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Ecopreneur

Caterina Bracchi

 

Introduzione

Il concetto di ecopreneur può essere tradotto anche come imprenditore/imprenditoria sostenibile, verde, ecologica o sociale, a seconda della diversa attenzione dedicata agli aspetti non strettamente economici dell’attività d’impresa. 

La figura dell’ecopreneur nasce in parallelo al concetto di sviluppo sostenibile, coniato dalla World Commission on Environment and Development nel rapporto Our Common Future (WCED 1987), e che a partire dagli anni ’80 del secolo scorso ha cominciato a mettere in luce come il miracoloso progresso economico della seconda metà del 1900 non sia andato di pari passo con uno sviluppo altrettanto giusto o equo. Al contrario, nonostante l’incredibile crescita economica del secolo scorso abbia portato importanti miglioramenti nella qualità della vita e nel benessere delle persone, i vantaggi non sono stati equamente distribuiti né a livello geografico, né tantomeno a livello sociale e anzi le esternalità negative, sia a livello sociale che ambientale, hanno comportato un inasprirsi delle disuguaglianze, soprattutto in chiave intergenerazionale. 

È proprio la prospettiva delle generazioni future di poter godere di un ambiente e una società sani la chiave di lettura principale del concetto di sviluppo sostenibile, che attraverso l’integrazione delle preoccupazioni sociali ed ambientali, oltre che di quelle economiche, cerca di promuovere un tipo di sviluppo più attento alle esigenze di tutti e quindi più giusto. In questo quadro ci si è presto resi conto di come l’azione per uno sviluppo più sostenibile debba venire da tutti, non solamente dai governi, ma anzi che il ruolo degli attori privati è di primaria importanza. Secondo molti studiosi e policy maker, in particolare le imprese, quali attori principali dello sviluppo economico, possono fungere da catalizzatori per uno sviluppo che sia nel complesso più sostenibile. 

 

Una definizione chiara e concisa?

Una definizione ampiamente utilizzata è quella proposta da Kirkwood & Walton (2010) e sottolinea come l’ecopreneurnon sia altro che un imprenditore che basa il proprio modello di business sui principi di sostenibilità.

L’idea di fondo del concetto di imprenditoria sostenibile è che l’attenzione dei processi produttivi finora volta principalmente, se non esclusivamente, al profitto economico, abbia portato con sé una serie di conseguenze ambientali (come distruzione degli ecosistemi, inquinamento e cambiamento climatico) e sociali (povertà, rischi per la salute umana, disoccupazione), che a loro volta starebbero portando a sempre più gravi conseguenze economiche e fallimenti di mercato. Il ruolo dell’ecopreneur è quindi quello di saper riconoscere questi fallimenti ed errori, sia economici, che sociali ed ambientali, per tradurli in idee imprenditoriali sostenibili, attraverso innovazione. 

L’imprenditoria sostenibile si basa su di un’attenta analisi e sfruttamento delle possibilità economiche derivanti dal miglioramento delle condizioni sociali ad ambientali che la società contemporanea si trova ad affrontare, rendendole opportunità di business, nel senso tradizionale del termine. In questa tipologia di impresa ciò che cambia è la motivazione e l’obiettivo generale dell’imprenditore, non più focalizzato solamente a massimizzare il profitto per sé e per gli azionisti, ma a massimizzare il valore, sociale, ambientale, e naturalmente economico, derivante dalle attività di impresa. Si tratta quindi di un cambio di paradigma e di business model, che si basa sui principi della sostenibilità e valori etici.

Gli imprenditori che operano in ambito di sostenibilità possono focalizzarsi certo in settori quali conservazione della vita, dell’ambiente e promozione del lavoro, ma possono anche operare nel settore della produzione di prodotti, servizi o processi “più tradizionali”. Ciò che cambia è la natura innovativa di questi prodotti, servizi o processi, il cui obiettivo è appunto quello di generare valore non solo in termini economici, ma anche sociali ed ambientali, eticamente orientato.

 

Tipologie di Imprenditori Sostenibili ed Ecopreneurs (Trabattoni 2021)

Nella lessico comune, così come nella letteratura specialistica, alle volte si tende ad accomunare diverse tipologie di attività imprenditoriale eticamente orientata sotto diversi termini, spesso utilizzati come sinonimi, anche se celano alcune differenze, che è bene sottolineare in questa sede. In breve, il termine imprenditore sostenibile potrebbe essere utilizzato come contenitore principale, in cui racchiudere alcune tipologie più specifiche come imprenditore sociale, imprenditore ambientale o ecopreneur, come rappresentato in Figura 1.

 

 

Figure 1: Sustainable entrepreneurship secondo Young & Tilley (2006), in Trabattoni (2021, p. 1063).

