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LA CASSETTA DEGLI ATTREZZI

Strumenti e risorse per navigare nel web

 

di Silvia Aprignano Psicologa , psicoterapeuta in formazione 

Il percorso proposto all’interno del progetto didattico “Shake the Fake”, nelle quattro schede fin qui presentate, ha avuto l’obiettivo di mostrare come è possibile perdersi, nella confusione del web, in un sistema informativo fuorviante e superficiale. Ha messo in luce sia la quantità di materiale ambiguo cui facilmente si può accedere, sia i meccanismi che possono confondere nella lettura, e dal punto di vista stilistico e dal punto di vista psicologico, ma ha anche definito l’origine e le motivazioni che spiegano la propagazione di materiali di disinformazione.

Quest’ultima tappa del percorso laboratoriale vuole quindi proporsi come una ricapitolazione degli strumenti utili per muoversi in modo critico e consapevole nel mondo dell’informazione, soprattutto nella dispersione di notizie online così tipica di oggi. 

Abbiamo visto come la disinformazione si crei su delle basi specifiche che prevedono l’esistenza di una motivazione e un obbiettivo di fondo, la scelta di un canale, di un contenuto e di precise leve stilistiche che aiutino a catturare l’attenzione dei lettori. Questo sembra essere uno schema affinato nei secoli e semplicemente ricontestualizzato nel tempo a seconda dell’evoluzione tecnologica nel campo della comunicazione. 

Allenare i propri studenti a leggere dietro agli articoli possibili intenti e ragioni nascoste può aiutare a ampliare la consapevolezza con cui ci si avvicina a crearsi un proprio bacino di informazione e a smascherare titoloni e parole emotivamente “scottanti” per riconoscere con maggiore criticità il valore delle notizie. 

Il confronto con la classe allora può servire a definire delle linee guida comuni da tenere a mente nel momento in cui ci si avventura nel mondo del web. 

1.Quanto mi sento competente?

Il docente può guidare la classe a riflettere su quanto appreso nel percorso e a condividerlo in gruppo così da evidenziare eventuali limiti e lacune da colmare. Il confronto può essere avviato a partire dalle seguenti domande: 

  1. Come mi sento rispetto al compito di informarmi?
  2. In che misura sento di aver appreso delle competenze? 
  3. Quali competenze in particolare sento di aver raggiunto? 
  4. Che cosa farò di più nelle mie ricerche in internet? 
  5. Che cosa farò di meno nelle mie ricerche in internet? 
  6. Quali rischi e quali trappole sento possono confondere le mie ricerche online? 

 

I contenuti delle risposte degli alunni possono essere riorganizzate dal docente e riproposte alla classe evidenziando in particolare: 

-    in che misura gli studenti si sentono competenti in relazione al compito di ricerca e selezione delle notizie nel web; 

-    quali competenze sentono di aver acquisito maggiormente, 

-    quali aspetti sono ancora poco chiari e confusi. 

 

2. Linee guida

ATTIVITA’

Una volta ripercorso quanto appreso e compreso nei laboratori precedenti, il professore può guidare la classe a ricapitolare le competenze apprese stendendo una sorta di manuale che riunisca le buone e le cattive pratiche da avere in mente quando si legge una notizia. L’obbiettivo è creare una sorta di linea guida che metta in evidenza i riferimenti più importanti da seguire per smascherare le fake news e agire in modo critico e responsabile nel web. 

Il docente può suddividere la classe a piccoli gruppi e invitare gli studenti a stendere una vera e propria lista di buone pratiche da seguire e, parallelamente, una serie di pratiche da evitare. 

Si riportano qui di seguito degli esempi che possono essere utilizzati come guida: 

 

BUONE PRATICHE

 

-       Controllare chi scrive

-       Controllare dove scrive

-       Quali dati sono riportati di più?

-       Perché si parla proprio di questa notizia? 

-       …..

 

 

CATTIVE PRATICHE 

 

-       Seguire la pancia

-       Condividere senza aver letto bene

-       Farsi convincere facilmente

-       

 

 

3. Esercitiamoci un po’ 

 

ATTIVITA’

 

L’attività proposta vuole avere come obbiettivo una riflessione condivisa e pratica in merito alle competenze e ai criteri da mettere in atto per effettuare operazioni di ricerca e selezione delle informazioni nel web. 

Per procedere in modo più funzionale sarebbe opportuno suddividere la classe in piccoli gruppi di lavoro, si consiglia da cinque persone circa. Ogni gruppetto dovrà impostare un lavoro effettuando una ricerca che tenga conto di tutte le competenze viste nei quattro laboratori precedenti. Quindi, viene spiegato alla classe che la ricerca dovrà essere impostata su un tema di interesse che sia più o meno attuale e di cui è possibile trovare traccia di articoli e notizie. 

I ragazzi vengono invitati a svolgere il compito utilizzando principalmente il canale di internet, rivolgendosi per cui a materiale proveniente da testate online, blog, social network, prediligendo cioè la loro comune modalità di accesso alle informazioni. La ricerca dovrà avere l’obbiettivo di fornire una cornice informativa affidabile e quindi costruirsi con articoli provenienti da fonti certe e riportanti notizie altrettanto attendibili. 

Il progetto di ricerca si concluderà con un piccolo elaborato che riunisca notizie e dati raccolti e che allo stesso tempo evidenzi alcuni dettagli propri del lavoro effettuato. In particolare potrà essere interessante evidenziare se secondo il gruppo sussistono informazioni mancanti, non trattate da nessuna fonte, come anche l’eventuale presenza di toni emotivi marcati e fuorvianti nei diversi articoli letti. Sarebbe utile poi che ogni gruppo allegasse al termine dell’elaborato la sitografia consultata per effettuare il lavoro, insieme a un’analisi critica circa la quantità di fonti utilizzata e il livello di differenziazione a cui si è potuto avere accesso. 

A seguito della stesura di questi progetti di ricerca, i diversi gruppi di lavoro si potranno confrontare in particolare sul lavoro svolto. Sarà interessante comprendere la differenza dei temi scelti per osservare gli interessi della classe in termini di omologazione e differenziazione (effetto bolla), come anche osservare i parametri utilizzati per selezionare le proprie fonti e confrontarsi sui problemi e sulle difficoltà riscontrate nella costruzione di una ricerca attendibile. 

 

CONFRONTO

A seguito del lavoro di ricerca impostato dai gruppetti e del confronto nato da questi, il docente potrà riprendere la discussione cercando di analizzare le ricerche svolte e aiutando i ragazzi a comprendere cosa abbia funzionato e cosa invece sia risultato maggiormente faticoso e difficile. 

A seguito di questo momento, la classe può procedere a un lavoro di sintesi finale che metta insieme quanto appreso nel diversi incontri del percorso. 

In particolare si potrebbe guidare gli studenti a stendere un decalogo di classe con alcune indicazioni da seguire per ottenere una valida informazione. Un decalogo, cioè, che regoli e guidi la ricerca in rete per favorire e sostenere la crescita di un cittadino critico e ben informato.