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Educazione Energetica

Caterina Bracchi

 

Partire dai cittadini per la transizione ad un’energia più sostenibile

Il tema dell’energia per la società è centrale, soprattutto in un periodo come quello che stiamo affrontando caratterizzato da diverse crisi che riguardano l’energia come fattore centrale. La sfida del cambiamento climatico, così come la crisi economica derivante dalla pandemia, e soprattutto l’attuale crisi geopolitica scatenata dall’invasione russa in Ucraina, sono tutti elementi che concorrono a porre il tema dell’energia al centro del dibattito quotidiano, colpendo ogni singolo cittadino. Temi di povertà energetica, transizione energetica, sicurezza energetica sono centrali per capire il mondo che ci circonda, ma anche e soprattutto per riuscire ad affrontarlo in un momento di grave difficoltà economica. La sfida della transizione ad un mondo più sostenibile e giusto riguarda tutti, e tutti saranno in grado di affrontarlo e apportare il proprio contributo con le giuste conoscenze. Proprio questo è il tema centrale dell’educazione energetica, ovvero l’alfabetizzazione della popolazione sia ai temi più tecnici e fisici riguardanti l’energia, che a tutto ciò che ne consegue dal punto di vista socio-economico per le scelte negli stili di vita dei singoli. Educare all’energia significa creare consapevolezza nei cittadini del loro enorme potere e responsabilità, sia per riuscire a ridurre il rischio sempre più alto di trovarsi in situazioni di povertà energetica, sia per sostenere la transizione ad una società più sostenibile ed equa. 

“[C]hiunque può apportare il proprio contributo, riuscendo così, collettivamente, a fare veramente la differenza: tale contributo è un utilizzo più efficiente dell’energia” (DG Energia e Trasporti, Commissione Europea 2006, p. 1). Un uso più efficiente dell’energia comporta una riduzione nei consumi, e soprattutto nei costi per questa fondamentale voce di spesa dei cittadini. Ma per poterne fare un uso efficiente è necessario possedere gli strumenti, ed essere messi nella condizione di poter fare scelte consapevoli in un settore di cui, invece, tradizionalmente si sa molto poco. Piccole azioni come la scelta di elettrodomestici più efficienti, un maggiore ricorso al trasporto pubblico, un’attenzione a ridurre gli sprechi evitabili, possono nel loro insieme portare ad un vero e proprio cambiamento collettivo. Per questo è necessario che tutti siano messi nella condizione di poter fare scelte consapevoli. 

 

Come educare? Le diverse iniziative

Sono ormai numerosi gli enti pubblici e privati, le aziende, associazioni ed enti di formazione ad offrire strumenti, sia reperibili online gratuitamente, che attraverso corsi specifici, sui temi dell’educazione energetica e ambientale. Può però essere difficile sia valutare l’attendibilità e l’imparzialità di tali fonti per il privato cittadino, che sviluppare l’interesse per informarsi attraverso una libera iniziativa. A queste opportunità che richiedono quindi la volontà già a monte di informarsi, si stanno via via sommando altre forme di formazione e informazione rivolta ai cittadini. 

Da un lato l’Unione Europea, e i singoli stati membri, stanno ormai da anni mettendo a punto corsi specifici di educazione energetica per le scuole di ogni ordine e grado, con l’obiettivo di formare i cittadini di domani, ma anche di essere in grado di raggiungere attraverso l’educazione impartita a scuola anche le famiglie e la società civile in generale. Questi corsi, oltre a fornire conoscenze generali sulle diverse forme di energia, sono pensati con l’obiettivo di modificare alcuni comportamenti verso una maggiore consapevolezza ed efficienza nell’utilizzo delle fonti di energia. I sistemi didattici utilizzati si basano prevalentemente sull’insegnamento-apprendimento, e utilizzano modelli pedagogici e psicologici. Due strumenti particolarmente rilevanti sono quelli dell’”apprendimento per progetti”, mediante il quale i ragazzi analizzando la situazione sono in grado di fornire risposte e soluzioni elaborate autonomamente; e il metodo psicologico di “pedagogia dell’impegno”, in cui si stimola il soggetto ad assumere responsabilità attraverso una sufficiente conoscenza degli argomenti, così da poter modificare i comportamenti autonomamente (DG Energia e Trasporti, Commissione Europea 2006)[1].

