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VERO O FALSO?

METTIAMOCI ALLA PROVA

di Silvia Aprignano Psicologa , psicoterapeuta in formazione

Il termine fake news è sempre più presente nel panorama del giornalismo odierno, proprio per la rilevanza che ha assunto nell’imbrogliare opinioni e generare false credenze. Diviene sempre più necessario avere gli strumenti per comprenderne la natura e le modalità con cui vengono generate, così da attivare uno sguardo attento e critico di fronte alle notizie che popolano il web. 

Questo primo incontro vuole avere l’obbiettivo di chiarire il significato di fake news e fornire una prima e generale panoramica dei modi con cui si può creare disinformazione oggi. A lato delle modalità, è utile avere in mente anche quali obbiettivi si celano dietro a notizie false ed erronee per dotarsi di uno sguardo più ampio e completo nel comprendere la natura delle informazioni che circolano nei canali social e mediatici. 

1)     Avete mai sentito parlare di fake news?

ATTIVITA’

Come primo passaggio può essere interessante rimandare agli studenti la possibilità di fornire una definizione al termine fake news.

Il professore può guidare un primo brainstorming tra gli studenti cercando di trasformare i diversi contributi degli allievi in una definizione che possa essere esauriente rispetto al tema.

Al termine del confronto possono essere suggerite alcune spiegazioni, riportate ad esempio nel Collins Dioctionary o all’interno della Enciclopedia Treccani, mettendo in evidenza le differenze, anche se lievi, nel riferirsi a questo concetto. 

 

2) Vero o falso?

 

ATTIVITA’ 

Il professore a questo punto può presentare agli studenti una serie di notizie, alcune vere ,cioè ritrovate nel web, altre invece false, da lui costruite. 

La classe, divisa a gruppetti, avrà un tempo stabilito di 10 minuti per stabilire se le notizie riportate sono vere o false affidandosi alle loro conoscenze pregresse e al ragionamento di gruppo, ma senza poter utilizzare internet. 

Al termine del quiz il professore potrà illustrare le notizie vere e le notizie false, premiando il gruppetto con il totale di risposte corrette maggiore. 

 

3) I diversi modi di fare disinformazione - formiamoci un po’

 

La diffusione di notizie false è un fenomeno che accompagna il mondo dell’informazione da sempre, ma il peso che sta assumendo attualmente è travolgente perché rapida e dirompente è la diffusione virale delle notizie. Controllare la circolazione dei fatti on line è molto complesso e facilmente sfugge al controllo e alla critica di menti formate e attente. Le fake news possono diffondersi in diversi modi e secondo diversi canali, sia online, come attraverso video, blog, podcast, articoli, ma anche attraverso la stampa. Diventa fondamentale comprendere a quale livello, con quali contenuti e con quali obbiettivi possono circolare.

 

ATTIVITA’ 

Qui di seguito viene proposta una lista di modalità con cui si può fare disinformazione oggi che può essere utile per avere una prima mappa orientativa delle trappole presenti nel web.

Questa lista può essere presentata al termine del Quiz per illustrare la serie di trappole in cui si può incappare nel leggere le notizie. Come si può vedere si muovono con differenti modalità e diversi obbiettivi, raggiungendone però sempre uno comune: creare credenze e opinioni, piuttosto che un’informazione accurata. 

Il primo laboratorio può concludersi chiedendo agli studenti di classificare le notizie false individuate nell’attività del Quiz secondo questa lista, ovvero secondo la tipologia di disinformazione che vuole generare. 

Propaganda e pubblicità: è spesso ingannevole utilizzata in politica e dalle aziende per influenzare comportamenti dei cittadini e dei consumatori, agendo in particolare modo sull’emotività. Ha un impatto neutro sui fruitori e un obbiettivo principalmente politico e ideologico.

Clickbait: storie deliberatamente inventate per ottenere più visitatori nel sito Web e aumentare le entrate della pubblicità e generare reddito. Cerca di attirare l’attenzione, anche con titoli grandi, ma il contenuto poi è spesso ingannevole e non sempre coerente con il titolo. Ha un impatto scarso e per lo più un obiettivo economico ma anche umoristico.

Contenuto sponsorizzato: Il consumatore ha difficoltà a riconoscere il contenuto come pubblicità e viene spesso sostenuto un potenziale conflitto di interessi. Ha un impatto scarso e un obbiettivo puramente economico.

Satira e bufale: storie che vengono pubblicate per divertimento e parodia; sono spesso commenti sulla società e dal contenuto generalmente basso e dal significato volutamente ingannevole. Ha un impatto scarso e un mero obbiettivo umoristico.

Partito preso: esprime un’opinione ma pretende di essere imparziale e scientifico, privilegia però solo i fatti in linea con le idee di riferimento, tralasciando altre posizioni. E’ ideologico, si gioca sui sentimenti e sulle passioni. Ha un impatto medio e un obbiettivo politico e ideologico. 

Teoria del complotto: si esprime come la banalizzazione di realtà complesse in risposta a paure o dubbi, infatti rifiuta gli esperti e l’autorità, ma si serve di tutto ciò che non può essere provato (seppure evidente). Ha un impatto molto forte sulle opinioni e sui comportamenti delle persone e nasconde un obbiettivo ideologico e insieme quello di creare disinformazione.

Pseudoscienza: uso scorretto degli studi scientifici con rivendicazioni false o esagerate, come la negazione del cambiamento climatico o la diffusioni di connessioni causali nella presente campagna vaccinale. È un modo di fare disinformazione molto pericoloso che cela un obbiettivo politico ed economico. 

Disinformazione: false attribuzioni, titoli ingannevoli, presenza di contenuti verosimili ma essenzialmente falsi, di cui tendenzialmente però non si è consapevoli. Ha un impatto molto pericoloso e l’obbiettivo di generare disinformazione.

CONFRONTO

Il laboratorio può concludersi con un confronto e una condivisione dei lavori effettuati dai diversi gruppi che porti a una riflessione critica su quali elementi possono avere un impatto nella lettura delle notizie e sul come riconoscerli.