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Donne: valore del Paese

L’impegno del Servizio Pubblico per la parità di genere

di Annarita Di Battista Personal coaching, Corporate coaching, Small Business coaching

 

Il Servizio Pubblico mette da sempre al centro le donne, attraverso un racconto che si declina ogni giorno in tutti i generi. 

La Rai propone nei suoi programmi una rappresentazione plurale e non stereotipata della realtà femminile, prevedendo anche molti approfondimenti per una specifica azione di contrasto alla violenza sulle donne. 

 

La Rai promuove attivamente la parità di genere e la rappresentazione non stereotipata della figura femminile attraverso un’offerta equilibrata, corretta per contenuti e linguaggi, e rivolta a rappresentare la varietà di ruoli assunti dalle donne nella società contemporanea. Per rafforzare tale impegno la Rai ha intrapreso una strada distinta e significativa verso la parità di genere, con l’obiettivo di contribuire alla crescita sociale, economica e ambientale del Paese, partendo dall'interno dell’azienda perché per essere promotori di un messaggio bisogna anche essere un esempio, basti pensare che nelle ultime assunzioni, dal 2018 in poi, circa due terzi sono donne.

Con tale obiettivo, nel 2021 è stato anche istituito un Tavolo Tecnico per il superamento del Gender Gap in Rai, con lo scopo di accrescere la valorizzazione delle competenze femminili e di contrastare gli stereotipi di genere. Sempre nel 2021 è stata anche istituita la figura dellla/del Consigliera/Consigliere di Fiducia che svolge in totale autonomia, imparzialità e riservatezza compiti di supporto, consulenza ed assistenza nei confronti del personale che ne richieda l’intervento in quanto destinatario di comportamenti o atti di discriminazione, molestie, mobbing e straining.

 

Rai, in quanto concessionaria del Servizio Pubblico Radiotelevisivo, ha con lo Stato un Contratto di Servizio, quello attualmente in vigore, 2018-2022[1], obbliga l’Azienda ad assicurare“ [...] nell’ambito dell’offerta complessiva, diffusa su qualsiasi piattaforma e con qualunque sistema di trasmissione, la più completa e plurale rappresentazione dei ruoli che le donne svolgono nella società, nonché la realizzazione di contenuti volti alla prevenzione e al contrasto della violenza in qualsiasi forma nei confronti delle donne” (Art. 9. Parità di genere, comma 1).

Il Contratto di Servizio richiede altresì alla Concessionaria di realizzare un monitoraggio che consenta di verificare sia “la rappresentazione non stereotipata del ruolo della donna e della figura femminile nei diversi ambiti della società” (Art. 25 comma 1, lett. p) ii)) e di “promuovere, nella programmazione, il valore dei principi di non discriminazione e della parità tra gli uomini e le donne, […]” (Art. 25 comma 1, lett. q) i); sia di “verificare il rispetto della parità di genere nella programmazione complessiva.” (Art. 9. Parità di genere, comma 2, lett. c).

 

Un tema così complesso e sfaccettato, come quello della rappresentazione della figura femminile, ha spinto Rai a sviluppare una responsabilità editoriale sempre maggiore nei confronti del pubblico e a realizzare sistemi di monitoraggio sempre più accurati e tempestivi, che consentano di intervenire in tempo reale, se necessario, sulla programmazione. Questo allo scopo di veicolare contenuti sempre più attenti all’opinione femminile e liberi da stereotipi, affinché il servizio pubblico contribuisca fattivamente ad una maggiore consapevolezza dell’importanza di questi temi presso

l’opinione pubblica, incrementandone il livello di attenzione e contribuendo al contrasto di ogni deleterio fenomeno discriminatorio o, peggio ancora, di violenza nei confronti delle donne.

 

Relativamente all’offerta multipiattaforma del Servizio Pubblico particolare attenzione è posta da Rai alla corretta rappresentazione della figura femminile, a tal fine, la Rai conduce annualmente analisi sui contenuti della programmazione tv.

L’attività di monitoraggio, svolta dalla Direzione Marketing della Rai in collaborazione con CARES – Osservatorio di Pavia, ha l’obiettivo di analizzare le modalità di rappresentazione della figura femminile all’interno dei programmi Rai, ancorando le categorie di analisi agli standard internazionali di settore e segnalando a Rai proposte di criticità, possibili violazioni e buone pratiche. 

La rilevazione è stata condotta su un campione di 1.100 trasmissioni, riconducibili a 11 generi di programmi televisivi. Le trasmissioni del campione sono state selezionate tenendo in considerazione il peso percentuale di ciascun genere sul totale delle trasmissioni e adottando anche parametri adattivi di selezione qualitativa, dando quindi priorità a programmi – come ad esempio quelli di intrattenimento e di approfondimento informativo - tradizionalmente più esposti a elementi di criticità in termini di rappresentazione femminile e/o di rappresentanza di genere. L’approccio di studio prevede l’integrazione dell’analisi del contenuto con l’analisi del discorso, per meglio valutare le interazioni tra i diversi aspetti di un programma, compreso il non verbale, considerate anche le peculiarità di genere, formato e contesto comunicativo. 

