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di Paolo Ermini

C’era la meglio gioventù al Conventino del Four Seasons a Firenze. Ragazze e ragazzi delle scuole superiori arrivati da tutta l’Italia per la premiazione dei vincitori dei concorsi organizzati dall’Osservatorio Giovani-Editori negli ultimi due anni. Nel 2020 la pandemia impedì ogni cerimonia, così quest’anno l’evento valeva doppio. Studiare, approfondire, capire. Per imparare a scegliere, a formarsi una coscienza critica. E a diventare cittadini maturi e consapevoli. Gli obiettivi che Andrea Ceccherini dette da subito all‘Osservatorio da lui creato ormai molti anni fa insieme con due editori, Cesare Romiti e Andrea Riffeser, sono riecheggiati negli interventi delle studentesse e degli studenti che con i loro insegnanti si sono alternati sul palco.  Giovani emozionati, ma neanche più di tanto: soprattutto sicuri. E orgogliosi del lavoro fatto su tutti i principali aspetti della contemporaneità: dall’energia all’ambiente, alle fake news. Anche con uno straordinario bagno nella storia, per andare a cercare le bufale più o meno nascoste nei capolavori dell‘arte, come il battesimo dell’imperatore Costantino ad opera del Papa Silvestro (riprodotto nella cappella Bardi di Mangona in Santa Croce a Firenze) o la donazione dello stesso Costantino al Pontefice (ritratta nella basilica dei Quattro Santi Coronati a Roma). Pitture che nel Dugento e nel Trecento corrispondevano alle cronache di oggi, e che qualche volta non raccontavano la verità, ma hanno prodotto effetti di lungo periodo (basti pensare al potere temporale della Chiesa). Perché l’importante è acquisire un metodo, la capacità di separare il grano dall’oglio, l’informazione corretta dalla disinformazione. Non è semplice. Non è semplice per nessuno, tanto più in una stagione come quella che stiamo vivendo, caratterizzata da un’esplosione di notizie. E da un dibattito ripetitivo quanto confuso. Un’ottima palestra per i nostri giovani. In tutti i campi, a cominciare dalla comunicazione. Fa bene vedere che ci sono ragazze e ragazzi che hanno capito che per diventare davvero grandi bisogna volerlo. Impegnarsi. E anche durare fatica. Però ne vale la pena.



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