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DIETRO LE RISPETTABILI APPARENZE

Cosa si nasconde dietro alla disinformazione

di Silvia Aprignano Psicologa , psicoterapeuta in formazione

Le notizie che circolano online attraverso i diversi canali possibili, dalle testate di giornale ai blog e ai social network, possono sventolare contenuti poco argomentati e documentati per ragioni e obbiettivi differenti. Dietro alle immagini, dietro alle parole scelte, ai titoli degli articoli, spesso si celano altre spinte rispetto al puro descrivere fatti e trasmettere dati e informazioni. 

Imparare a leggere e individuare questi altri motivi che condiscono le notizie nel web è fondamentale per non cadere nella trappola delle Fake news. 

 

  1. 1.     Cosa c’è dietro? 

 

Il tema può essere introdotto esplorando direttamente il pensiero degli studenti, quindi il professore può chiedere alla classe di provare a ipotizzare i diversi motivi per cui sono create le fake news, attivando un primo brainstorming tra gli studenti. 

 

Accanto, il professore può integrare definendo le principali motivazioni legate alla circolazione di notizie false, in modo da approfondire il tema e fornire alcune spiegazioni utili.

Possono esserci infatti un ventaglio di motivi differenti, che vanno dal bisogno economico, al bisogno di visibilità, a volontà politiche e propagandistiche. Questi aspetti possono coesistere insieme, creando un effetto disastroso, quale l’influenza di opinioni e comportamenti che hanno una ricaduta diretta nella vita di tutti noi. 

Vediamo ora alcune possibili motivazioni che determinano la diffusione delle fake news: 

 

Economica: una delle principali motivazioni è legata al desiderio di fare soldi che nel mondo online è favorito dalla visualizzazione dei contenuti pubblicitari. Maggiori sono le visualizzazioni, maggiori sono gli introiti. I siti di fake news contengono tendenzialmente un numero maggiore di pubblicità rispetto ad altri inserzionisti, e giocano proprio sul cercare di attrarre utenti così da ottenere abbastanza click. Sono siti in cui compaiono  titoli accattivanti, ammiccanti, sensazionalistici e volutamente criptici, che spingono l'utente a cliccare, incuriosendolo con false promesse e facendo leva sull'aspetto emozionale.

In questo senso, si può approfondire il tema esplorando come funzionano i sistemi di inserzioni pubblicitarie e i relativi guadagni. 

 

Politica: spesso le notizie si avvalgono di parole, immagini, contenuti con il sottile obbiettivo di influenzare e manipolare l’opinione pubblica per ragioni politiche, legate ad esempio a specifiche campagne elettorali. In questo senso, basta ritornare al 2016 e alle elezioni americane di Donald Trump per aver un esempio vicino e concreto di come questo meccanismo è riuscito nel suo intento.

 

Truffa: un tema che dovrebbe essere approfondito è legato alla privacy e  a come venga garantita nel web. Spesso infatti le fake news fungono da esca per truffare e rubare i dati personali degli utenti al fine di rivenderli ad altre compagnie che gestiscono dati.

 

2. Come mi informo?

 

Diviene importante riuscire ad allenare uno sguardo più critico rispetto alle notizie che circolano online per evitare di cadere in manipolazioni o truffe. Per questo può essere utile attivare un confronto tra gli studenti sulle diverse modalità utilizzate per informarsi e sul livello di consapevolezza e competenza nell’orientarsi nel web. 

 

Il professore potrebbe guidare un primo confronto tra gli studenti prendendo spunto dalle seguenti domande: 

 

  1. Come ci informiamo? 
  2. Quali sono le fonti che si consultano di più? 
  3. Come si differenziano le diverse fonti a disposizione? 
  4. Tutti scegliamo le stesse fonti? Ci sono canali più utilizzati in base a età, provenienza sociale?
  5. Sappiamo riconoscere fonti attendibili da non attendibili? Facebook può essere attendibile?
  6. Quali competenze pretendo quando mi informo? Le so riconoscere?

Dal confronto emerso dagli studenti si possono sintetizzare alcuni punti a partire dalla tipologia di fonti consultate, dai criteri di attendibilità riconosciuti, dal livello di consapevolezza nelle ricerche effettuate nel web.

Il professore può allora fornire alcune linee guida da tenere a mente quando si legge una notizia e che possono risultare utili per orientarsi tra le diverse notizie in rete:

AUTORE: chi è? È noto? 

DATA: è attuale?

TESTATA: da quale testata proviene? A chi appartiene? Di che cosa scrive abitualmente? 

CONTENUTO: si parla più di fatti o di opinioni? Ci sono dei dati? Quali sono le fonti di questi dati? Perché il tema interessa? 

CONFRONTO: ci sono altri giornali che riportano le stesse informazioni?

3. Alla ricerca di fonti attendibili

ATTIVITA’

La classe viene divisa in piccoli sottogruppi. Il professore consegna ad ogni sottogruppo un tema di ricerca attuale e di interesse pubblico. 

Ogni gruppo effettua una ricerca sul tema indicato scegliendo dal canale web tre articoli provenienti da fonti giudicate attendibili e tre articoli provenienti da fonti giudicate dal gruppo non attendibili o valide. 

Una volta individuati gli articoli, i gruppi lavorano per definire le differenze e le somiglianze tra i diversi articoli, cercando di riscontrare le ragioni sottostanti agli articoli non attendibili, se economiche, politiche, propagandistiche o altro.

Una volta terminato il lavoro, il gruppetto può proporre gli articoli trovati in rete alla classe chiedendo di classificarli in base alla loro attendibilità, quindi tra fake e non fake.

I diversi gruppi potranno confrontarsi sul materiale trovato e riflettere insieme su quali elementi aiutano a identificare le notizie false. Sarà interessante notare le differenze e le somiglianze nel selezionare fonti e articoli. Al termine della discussione il docente può guidare la classe a stilare una lista unica di fattori importanti da avere a mente nella ricerca e consultazione online.