o con disabilità sensoriali/cognitive, dal progetto Beethoven, che consente di ascoltare musica classica alle persone ipoudenti, fino al Festival di Sanremo tradotto nel linguaggio dei segni. Grandi innovazioni del Servizio Pubblico per non lasciare indietro nessuno. 

 

Nel 2020, oltre 17 mila ore di programmi sottotitolati, con oltre 1400 ore di programmi sottotitolati su RaiPlay e sempre più trasmissioni in diretta e destinate ai bambini sottotitolate e tradotte nella Lingua dei Segni. Ma non solo: l’impegno Rai nella battaglia per l’accessibilità del Servizio Pubblico ai cittadini con disabilità ipo-sensoriali conta anche 4.070 ore di film, fiction e programmi audio-descritti, la creazione di un Tg-LIS e l’aumento dei telegiornali tradotti in Lingua dei Segni e con sottotitoli.  

Durante l’emergenza Covid-19, la Rai ha svolto un ruolo da protagonista, rendendo disponibili in LIS gli interventi del presidente della Repubblica e del presidente del Consiglio, nonché le messe del Papa. Se il Contratto di Servizio vigente chiede di sottotitolare almeno l’85% della programmazione delle reti generaliste tra le ore 6 e le ore 24, la Rai è arrivata nel 2020 a superare il 90%. Notevole l’incremento di ore nel decennio: si è passati dalle 11.300 del 2010 alle 17.800 del 2020. 

 

SANREMO LIVE LIS

Il Festival dell’inclusione, dell’accessibilità, della coesione sociale, della difesa della parità di genere e dei diritti civili.
La 70esima e la 71esima edizione del Festival di Sanremo sono state le più inclusive di sempre: a cura di Rai Pubblica Utilità, sono state rese totalmente accessibili ai disabili sensoriali. 

Tutte e cinque le serate in onda su Rai 1 sono state interamente sottotitolate in diretta e audiodescritte per restituire al meglio, alle persone sorde e alle persone cieche non vedenti, voci, ritmi, immagini, colori, atmosfere presenti sul palco dell’Ariston. 
Per la prima volta in assoluto, le cinque serate del Festival sono state integralmente segnate in diretta in LIS (Lingua dei Segni Italiana), in onda su un canale dedicato di RaiPlay. Dallo Studio 5 di via Teulada, infatti, in contemporanea con il Teatro Ariston di Sanremo, all’interno della produzione Sanremo Live Lis, 12 performer hanno interpretato in LIS tutti i brani musicali, sia quelli in gara che quelli della serata cover e quelli presentati dagli artisti ospiti. 

L’impegno Rai verso l’inclusione non si arresta, dunque. Anche in periodo di Covid, con tutte le difficoltà che l’emergenza sanitaria ha comportato, gli operatori dell’accessibilità hanno continuato a far vivere a tutti gli utenti, nessuno escluso, la coinvolgente esperienza del Festival.

 

Il festival della Coesione Sociale 

Sanremo 71 è stato anche il festival che maggiormente può aiutarci a capire il concetto di coesione sociale

Per la puntata finale l’indice di che (nome)? - calcolato dallo Studio Frasi - ha raggiunto il 90.85%: un risultato che supera anche quello dell’ultima puntata del 2020 (90.27%). Il parametro indica il livello di ‘somiglianza’ tra il pubblico di un programma e l'intera popolazione italiana in base a una serie di elementi. Il valore supera il 93% su titolo di studio, territori e classe socio-economica, a sottolinearne la condivisione nazionale; superiore all’85% l'indice generazionale, a dimostrare che giovani e meno giovani sono rimasti insieme davanti alla tv.

L’esempio di Sanremo ci ricorda però che Rai, come sottolineato prima, deve raggiungere i diversi pubblici attraverso una varietà della programmazione complessiva: considerando dunque l’insieme della sua offerta radiofonica, televisiva e online, estesa nel tempo, e non questo o quel programma. La precisazione è importante per non perdere di vista il fatto che saper parlare a tutti significa anche dedicarsi a parlare in particolare a specifici gruppi di persone, a specifici pubblici, specifiche categorie e fasce sociali. È dalla somma e dall’incastro di numerosi e differenti programmi mirati e dedicati che si tende all’obiettivo della coesione sociale.

