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Introduzione: 5 lezioni sullo stato di salute dell’informazione

Informarsi con cura e curarsi in maniera informata potrebbero essere i due cardini del nostro discorso, attraverso 5 snodi che rimandano a questioni di sfondo comuni e di grande attualità. Il discorso vede ovviamente coinvolti l’informazione, la salute e la scienza, ma anche le tecnologie della comunicazione, i loro modelli strategici per collegare testi scritti, audio, video e, in ultimo, ma non di minor importanza, vede coinvolti tutti noi: i pubblici dei media.

Gli snodi sono affrontati attraverso scritti che si configurano come lezioni sintetiche su alcuni temi di grande interesse che hanno caratterizzato la riflessione pubblica e mediatica di questo ultimo, ricco e complesso tratto di stori, investita da una pandemia ad alta letalità e, contemporaneamente, immersa in un sistema mediatico in cui altri tipi di virus circolano incontrollati. 

Non stiamo parlando dei virus informatici, ossia i virus che minano la sicurezza dei nostri device. Stiamo invece parlando di una viralità che colpisce tutti noi proprio mentre cerchiamo consigli e suggerimenti per comprendere meglio come comportarci e decidere le nostre strategie di vita. Sì, perché l’informazione a questo serve: a conoscere un mondo molto più ampio di quello con cui abbiamo contatti diretti, a scoprire opportunità e minacce presenti in questo mondo ampio e a darci un’idea e una prospettiva di dove meglio collocarci per poter portare avanti i nostri interessi e desideri. 

In questo mondo si stanno diffondendo notizie ad alta carica virale e noi, proprio come succede nel contagio da Covid 19, siamo i vettori di questo contagio.

Le 5 lezioni proposte si basano su uno o più spunti rintracciati in articoli di quotidiani online che fermano l’attenzione su questioni specifiche e che, al contempo, danno prova della presenza di una riflessione allargata e pubblica sullo stato di salute dell’informazione.

La prima lezione di Carlotta Bizzarri apre la porta al lungo discorso sulla salute della nostra informazione ricostruendo la storia del lemma infodemia e dando traccia della difficoltà che incontrano il sistema dei media e, ancora di più, il singolo cittadino nel governare “informazioni scorrette e comunicazione ridondante e non efficace” diffuse dai media e rese virali da tutti noi “sull’onda dell’emotività e dell’ansia”.  Il vaccino per contrastare l’epidemia parallela è fatto di diversi elementi. Di consapevolezza, ossia di “con-sapere”: conoscere più cose per avere uno sguardo più competente. Di competenze digitali per saper rintracciare le fonti. Di competenze linguistiche per riconoscere le informazioni che usano un linguaggio affidabile e, in ultimo, di tempo per costruirsi un proprio punto di vista.

La seconda lezione si sofferma a valutare l’efficacia della comunicazione della salute. Comunicazione in crisi perché alcuni professionisti della salute, poco adusi a divulgare il loro sapere, si sono scoperti innamorati della loro stessa notorietà. ‘Medici, […] e specialisti vari sono intervenuti su blog, piattaforme social, programmi televisivi, trasmissioni radiofoniche, quotidiani e periodici’ […] dice Letizia Materassi, ‘hanno affollato il dibattito pubblico’ e talvolta il loro sapere è utilizzato anche per ‘orientare e legittimare […] scelte politiche e di gestione della pandemia’ diventando, come titola l’articolo da lei scelto, delle star dei media. 

Nella sua seconda lezione, la terza del nostro percorso, Materassi approfondisce un caso di studio specifico: la campagna per l’adozione dell’App Immuni. Ci avverte, innanzitutto, che l’innovazione tecnologica è sicuramente materia di sviluppatori informatici, ma è una sfida che fa tremare la stabilità degli assetti socio-culturali e il suo ingresso in società necessita di una comunicazione accurata e attenta. Un’App che tutto sa dei nostri spostamenti non è solo una tecnologia di livello; per molti può essere una spia, un intruso, una presenza controllante. ‘L’ambizione di far funzionare quel sistema di relazioni e di segnalazioni tra singolo cittadino e sistema pubblico della salute’ che App Immuni sembrava poter garantire, non è stata sostenuta da un lavoro di comunicazione verso i cittadini volto a prendersi cura delle loro paure e dei loro dubbi ed è finita prima per essere soltanto oggetto di discussione politica, poi è stata abbandonata dal sistema informativo ed abbiamo detto addio alla sua massima utilità in termini di tutela di una comunità sotto attacco.

Una quarta lezione tenuta da Carlotta Bizzarri ci offre una bussola per ‘orientarsi […] senza disperdersi nella nebulosa della disinformazione’. Innanzitutto ci presenta il quadro complesso nel quale prende vita la tendenza a informarsi disordinatamente, ossia a nutrirci e ad assimilare contenuti informativi nocivi per noi e per la nostra società e ci offre, in ultimo, un modo per cercare di ridurre la complessità: la ricetta della tre T, vale a dire Tempo, Tecnologia e Testa.

E di benessere informativo parla anche Silvia Pezzoli sfruttando la metafora alimentare per accompagnarci a conoscere i rischi legati alle abbuffate di fake news e i cambiamenti che sono alla base dell’amplificazione del fenomeno stesso. Dopo aver prospettato gli impatti della disintermediazione, degli User Genereted Contents (UCG), degli algoritmi delle piattaforme e della nostra nuova identità di prosumer, ci propone uno stile di vita informativo salutare, indicandoci un metodo per riconoscere la giusta quantità e qualità di informazioni di cui nutrirci, per saper ben sfruttare attività collaterali utili a garantirci un’informazione “accurata”, per soddisfare la nostra fame di conoscenza e aiutarci a collocarci nel reticolo delle mille possibilità di vita che il mondo ci offre.