 

I risultati dell’analisi sulla programmazione dell’anno 2019 sul campione di 1.100 trasmissioni Rai monitorate dal punto di vista dei contenuti dimostrano che: 

 

  • il 99,7% (1.097 trasmissioni) è totalmente rispettoso della dignità della persona.Solo nello 0,3% (3 trasmissioni) è stata segnalata una qualche forma di lesione effettiva della dignità femminile, essendo presenti violazioni della dignità delle donne in forma di erotizzazione della violenza contro le donne e strumentalizzazione del corpo femminile, non stigmatizzati all’interno del programma stesso. 

 

  • il 99,7% (1.097 trasmissioni) è totalmente rispettoso dell’identità di genere. Solo nello 0,3% (3 trasmissioni) è stata segnalata una lesione dell’identità di genere, manifestatasi con forme di sessismo benevolo e/o grave non stigmatizzate nel programma. Nella maggior parte dei casi, le lesioni della dignità femminile e dell’identità di genere che vengono messe in scena sono strumentali ad una narrazione di condanna o denuncia del fenomeno e concorrono pertanto a promuovere buone pratiche sul tema.

 

Dalla ricerca è emerso che nella percezione del pubblico, un’ampia maggioranza degli intervistati – il 68,9% - ritiene che la Rai abbia un’offerta televisiva molto/abbastanza rispettosa della figura femminile; mentre il 66,8% riconosce l’impegno effettivo del Servizio Pubblico nel contrasto alle discriminazioni e ai pregiudizi verso le donne. 

Una presenza delle donne nei programmi superiore alla media europea; un’offerta rispettosa della dignità femminile e dell’identità di genere, come detto prima, nel 99,7% dei casi; un’ampia copertura delle questioni di genere, inclusa la violenza contro le donne, e una rappresentazione senza stereotipi. 

 

I telegiornali e i programmi di informazione, approfondimento e attualità sono quelli che, secondo il pubblico, risultano più rispettosi della figura femminile (rispettivamente il 72,8% e il 68,7% risultano “molto/abbastanza rispettosi”) e contribuiscono più degli altri al superamento delle discriminazioni e dei pregiudizi sulle donne nella nostra società (rispettivamente 68,7% e 62,1%).

 

Positivo il bilancio sui ruoli di conduzione, dove la Rai può vantare un sostanziale equilibrio: nei programmi, la percentuale delle donne che conducono raggiunge il 49,6% mentre alla co-conduzione sono il 51,8%.

 

Ampio spazio anche nelle testate giornalistiche dove la quota femminile rappresenta il 43,6% fra gli inviati e i corrispondenti. E ancora, nel cast delle fiction, le protagoniste sono il 42,2%, le co-protagoniste il 48,7% e le comparse il 41,6%. Infine, fra le persone comuni che compaiono nei programmi, le donne raggiungono il 44,6%. 

 

In particolare, nell’intrattenimento, il settore più soggetto a cliché di genere, Rai appare, secondo la rilevazione, “sobria e corretta”, lasciando difficilmente spazio a toni e modelli femminili – o dinamiche uomo/donna – scomposti o dubbi.

 

La ricerca completa è disponibile sul sito rai.it.[2]

 

Attività: Empowerment femminile!

 

Rai Documentari ha presentato recentemente anche “La Prima Donna che”, un progetto transgenerazionale che unisce la voce delle donne che hanno fatto la Storia a quella delle giovani di oggi che ha visto al lavoro un team tutto al femminile. Si tratta di una rassegna in pillole, costituite da video racconti di poco più di due minuti, dedicata alle grandi donne che, con il loro coraggio e la loro determinazione, sono riuscite a vivere una ‘prima volta’ in diversi campi, dalla Letteratura e l’Arte, fino alla Politica e la Scienza, ma anche il Cinema e la TV, il mondo dell’impresa e delle professioni, e a cambiare così il mondo e la società. In collaborazione con la Commissione Pari Opportunità della Rai, il progetto ricostruisce, grazie al contributo di Rai Teche e al patrimonio di immagini degli archivi storici dell’azienda, figure di donne straordinarie, nomi noti e donne comuni.

Per citarne alcune: Margherita Hack, la prima donna a dirigere un osservatorio; Luisa Spagnoli, prima imprenditrice del Made in Italy; Lina Merlin, prima donna eletta al Senato, da cui l’omonima legge; Maria Teresa de Filippis, prima donna pilota di Formula 1; Francesca Serio, prima attivista contro la Mafia; Bianca Maria Piccinino, prima a condurre un telegiornale in Italia; Angela Giussani, prima ad aver fondato una casa editrice per fumetti e Cecilia Mangini, la prima documentarista in Italia. 