 

 

2. Nuovi programmi 2021: la Rai per il sociale

Rai per il Sociale è la nuova struttura della Rai interamente dedicata ai temi sociali.

Tra gli obiettivi della nuova direzione c’è il coordinamento di tutte le iniziative sociali sia all’interno che all’esterno della programmazione televisiva e radiofonica, e lo sviluppo di iniziative sulle tematiche di responsabilità e coesione sociale.

 

CONVERSERAI: il programma di Rai per il Sociale sui diritti digitali

Quali sono i nostri diritti digitali? E come fare in modo che la società del futuro sia immaginata e costruita integrando lo sguardo maschile e quello femminile?

 Ruotano intorno a queste domande le puntate di “ConverseRai”, il programma di approfondimento di Rai per il Sociale che su RaiPlay propone interviste a donne e uomini competenti nei settori decisivi per il nostro sviluppo: dalla cyber-sicurezza alla space economy, dall'economia sostenibile alle fake news, dagli open data alla robotica e all’ambiente. 

Gli ospiti raccontano con passione la loro passione, quella per la quale lavorano da anni e che porta dentro di sé i valori nei quali credono. 

Ogni puntata di ConverseRai è un modo per alimentare la conversazione e la curiosità, una delle molle principali per acquisire conoscenza, per scoprire e costruire un’innovazione inclusiva, democratica e sostenibile. Il motore della trasformazione digitale sono i ragazzi- sostiene Francesca Bria, presidente del Fondo Nazionale Innovazione e Ambasciatrice dell’Onu per le città digitali e i diritti digitali - e per accelerare l’innovazione del Paese è fondamentale investire sui loro progetti, creando delle tecnologie che siano più adatte.

 

3. Il valore dell’inclusione: le persone al centro 

Il Servizio Pubblico dà risalto a decine e decine di voci di persone impegnate ogni giorno a promuovere la solidarietà, a migliorare la qualità di vita dei singoli e delle comunità, a costruire la coesione sociale che spetta anche alla Rai sostenere. 

Questa convergenza di finalità si esprime non solo negli spazi che reti televisive e radiofoniche e testate giornalistiche, a partire dagli spunti della cronaca, autonomamente dedicano al sociale, ai suoi problemi, alle buone pratiche di cui l’associazionismo è portatore; non solo attraverso campagne di raccolta fondi e campagne di sensibilizzazione; ma anche e sempre più nell’insieme della programmazione radiotelevisiva e online. Infatti continua a crescere il numero di programmi che mettono le persone al centro e arricchiscono i palinsesti declinando il racconto della diversità attraverso storie, problemi e momenti di vita quotidiani.

La nuova Rai, nella sua offerta complessiva e in particolare in prima serata TV, guarda al tema dell'inclusione cercando di ribaltare le prospettive, con l'obiettivo di mettere in luce il valore che ogni forma di diversità è in grado di esprimere nella società. Una visione coerente con la missione del Servizio Pubblico, che risponde anche all’urgenza di parlare al presente del mondo disabile.

 

Serie per ragazzi e sensibilizzazione sui problemi sociali

Mettere le persone al centro significa guardare alle necessità sociali dei più giovani, attraverso produzioni in grado di raccontare, con un linguaggio adatto, i problemi socialiche affliggono le nuove generazioni. Il bullismo, le molestie, l’isolamento sociale sono i temi su cui il Servizio Pubblico pone l’accento per sensibilizzare i ragazzi attraverso produzioni di qualità.

Anche la grande fiction Rai, in passato pensata per tutta la famiglia, concentra il proprio sforzo produttivo ed editoriale per raccontare storie orientate al sociale dedicate al target dei giovani.

Di seguito solo alcuni titoli televisivi a scopo esemplificativo:

 

LA ROSA BLU – marzo 2021

In occasione della Giornata Internazionale della Sindrome di Down, Rai Premium e Rai Play hanno trasmesso lo short film La Rosa Blu, una coproduzione Rai per il Sociale che vuole sollecitare i bambini a riflettere sul significato di inclusione.  Il film è stato presentato nella sala stampa del Sacro Convento di Assisi e trasmesso in diretta streaming sul sito sanfrancesco.org e sul canale YouTube San Francesco Assisi. Attraverso questo film i ragazzi, i veri protagonisti, scoprono che la diversità è soltanto un modo di essere speciali, un modo di essere unici, come tutti gli esseri umani dovrebbero essere. 