Nel modello in Figura 1 si può vedere come l’obiettivo principale, o mission, di diverse tipologie di imprenditoria aggettivata (sociale, economica, ambientale) possa essere principalmente uno, mentre obiettivo dell’imprenditoria sostenibile dovrebbe essere quello di riuscire a combinare tutti e tre questi aspetti, sociale, economico e ambientale in una unica mission aziendale. 

Una definizione più precisa di ecopreneur può essere allora quella di imprenditoria socialmente motivata, che cerca di risolvere problematiche prevalentemente ambientali, attraverso la trasformazione del sistema entro cui opera (Isaak 1997). L’obiettivo principale è quello di generare valore economico risolvendo le principali problematiche ambientali, attraverso la creazione di nuovi mercati e business model, che si basano su prodotti e servizi innovativi. Alcuni esempi ne possono essere l’educazione e la comunicazione dei valori ambientali, la promozione del riciclo e riutilizzo delle materie prime (si veda sotto l’approfondimento su Economia Circolare), la definizione di nuovi diritti per i beni ambientali comuni da proteggere, ecc… (Trabattoni 2021). In generale, l’ecopreneurship si differenzia dall’imprenditoria sociale in quanto considera come suo primario obiettivo non tanto la salvaguardia e il sostentamento delle comunità umane di riferimento, quanto la protezione e rigenerazione dell’ambiente naturale – anche se in molti casi si può comunque riscontrare in questo tipo di attività un’attenzione particolare ai lavoratori, ma anche alla comunità umana nel suo insieme. 

Queste tipologie vanno quindi certo studiate e analizzate con interesse, ma i dati sulle imprese sostenibili dimostrano sempre di più come sia difficile (e alle volte anche poco utile) creare delle definizioni nette e delle linee di demarcazione troppo rigide tra una tipologia e un’altra. Sono utili riferimenti, da non considerare però come valori assoluti, soprattutto se si pensa che inevitabilmente un miglioramento delle condizioni dell’ambiente e della biodiversità è un miglioramento per il benessere della salute umana e della società in generale. 

 

Approfondimento: Ecopreneurs e Circular Economy

Un ambito di particolare interesse per le imprese e gli imprenditori sostenibili è certamente quello della Circular Economy, o economia circolare, che si pone come paradigma produttivo in diretto contrasto con il modello attuale di economia lineare. Il sistema produttivo lineare prevede che si estraggano dalla Terra le materie prime necessarie alla produzione di beni, queste vengano poi trasformate in prodotti, utilizzati per un breve periodo ed infine dismessi come rifiuto. Al contrario, il modello di economia circolare prevede che queste materie e prodotti non divengano mai rifiuto, un po’ come nei processi biologici naturali, per cui ogni materia nel momento in cui ha finito di assolvere alla propria funzione principale, diventa la materia prima per un diverso ciclo. Si pensi all’esempio più semplice delle foglie, che una volta finito di sintetizzare anidride carbonica e ossigeno per la pianta attraverso la fotosintesi, si staccano e cadendo sul suolo non diventano rifiuto, bensì esse possono fungere sia da nutrimento per alcune specie, che andare ad aggiungere materia organica per l’humus e il suolo. In natura tutti i processi sono circolari, obiettivo dell’imprenditore che voglia applicare l’economia circolare alla propria impresa è quello di seguire questa logica, attraverso tre principi che stanno alla base del design di prodotti e processi in un’economia circolare[1]:

-        Eliminare rifiuti e inquinamento;

-        Far circolare prodotti e materie;

-        Rigenerare la natura. 

La logica di fondo di un imprenditore che voglia adottare strategie di economia circolare è quella di disaccoppiare l’attività economica dal consumo ed esaurimento delle risorse naturali, che sono un valore finito. Il tutto nel tentativo di rispondere alle grandi sfide ecologiche del nostro tempo, quali cambiamento climatico, perdita di biodiversità, rifiuti e inquinamento. 

 

Bibliografia

 

Kirkwood, J. & Walton, S. (2010). What motivates ecopreneurs to start businesses?, Int. J. Entrep. Behav. Res., 2010(16), pp. 204–228.

 

Isaak, R. (1997). Globalisation and green entrepreneurship. Greener Management International, pp. 80–90.

 

Trabattoni, A. (2021). Sustainable Entrepreneurship: Definition and Types, in: Filho, W.L., Azul, A.M., Brandli, L., Salvia, A.L. & Wall, T. (2021). Industry, Innovation and Infrastructure, Springer Cham, pp. 1060-1071.



[1] Secondo la Ellen MacArthur Foundation, uno dei think tanks più accreditati al mondo per quanto riguarda ricerca ed educazione in tema di economia circolare. https://ellenmacarthurfoundation.org/topics/circular-economy-introduction/overview