imagihttps://osservatorionline.it/media///2021/09/Logo Tribuna.png

header

DIVENTARE CONSAPEVOLI

Quali sono i meccanismi che ci imbrogliano? 

 

di Silvia Aprignano Psicologa , psicoterapeuta in formazione

Nella proliferazione di notizie, falsate, false, ambigue diviene interessante provare a comprendere cosa rende le fake news così attraenti da adescare numerosi lettori. Ci sono motivi differenti e vari che appartengono a scelte stilistiche, quindi al modo in cui sono presentati i contenuti, all’impatto del canale di diffusione e al suo funzionamento. Tutti questi fattori nascondono una leva psicologica che gioca un ruolo nell’orientare, manipolare, strumentalizzare un certo tipo di informazione. 

Proviamo a guardare un po’ più nel dettaglio che cosa può succedere quando leggiamo una notizia. 

Intanto bisogna apprendere che in questo momento storico siamo bersagliati da articoli, opinioni, suggestioni che provengono da tanti format diversi ma tutti, o quasi, appartenenti al mondo del web. Questo gioca un primo impatto sulla nostra capacità attentiva: avviene cioè un sovraccarico cognitivo per cui quando si è eccessivamente stimolati da informazioni, il cervello ne diviene talmente saturo da rimanere meno focalizzato e più facilmente ingannabile. 

Spesso inoltre le notizie vengono presentate su piattaforme social tramite una serie di condivisioni, rendendo più esplicito il consenso che un certo contenuto può ricevere da un audience popolare. Questo aspetto gioca un ruolo un po’ pericoloso nel giudicare con obiettività il contenuto di una notizia perché psicologicamente siamo spinti a dare maggiore credibilità a notizie che vengono ritenute vere da un elevato numero di persone rispetto a quelle poco seguite (“ci credono in tanti, quindi deve essere vero”). 

I canali social determinano poi un’ulteriore conseguenza sul nostro modo di processare le informazioni: si parla spesso di effetto bolla per intendere un meccanismo di diffusione e presentazione delle notizie online attraverso un passaparola di click. In questo senso la differenziazione delle notizie sarebbe solo un appannaggio del web perché in realtà la loro apparizione sarebbe determinata da una serie algoritmi che, al fine di migliorare la navigazione online, filtrano i contenuti in termini di somiglianze, affinità sociali ed emotive sulla base delle personali ricerche online. Con questo meccanismo però le opinioni e le notizie divergenti sono difficilmente destinate a incontrarsi e l’informazione a rimanere parziale e limitata.

Ci sono poi scelte più prettamente stilistiche che puntano a rendere accattivanti i contenuti proposti. La selezione delle parole ha infatti un potere specifico nel determinare sensazioni e percezioni capaci di alimentare l’interesse e il coinvolgimento per un certo tema, oltre che avere un impatto emotivo in grado di plasmare stati d’animo e pensieri. Un fenomeno caro al giornalismo di oggi, ma in realtà esistente da molto moltissimo tempo, è il meccanismo della post verità, intesa come la condizione che riferisce o denota, circostanze in cui fatti oggettivi sono meno influenti nel formare l’opinione pubblica di quanto non lo siano gli appelli all’emozione e alle credenze personali. Si determina cioè un’attivazione di emozioni forti di fronte a notizie sensazionali che di contro riduce l’efficienza dei centri corticali deputati al pensiero razionale.

Tutto questo insieme di conoscenze psicologiche ha contribuito a ricercare precise modalità, tramite scelte stilistiche più che contenutistiche, volte a influenzare e manipolare l’opinione pubblica. Secondo questo meccanismo il riferimento per l’informazione non sarebbe più tanto la verità o la non verità di una notizia, quanto piuttosto il suo essere o meno una novità.

 

1.La scelta delle notizie

 

Per avvicinarsi al tema di questo laboratorio, il professore può avviare una prima discussione con gli studenti che provi a mettere a fuoco il loro modo di informarsi. In particolare si potrebbero offrire le seguenti suggestioni: 

 

  1. Quali sono le notizie che mi interessano di più?
  2. Che cosa cerco in una notizia? 
  3. Che cosa rende buono un articolo? Che cosa invece no?
  4. Che cosa mi colpisce in un articolo?
  5. Sono consapevole di come alcune parole possano avere un impatto a livello emotivo e di conseguenza catturare maggiormente l’attenzione?
  6. Riesco a leggere un articolo per intero o la mia attenzione cede?

 

Si può quindi riflettere insieme su quali parametri vengano utilizzati nella scelta e valutazione di un articolo e insieme il livello di consapevolezza generale sulle diverse trappole esistenti nel web.

2. Il potere delle parole

ATTIVITA’

Per sondare il livello di consapevolezza degli studenti, il docente può proporre diversi titoli di articoli selezionati da testate online, ma anche notizie circolanti sui social e nei blog, e chiedere di valutarli secondo diversi parametri: 

-    Interesse

-    Impatto emotivo

-    Rilevanza del contenuto

Insieme gli studenti possono esprimere da quali parole sono maggiormente colpiti.

Il docente può proseguire approfondendo questo tema con un ulteriore passaggio: si divide la classe a gruppetti proponendo a ciascuno di osservare una testata di giornale online e studiare quali notizie vengono presentate e in quale modalità. Dopo una prima osservazione gli studenti possono individuare quali notizie li colpiscono maggiormente e perché (titolo, immagine, contenuto…).

Il docente può invitare gli studenti a comporre la loro pagina di giornale con gli articoli e le inserzioni ritenute valide e rilevanti. 

 

CONFRONTO 

 

A seguito del lavoro gli studenti tornano a confrontarsi condividendo le riflessioni svolte. In particolare si cercherà di mettere a fuoco che cosa veicola la scelta di un articolo e prendere consapevolezza di come i canali di informazioni e le diverse scelte stilistiche ci influenzino a livello psicologico. Il lavoro potrà terminare con un piccolo scritto di classe che riassuma in una lista le competenze acquisite in termini di criteri individuati per orientarsi nel riconoscimento di un buon articolo.