La regia e la sceneggiatura sono firmate da Geppi di Stasio e Davide Cincis. Le voci sono dell'attore Francesco Paolantoni (il Piccolo Principe) e della giornalista Emma D'Aquino (la volpe). Musiche di Jovanotti e Ezio Bosso. 

 

PABLO – febbraio 2021

La diversità diventa un valore aggiunto, una chiave speciale per superare ogni difficoltà. Pablo è un bambino intelligente, affetto da autismo, con una grande passione per il disegno. Con coraggio riesce ad affrontare le sfide quotidiane che, con l’aiuto di personaggi inventati, diventano una fantastica avventura da vivere insieme. La serie, nominata ai BAFTA (i prestigiosi premi della British Academy of Film and Television Arts), è stata messa in onda su Rai Yoyo e precedentemente resa disponibile in anteprima esclusiva su RaiPlay, in box set: come per la serie animata Lampadino e Caramella, che utilizza la lingua dei segni, il box set offre subito una grande visibilità e consente un'ampia utilizzazione da parte dei bambini e delle famiglie.

 

LA STANZA - THE ROOM – febbraio 2021

La stanza - The room coprodotto da Rai Cinema è un nuovo progetto transmediale (corto lineare + Virtual Reality 360° 3D) sul cyberbullismo.

 

È il giorno di Natale. Andrea sta chattando, solo la luce bianca dello schermo del computer illumina la stanza buia. Ad un tratto i suoi genitori entrano sconvolti nella camera insieme ad un poliziotto: una foto nuda di Andrea è stata pubblicata su internet. Andrea cambia casa, scuola, amici per scappare all’inferno che quella foto gli ha procurato, ma inutilmente: l’artefice di tutto riesce a trovarla nuovamente. Andrea non regge più la pressione di questa situazione, accende la webcam e registra un video per raccontare la sua tragica storia, l’ultimo prima di suicidarsi. Ma la vita regala, però, un’altra opportunità…

 

La colonna sonora è il brano "Castelli di carte" di Anastasio, nel cast ci sono Michele Placido e Nicoletta Romanov e al progetto ha collaborato la Polizia di Stato.

In occasione della Giornata nazionale contro il bullismo e il cyberbullismo, il 7 febbraio il corto è stato messo in onda in versione lineare su Rai3 e su RaiPlay – con l'opzione dell'audiodescrizione e sottotitoli e versione LIS realizzata da Rai Pubblica Utilità. In contemporanea è avvenuto il lancio della versione VR su Rai Cinema Channel VR; inoltre il corto VR è stato reso disponibile anche sull’app LittlStar per gli utenti Playstation VR.

 

POV – I PRIMI ANNI – febbraio 2021

La vita quotidiana di un gruppo di studenti all’inizio del liceo: è questa la base del racconto di POV. I primi anni, la nuova serie di Rai Gulp. 

Il passaggio alle superiori, le nuove amicizie, le dinamiche scolastiche e le solitudini, i temi dell’adolescenza, sono narrati in modo a volte crudo ma sincero. 

Il punto di forza di POV è l’autenticità, ottenuta grazie ad un cast costituito da giovani attori non professionisti e da studenti liceali i quali, anche sulla base delle loro esperienze di vita, improvvisano la loro recitazione sulle linee narrative fornite dagli autori Francesco Bigi, Nicola Conversa ed Erica Gallesi.

 

#RAGAZZICONTRO - novembre 2019

#RagazziContro è il programma di attualità e approfondimento con Daniele Piervincenzi che ha indagato la generazione dei social, i temi dell’esclusione, la diversità, il bullismo e il cyberbullismo con una modalità inedita di racconto, a metà strada tra il docu-reality e il talk.

Un viaggio che ha raccontato le vicende all’interno di una scuola di periferia, in cui 16 studenti provenienti da classi diverse hanno imparato a conoscersi e a volersi bene. 

Un progetto televisivo e sociale reso possibile anche grazie alla collaborazione di sei istituti scolastici, molto differenti tra loro, che hanno restituito uno specchio della scuola italiana oggi.