Trenta biografie ispiratrici di innovative donne che hanno combattuto contro gli stereotipi del loro tempo e capaci con la loro determinazione e passione, di anticipare i tempi, aprire strade nuove, scardinando pregiudizi, sfidando i principi retrogradi della società.  Ogni storia sarà accompagnata dalla voce narrante di una testimonial, trenta giovanissime ragazze tra studentesse, insegnanti, attrici, scrittrici, scelte per rappresentare la figura femminile del nostro tempo, in un grande racconto corale di empowerment femminile. 

Le video pillole non solo troveranno spazio ogni giorno sulla prima rete Rai ma saranno fruibili anche su Rai Play, con una pagina dedicata, e si potranno ascoltare su Radio Uno”.

Queste pillole possono costituire un materiale idoneo ad impostare un’attività suIl’empowerment al femminile, cioè la capacità di prendere decisioni in autonomia e di ottenere dei risultati. Le ragazze potrebbero trarre ispirazione e consapevolezza delle opportunità, i ragazzi potrebbero sviluppare empatia e consapevolezza dei loro atteggiamenti.

Svolgimento (Durata minima 2 ore anche suddiviso in più incontri)

 1. VISIONE DEL MATERIALE

Le video pillole potrebbero essere visionate individualmente ed autonomamente prima dell’incontro oppure si potrebbe dare la possibilità di visionarli all’inizio dell’incontro con i propri dispositivi o in un laboratorio informatico.

 2. SCELTA DI UNA FIGURA IN PARTICOLARE 

Invitare i ragazzi a scegliere una o più delle figure raccontate.

 3. BRAINSTORMING

Il conduttore apre un dibattito. A turno ciascun partecipante esprime:

-       Quale “Stereotipo” ha smentito la protagonista da lui/lei scelta? 

-       Quale nuova convinzione ha coltivato per realizzare il suo obiettivo? 

-       Quali conoscenze e competenze sono state fondamentali per affrontare la sua sfida?

-       Quali azioni concrete hanno permesso di ottenere il risultato?

Gli altri possono eventualmente condividere le proprie osservazioni.

Se il gruppo non fosse numeroso o ingestibile questo dibattito potrebbe essere svolto con la modalità brainstorming con tutto il gruppo, raccogliendo i dati in una mappa concettuale condivisa, a cura del conduttore oppure suddividendo i ruoli tra i partecipanti. Altrimenti, si potrebbe procedere dividendo in sottogruppi che collaborino in un padlet. Si predispongono nel padlet tanti post quanti sono i sottogruppi e si invita ciascun sottogruppo ad inserire le proprie considerazioni nel post corrispondente al proprio gruppo.

 4. SLOGAN

Suddividere in sottogruppi (potrebbero essere gli stessi eventualmente organizzati nella fase precedente) di pochi elementi per elaborare uno slogan di sensibilizzazione sociale che potrebbero trarre dalle storie scelte. Ciascuno sottogruppo potrebbe decidere su quali delle scelte individuali concentrarsi oppure far riferimento ad un messaggio che le accomuna.

Dare la possibilità di creare una frase o anche un artefatto (disegno, file multimediale, ecc…) magari prendendo spunto da alcuni esempi presenti in rete, quotidiani o affissioni.

 

Visto il buon esempio della Rai a promuovere all’interno del proprio organigramma la parità di genere, sarebbe interessante, soprattutto per alcuni indirizzi scolastici, approfondire:

-       Cos'è il diversity management nelle aziende?

-       Perché è importante?

La scuola potrebbe interfacciarsi con qualche azienda del territorio che si sta impegnando su questo fronte ed invitare una figura di riferimento per dare occasione ai ragazzi di porre domande.

A tal fine sarebbe utile, dedicare del tempo alla preparazione delle domande: un ottimo esercizio di riflessione e comunicazione ed un ottimo stimolo ad osservare la realtà e condividere i propri dubbi e le proprie opinioni.

 

Tutte le fasi necessitano un’attenzione particolare alle categorie di disabilità, DSA e BES presenti nel gruppo e di piccoli accorgimenti per svolgerle a distanza.

 

 

 

 

 



[1] Contratto di Servizio 2018-2022

http://www.rai.it/trasparenza/Contratto-di-servizio-e6731507-23ae-41bf-83dd-bf99b44b66ec.html

 

[2] Report monitoraggio figura femminile

https://www.rai.it/trasparenza/Attivita-di-monitoraggio-previste-dal-contratto-di-Servizio-Pubblico-fb82ad15-b5c9-4ba0-92fa-f9e18731a239.html