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Società: emergenza educativa - Assicurare un’educazione di qualità, equa e inclusiva, promuovere opportunità di apprendimento permanente per tutti.

di Marco Tortora Presidente Associazione FAIR

 

I dati delle Nazioni Unite (2021) ci ricordano che circa 265 milioni di bambini e adolescenti nel mondo non hanno l'opportunità di accedere o completare la scuola; 617 milioni di bambini e adolescenti non sanno leggere e non conoscono la matematica di base; meno del 40% delle ragazze dell'Africa sub-sahariana completa la scuola secondaria inferiore e circa quattro milioni di bambini e giovani rifugiati non vanno a scuola.

 

A questi dati aggiungiamo l’impatto della pandemia nell’ultimo anno. Il 2020 è stato una anno difficile per un miliardo e 600 milioni di studenti in oltre 190 paesi del mondo: a causa della pandemia, l’educazione e la formazione continua sono state colpite e l’accesso e i diritti all’istruzione limitati.

 

Per questi motivi, e quest’anno in particolare, la data del 24 gennaio è diventata una ricorrenza importante:  la Giornata Internazionale dell’educazione, proclamata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 2019 per riconoscere internazionalmente il ruolo centrale dell’educazione e della formazione continua per lo sviluppo sostenibile, assume un significato e un carattere di urgenza come mai prima di ora: l’educazione e la formazione continua diventano temi fondamentali per i piani di sviluppo orientati a società più sicure, inclusive e sostenibili.  

 

Infatti l’educazione è sì un diritto umano ma anche obiettivo essenziale e strategico dei 17 obiettivi dello Sviluppo sostenibile (United Nations Sustainable Development Goals, UN SDGS). (UN e UNESCO, 2021)

 

L’Obiettivo

L’Obiettivo 4 della nuova Agenda 2030 dello Sviluppo Sostenibile (2015), riguarda il “Garantire un’istruzione di qualità inclusiva ed equa e promuovere opportunità di apprendimento continuo per tutti”.

 

Sulla base dei precedenti Obiettivi del Millennio, l’obiettivo 4 amplia il diritto all’accesso a una educazione gratuita per i bambini e lo integra aggiungendo, attraverso i relativi Target, due dimensioni fondamentali per lo sviluppo sostenibile e la realizzazione di una società più sicura ed equa: la relazione  tra istruzione di base e formazione professionale e l’equità e la qualità dell’istruzione espresse in un’ottica di lifelong learning : l’apprendimento che si estende lungo tutto l’arco della vita di una persona.

L’Obiettivo 4 riguarda dunque non solo i bambini ma anche i giovani e gli adulti: perché tutti possano accedere a una istruzione e a una formazione adeguata secondo le esigenze e i contesti di appartenenza e tutti possano contribuire all’obiettivo ultimo di un pianeta più sicuro ed equo.

 

La sfida

A livello globale si è lontani dal raggiungimento dell’Obiettivo 4 (SDG4). I dati prima della pandemia, guardando ai soli dati per i bambini e adolescenti, riportavano che 262 milioni di bambini e giovani non andavano a scuola, e 617 milioni di bambini e adolescenti non sapevano leggere (Unicef, 2021; UNESCO 2019).

 

Numeri che complicano la strada per il raggiungimento dell’Obiettivo 4 per il 2030 e che dunque richiedono la capacità, in primis degli stati e dei governi, di costruire proposte per offrire una istruzione omogenea e di qualità attraverso programmi e politiche innovative e urgenti all’interno di principi e valori universali riconosciuti anche a livello sovranazionale e nazionale.

 

Il Sistema

A livello globale il diritto all’educazione è sancito nella Dichiarazione Universale dei Diritti Umani (articolo 26). La gratuità e l’accessibilità si estendono fino al livello della scuola superiore come recita la Convenzione dei Diritti dell’Infanzia e della Adolescenza del 1989.

 

In Europa, dove si sta lavorando a livello di Commissione per realizzare uno spazio europeo dell’istruzione, il riferimento è il primo principio del pilastro europeo dei diritti sociali  : il diritto ad una istruzione di qualità, ad una educazione inclusiva, e alla formazione e all’apprendimento permanente deve essere garantita a tutti. In termini di raggiungimento dell’Obiettivo 4 da parte dell’Unione europea, i dati mostrano progressi soprattutto per l’accesso all’educazione primaria e terziaria ma un peggioramento nei dati relativi all’apprendimento degli adulti e ai risultati dei test PISA.

In Italia, oltre alla Costituzione, dove l’educazione è riconosciuta come un diritto fondamentale e fattore di sviluppo, le nuove politiche educative dovrebbero collegarsi all’Obiettivo 4, così come ricordato dall’ASVIS – Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile. Purtroppo, secondo i dati della stessa organizzazione, in Italia i dati relativi all’accesso e al diritto all’educazione riportano disuguaglianze tra le regioni italiane e in particolare in termini di a) quota di laureati tra i 30-34 anni (21,6% nel Mezzogiorno, rispetto alla media nazionale del 26,9%) e b) 'uscita precoce dal sistema di formazione (18,5% nel Mezzogiorno rispetto alla media italiana del 14%).