 

4. Nessuno escluso: alfabetizzazione e inclusione digitale

Su RaiPlay la nuova programmazione per l’inclusione digitale

Il 2019 ha visto l’ingresso strategico della Rai negli OTT[3], un mercato in cui era sempre stata ai margini. Il grande rilancio dell’offerta web è avvenuto grazie alla nuova app di RaiPlay che propone un’offerta editoriale autonoma, riconoscibile, gratuita, di Servizio Pubblico e in grado di competere con i principali player OTT. 

Il 2020 ha consolidato il ruolo della Rai all’insegna delle produzioni originali disponibili in esclusiva su RaiPlay. Una crescita rilevante e strategica che ha permesso al Servizio Pubblico di raggiungere nuovi pubblici (target), sviluppare nuovi linguaggi e posizionarsi tra i player più innovativi del mercato, non lasciando indietro nessuno anche con nuove produzioni dedicate all’alfabetizzazione digitale. L’obiettivo è tutti inclusi anche digitalmente.

 

IL PROGETTO MANZI 4.0 PER LA CITTADINANZA DIGITALE – gennaio 2021

“Riconnettiamo il Paese. Siamo la Rai”: è il messaggio al centro dello spot promosso dalla Direzione Rai per il Sociale, in onda su tutte le reti Rai.

Lo spot, realizzato dalla Direzione Creativa, è il racconto dei punti-chiave del progetto Maestro Manzi 4.0 della Direzione Rai per il Sociale, nato con l’obiettivo di accompagnare il Paese verso una piena cittadinanza digitale. 

Così come negli anni ’60 la Rai con il Maestro Manzi entrava nelle case degli italiani per insegnare a leggere e a scrivere, ora il Servizio Pubblico è impegnato nella diffusione della cultura dell’innovazione, raccontando il mondo che cambia e rispondendo ai nuovi bisogni, anche attraverso la moltiplicazione dei canali. 

Lo spot rappresenta un tassello dell’ampio mosaico formato dalle iniziative volute dal Dipartimento per la Trasformazione digitale, guidato dalla Ministra Paola Pisano e descritte nella Strategia nazionale per le competenze digitali, dal dialogo con tutte le istituzioni coinvolte nell’alfabetizzazione digitale e dalle iniziative di Rai per il Sociale nell’ambito del progetto Manzi 4.0.

 

Già dall’estate del 2020 è partita la nuova programmazione TV/video di contenuti prodotti da Rai Inclusione Digitale, struttura del Servizio Pubblico dedicata all’alfabetizzazione digitale. 

 

Di seguito alcune produzioni esemplificative:

CHE LAVORØI FARAI DA GRANDE? con Marco Montemagno è il programma dedicato al cambiamento dei lavori tradizionali: Marco Montemagno, divulgatore e imprenditore digitale seriale con un seguito di quasi 3 milioni di follower sui social, ha ragionato sul lavoro che cambia per orientare le scelte nel nuovo mercato. 

 

WEB SIDE STORY - QUANDO LA RETE FA LA STORIA è una docu-serie di 11 episodi realizzata sul modello degli explainer video, che ha raccontato gli eventi avvenuti in Rete o grazie alla Rete, alcuni rimasti nella memoria collettiva, altri che aspettano di essere scoperti o riscoperti. 

I contenuti, oltre a essere disponibili su RaiPlay, sono stati anche programmati sui Rai Scuola e Rai Storia.

 

NON È MAI TROPPO TARDI… FATTO?! 

Una serie pensata per favorire l'apprendimento rapido delle competenze digitali e la consapevolezza. I contenuti creano brevi percorsi formativi e sono pensati per poter essere implementati da test di autovalutazione e per essere declinati sui Social Network. A guidarci è Giovanni Muciaccia, con l’aiuto di una giovane e saccente assistente virtuale. 

 

INCLUSIONE DIGITALE – STORIE

Quali competenze occorre avere per orientarsi nel mondo digitale? Lo spiega Domenico Laforenza, partendo dalle competenze più semplici come l’uso del computer per navigare in rete o mandare una mail, alle più complesse come la programmazione, che richiede una continua formazione tecnologica e una attenzione etica.

