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RITORNO AL FUTURO

Le fake news nella storia - cosa è cambiato e cosa si ripete

di Silvia Aprignano Psicologa , psicoterapeuta in formazione

Quando si parla di fake news appare quasi in automatico in testa uno schermo aperto su una pagina social o su una qualsiasi testata online. Si crea quindi un’associazione lineare tra fake news e social network che potrebbe spiegare lo sviluppo e il diffondersi di notizie false con l’evoluzione e l’espansione del mondo online. Ma in realtà questa connessione è superficiale ed erronea perchè l’informazione si è macchiata di bufale e storie falsate ben prima che apparissero pc, tablet, smartphone, ben prima quindi di abitare in un mondo interconnesso. 

Occorre quindi riposizionarsi e comprendere che i social network non sono l’origine delle fake news, quanto piuttosto gli amplificatori di un processo che è sempre appartenuto anche al mondo offline. Certamente il concetto di fake news ha avuto eco e diffusione negli ultimi anni, dalle elezioni di Donald Trump nel 2016, ma in realtà la storia è ricca di episodi che ci raccontano la stessa tensione narrativa e il medesimo proposito di far circolare il falso. 

Addirittura la storiografia ci riporta che la prima fake news potrebbe risalire al V secolo a.c., durante la guerra del Peloponneso in cui galeotta fu una lettera che accusava il generale spartano Pausania di essere passato dalla parte dei Persiani. Lettera della cui veridicità anche lo storico Tucidide esprimeva perplessità, ma che però segnò tragicamente la fine di Pausania che fu  infatti murato vivo. 

Fino all’avvento della stampa le fake news circolavano principalmente proprio tramite epistolae, un genere altamente falsificabile, con la finalità di orientare l’opinione pubblica. La stampa poi ha reso il confine tra real news e fake news ancora più difficile, tra i vari motivi anche perchè all’epoca mancava una schiera di professionisti che potesse guidare il propagarsi dell’informazione secondo un’etica condivisa. 

Da lì si possono ritrovare episodi che hanno determinato scenari politici ed economici, oltre che tragiche sorti per le persone coinvolte, a partire da dicerie e notizie artefatte. Nel 1814, ad esempio, un ufficiale sbarcato a Dover fece tremare l’Inghilterra con la notizia telegrafata dell’uccisione di Napoleone Bonaparte da parte dei Cosacchi causando reazioni economiche anche in Borsa. Il tutto fu architettato dal militare Thomas Cochrane che smascherato ricevette poi una condanna per frode. 

Fino ad arrivare al 1938 e alla celebre trasmissione radiofonica di Orson Welles, in cui si sceneggiò un’invasione aliena, tratta dal libro La guerra dei mondi di Wells, così particolareggiata da scatenare letteralmente il panico negli ascoltatori in linea in New Jersey. 

A partire dalle epistolae, passando per i primi testi stampati, per i primi giornali, arrivando alle notizie telegrafate, ai programmi radiofonici o televisivi, fino ai social di oggi, le fake news hanno accompagnato l’evoluzione della storia raccontando una naturale tensione umana a spiegarsi i fatti ricorrendo a distorsioni o narrazioni fantastiche. 

Diviene allora interessante comprendere quali elementi rendono così efficace il loro proposito di confondere l’opinione pubblica e quali obbiettivi vi siano alla base della loro circolazione. 

L’informazione, attraverso i suoi diversi canali, ha un peso determinante nelle vite dei diversi paesi, non solo produce effetti e cambiamenti nella realtà che descrive, ma ne segue anche i cambiamenti, si allinea con gli stili, i ritmi, i canali ed è specchio delle riflessioni del suo tempo, arrivando a risultati significativi o addirittura dirompenti. Per diventare lettori consapevoli e critici è importante comprendere come si costruiscono le notizie, il perchè e con quali obbiettivi, così da affinare abilità e scaltrezza e cogliere tutto quello che un titolo urlantepuò arrivare a nascondere. 

  1. 1.     Informiamoci

Il professore può avviare questo secondo laboratorio rivolgendo alla classe la domanda: 

- da quanto tempo secondo voi esistono le fake news?

A seconda dei diversi pareri emersi si può guidare gli alunni a comprendere meglio il fenomeno della presenza di fake news nella storia proponendo del materiale informativo. 

 

Ad esempio lo storico Barbero propone in questo video una rassegna di episodi interessanti e significativi e la cui visione potrebbe essere condivisa in classe. 

https://www.youtube.com/watch?v=Q-g34chQH5Y&ab_channel=AlessandroBarberoFanChannel

 

ATTIVITA’

La classe, divisa a piccoli gruppi, esegue delle ricerche usando Internet e altri materiali eventuali proposti dal professore.

Ogni gruppo si occupa di una precisa epoca storica e ha il compito di raccogliere informazioni circa le notizie false circolate in quegli anni. 

La ricerca deve inquadrare alcuni aspetti in particolare, tra cui: 

-    canale di circolazione;

-    contenuto della notizia;

-    stile comunicativo;

-    obbiettivo;

-    effetti sociali, politici, economici.

 

Al termine della ricerca, i gruppetti possono presentare alla classe il proprio lavoro e aprire un dibattito su punti comuni e punti divergenti nelle diverse epoche. 

L’obbiettivo è comprendere quali siano gli elementi tipici delle fake news e stendere un elenco che rintracci i punti comuni al di là delle fasi storiche.

 

In particolare si potrebbe osservare nel dettaglio seguenti aspetti:

-    modifiche e cambiamenti in base ai tempi e diverso adattamento in base alle epoche e ai luoghi;

-    sistemi e canali comunicativi utilizzati nelle diverse epoche;

-    scelta dei contenuti e grado di attendibilità (fatti veri, fatti falsi, un misto);

-    stile comunicativo utilizzato; 

-    eventuali emozioni suscitate;

-    effetti nella storia. 

 

Il confronto verterà quindi su questi aspetti e deve avere l’obbiettivo di guidare i ragazzi a comprendere i criteri e parametri su cui può costruirsi l’informazione per imparare a riconoscerli in una notizia.

Occorre superare il mito che le fake news appartengano unicamente al web e inquadrare invece il fenomeno da un punto di vista più ampio che permetta di coglierne meglio la sua portata e il suo significato.