Approccio e collaborazione

Ma la sfida educativa non passa solo dal diritto all’educazione o a una istruzione di qualità e gratuita. Richiede, quale applicazione di un pensiero sostenibile orientato al futuro, una visione olistica o sistemica del problema: soprattutto nei paesi in via di sviluppo o nelle aree più povere dei paesi ricchi, come ha recentemente dimostrato la pandemia, l’offerta continua di una istruzione di qualità anche nei periodi di crisi sociali, sanitarie o economiche significa aver saputo predisporre nel breve una risposta sinergica all’Obiettivo 4 di lungo periodo. Una risposta che si concretizza nella visione strategica di proteggere e supportare le aree più deboli della società: le famiglie più bisognose, aiutandole nella organizzazione della vita familiare e nella gestione dei figli, per esempio attraverso l’erogazione di servizi come mense o trasporti; i giovani lavoratori e le donne, nel riqualificarsi e dunque servire meglio le imprese e i sistemi economici nei quali lavorano ai fini di una ripartenza sostenibile.

Un altro esempio di approccio sistemico al problema educativo nel periodo della pandemia lo si può trovare nelle risposte che i sistemi educativi e di istruzione nazionale hanno individuato come soluzione al forzato distanziamento sociale: l’innovazione tecnologica è sembrata la soluzione per organizzare la didattica a distanza (DAD). Ma al pari del diritto all’educazione e dell’accesso all’istruzione , così nel terzo millennio anche il diritto all’accesso alle reti tecnologiche - sia hardware che software – e il relativo diritto all’alfabetizzazione informatica di base non sono ancora del tutto garantiti e universali.  La mancata visione sistemica, qui riportabile in termini di mancati investimenti nelle infrastrutture tecnologiche e nei sistemi elettronici, contribuiscono a spiegare la difficoltà di accesso delle fasce più deboli della popolazione alla didattica e l’aumento dei casi di abbandono (per l’istruzione) in alcune aree del paese.

 

Le Partnership

Come tutti gli obiettivi dello sviluppo sostenibile, anche l’Obiettivo 4 richiede che tutti i soggetti interessati al tema contribuiscano allo stesso sviluppando collaborazioni a diverse scale e tra diversi attori del settore pubblico, privato e non profit. Problemi complessi quali quelli individuati dalla nuova Agenda 2030 dello Sviluppo Sostenibile richiedono capacità di gestione e coordinamento e competenze trasversali che sappiano attivarsi su progetti e per obiettivi anche in maniera innovativa. La lettura dei target associati all'Obiettivo 4 conferma la necessità della promozione di soluzioni collaborative e di lungo periodo. Riportiamo di seguito i Target dell’Obiettivo 4 sinergici rispetto alla Scheda 2 e alle finalità del Progetto:

 

  • 4.3: Garantire entro il 2030 ad ogni donna e uomo un accesso equo ad un’istruzione tecnica, professionale e terziaria -anche universitaria- che sia economicamente vantaggiosa e di qualità
  • 4.4: Aumentare considerevolmente entro il 2030 il numero di giovani e adulti con competenze specifiche -anche tecniche e professionali- per l’occupazione, posti di lavoro dignitosi e per l’imprenditoria
  • 4.5: Eliminare entro il 2030 le disparità di genere nell'istruzione e garantire un accesso equo a tutti i livelli di istruzione e formazione professionale delle categorie protette, tra cui le persone con disabilità, le popolazioni indigene ed i bambini in situazioni di vulnerabilità
  • 4.6: Garantire entro il 2030 che tutti i giovani e gran parte degli adulti, sia uomini che donne, abbiano un livello di alfabetizzazione ed una capacità di calcolo
  • 4.7: Garantire entro il 2030 che tutti i discenti acquisiscano la conoscenza e le competenze necessarie a promuovere lo sviluppo sostenibile, anche tramite un’educazione volta ad uno sviluppo e uno stile di vita sostenibile, ai diritti umani, alla parità di genere, alla promozione di una cultura pacifica e non violenta, alla cittadinanza globale e alla valorizzazione delle diversità culturali e del contributo della cultura allo sviluppo sostenibile

 

Come si vede, l’accesso a una educazione e formazione di lungo periodo per bambini, giovani e adulti sono elementi essenziali di una società che voglia divenire più sicura, equa e sostenibile.

 

Prospettive

Abbiamo visto che l’Obiettivo 4 è essenziale per creare una società sicura, inclusiva e sostenibile. Non solo, è essenziale e strategico per il raggiungimento degli altri 16 Obiettivi perché l’educazione e la formazione sono collegate direttamente allo sviluppo delle persone come cittadini e lavoratori e dunque all’economia, ai mercati e alle imprese.

In questa ottica, quale è il ruolo delle imprese e quale può essere nello specifico il ruolo delle istituzioni bancarie?

Le imprese giocano sicuramente un ruolo chiave promuovendo e investendo nell’educazione e nella formazione così come ci ricorda il Global Compact delle Nazioni Unite (2021).

Le aziende possono contribuire al raggiungimento dell’Obiettivo 4 attraverso programmi di investimento in formazione e apprendimento continuo. Come? Gli investimenti possono seguire una doppia direzione: interna o esterna.

La formazione interna riguarda i dipendenti e i collaboratori della propria organizzazione. I vantaggi di tali investimenti possono essere misurati in termini di maggiore qualificazione, partecipazione e produttività delle persone e di nuove opportunità per le organizzazioni stesse.

Gli investimenti esterni, che riguardano la comunità di riferimento, possono essere misurati nella quantità e qualità dei benefici che si innescano e innervano nel territorio e che possono essere riferiti a incrementi nella quantità e qualità della qualificazione, della retribuzione e delle opportunità delle persone.

Entrambi gli investimenti inoltre creeranno vantaggi anche per le istituzioni bancarie che beneficeranno dei miglioramenti di benessere raggiunti dalle società ed economie locali.   

 

Riferimenti