 

INTERVISTE SNACK 

Sperimentare, lavorare in squadra, accettare i fallimenti, essere umili, energici, curiosi, seguire un coach e sviluppare le soft skills: sono i nuovi ingredienti necessari per il successo nel mondo che cambia ai tempi della trasformazione digitale. Questo è il contenuto delle Interviste Snack: spunti per muoversi in maniera consapevole sul lavoro e nella vita, forniti da docenti di rilievo internazionale e da personaggi del mondo della scienza e della divulgazione. A spiegare come cambia il mondo del lavoro è Annalisa Magone, giornalista ed esperta di industria 4.0, che racconta una sfida affascinante: l’operaio diventa operatore e non è più solo un ingranaggio ma un membro della squadra, parte di un gruppo di persone che lavora per un obiettivo concreto.  

Le Interviste Snack e le Domande Snack sono una produzione di Rai per il Sociale - Inclusione Digitale in onda su Rai Scuola e su RaiPlay.

 

5. La coesione in Radio

Numerosi anche in radio gli esempi di interazione e dialogo col pubblico, attraverso interventi telefonici e messaggi degli ascoltatori: per esempio con Prima pagina, la rassegna stampa della mattina su Rai Radio3 che ha un suo prolungamento nel programma Tutta la città ne parla

Rai Radio3 ci ricorda che la coesione sociale implica la coesione culturale, anzi una pluralità di cultura: musicale e parlata, umanistica e scientifica, generale e specialistica, locale, regionale, nazionale e transnazionale. Un programma in cui questo è ben evidente è, per esempio La lingua batte.

 

 

All you can care![4]

 

Preventivamente, a cura di chi intraprende il progetto:

-       Scegliere tra i materiali suggeriti in questa scheda dei contenuti facilmente reperibili e condivisibili e che durino al massimo 20/30 minuti.

-       Contattare un’associazione del territorio dedicata ad uno dei temi di coesione sociale su cui il materiale si focalizza per organizzare un’esperienza condivisa.

 

Durante l’esperienza proporre di:

-       Visualizzare insieme il materiale scelto.

-       Dividere in sottogruppi misti con chi vive concretamente in situazione di diversità.

-       In ciascun sottogruppo invitare a:

  • confrontarsi ed estrapolare elementi rappresentati nel materiale consultato che richiamano alle parole coesione sociale, inclusione, collaborazione, altruismo (cercarne eventualmente altre insieme).
  • Commentare gli elementi in cui si riconoscono sia nel ruolo di chi ha bisogno, sia nel ruolo di chi può intervenire a favore degli altri.
  • Individuare comportamenti, linguaggi e azioni che vorrebbero, invece, cambiare.
  • Preparare una proposta concreta da realizzare nel loro contesto scolastico, familiare, sociale. Tali proposte potrebbero essere ulteriormente approfondite e analizzate per valutare la fattibilità, oppure essere integrate tra di loro, per essere poi sottoposte all’attenzione della scuola, delle associazioni del territorio o delle istituzioni per realizzarlo concretamente.

 



[1] http://www.rai.it/trasparenza/Contratto-di-servizio-e6731507-23ae-41bf-83dd-bf99b44b66ec.html

 

[2] Coesione sociale. La sfida del servizio pubblico radiotelevisivo e multimediale, Rai Libri, 2021

[3] OTT sta per “Over The Top” e si riferisce a contenuti video e audio che vengono offerti tramite una connessione Internet, su cui i relativi fornitori non hanno alcuna influenza o controllo. Per ricevere i servizi di streaming, gli utenti devono disporre soltanto di una connessione Internet e installare l’applicazione del provider OTT, che può quindi essere utilizzata per lo streaming del contenuto desiderato in qualsiasi momento, ovunque e con qualsiasi terminale abilitato a Internet.

Che si tratti di trasmissioni sportive, film, serie TV, streaming in diretta di videogiochi o video on demand, gli utenti hanno il pieno controllo sulla televisione e possono adattare la ricezione televisiva alle loro abitudini di visione personali. Lo stesso meccanismo si va diffondendo per i contenuti audio, musicali e non. Infatti la Rai sta già realizzando RaiPlay Sound, piattaforma per ascoltare i contenuti audio originali della Rai e le sue trasmissioni radiofoniche.

 

[4] Ispirato dalla canzone “I Care - Canzone dedicata a Don Milani” di Aleandro Baldi