Ma oltre a bambini e ragazzi, che sicuramente avranno in futuro la capacità di assumere decisioni consapevoli rispetto ai comportamenti energetici, la necessità di una transizione energetica in tempi brevi richiede un impegno e maggiore consapevolezza prima di tutto da parte dei consumatori di oggi. L’educazione lungo tutto l’arco della vita, lifelong learning, è un tema di particolare importanza per l’Unione Europea, e viene riconosciuto nella riflessione pedagogica come fattore centrale per la possibilità di una transizione ad un mondo più sostenibile e giusto, che parta dal riconoscere la responsabilità di ogni individuo verso la Terra che abitiamo (Malavasi 2010). Ma l’apprendere per tutta la vita può prendere forme diverse, e proprio per questo motivo si stanno sviluppando alcune iniziative, sia a livello europeo, che nazionale e locale, volte a formare e informare i cittadini, mettendoli nella condizione di effettuare scelte consapevoli. Un esempio di particolare rilievo riguardo l’efficienza energetica degli elettrodomestici, attraverso lo strumento comunitario dell’Energy Label.

 

Energy Label

La legislazione dell'UE in materia di etichettatura energetica ed ecodesign vuole contribuire a migliorare l'efficienza energetica dei prodotti sul mercato dell'UE e a informare i cittadini nel momento della scelta dei prodotti. L’ecodesign stabilisce norme minime a livello europeo per eliminare dal mercato i prodotti meno performanti. Le etichette energetiche (Energy Label) forniscono un'indicazione ai consumatori circa l’efficienzaenergetica dei prodotti che devono acquistare. Queste iniziative, nel loro insieme, dovrebbero contribuire a farrisparmiare sulle bollette energetiche e a ridurre le emissioni di gas serra in tutta l'UE. Si stima che la legislazione UE sull’Energy Label consentirà un risparmio energetico di circa 230 Mtep (milioni di tonnellate equivalenti di petrolio) entro il 2030. Per i consumatori ciò equivale ad un risparmio medio in bolletta fino a 285 euro all'anno. Inoltre, le misure di efficienza energetica creeranno entrate supplementari pari a 66 miliardi di euro per le imprese europee (https://ec.europa.eu/info/energy-climate-change-environment/standards-tools-and-labels/products-labelling-rules-and-requirements/energy-label-and-ecodesign/about_it). 

Le etichette energetiche sono state introdotte per la prima volta nel 1994, ampliate nel 2004 e aggiornate a partire dal 2021 per una quantità sempre crescente di elettrodomestici. Queste etichette presentano una serie di informazioni relative ai consumi energetici degli elettrodomestici, incentivando da un lato i produttori a sviluppare prodotti che si pongano nelle categorie sempre più alte, e al tempo stesso dando ai consumatori la possibilità di orientare le proprie scelte d’acquisto verso prodotti che, presentando performance migliori e maggiore efficienza energetica, permettano già nel medio termine di risparmiare sulla bolletta elettrica. Di seguito un esempio delle nuove Energy Label, riscalate nel 2021 in base alle nuove e maggiori performance degli elettrodomestici di nuova generazione[2].

RePowerEU e l’impegno richiesto ai cittadini: Educare per risparmiare

Ma se fino ad oggi la transizione ecologica ed energetica sono state viste come un obiettivo a medio-lungo termine, l’attuale crisi geopolitica scatenata dall’invasione russa in Ucraina mette sul tavolo in modo dirompente il tema della sicurezza energetica, una questione che rischia di compromettere la possibilità di fruire di energia per il riscaldamento, gli elettrodomestici e i trasporti, da parte di tutti i cittadini europei già nei prossimi mesi. Per questo motivo l’Unione Europea ha varato lo scorso maggio un piano ambizioso per ridurre la dipendenza energetica dai combustibili fossili russi, “REPowerEU: energia sicura, sostenibile e a prezzi accessibili per l’Europa”. Questo piano si basa principalmente su tre pilastri: diversificare le fonti di approvvigionamento; risparmiare sui consumi; accelerare la transizione verso l’energia pulita. Soprattutto il secondo pilastro, risparmiare energia, prevede una componente molto attiva da parte dei cittadini, che attraverso i loro comportamenti possono veramente fare la differenza. Soprattutto in questo ambito, la Commissione prevede di collaborare con organismi internazionali e nazionali al fine di sostenere “i cittadini con informazioni mirate per consentire loro di effettuare scelte informate e acquisti efficienti sotto il profilo energetico” (https://ec.europa.eu/info/strategy/priorities-2019-2024/european-green-deal/repowereu-affordable-secure-and-sustainable-energy-europe_it#risparmiare-energia), proprio attraverso forme di formazione e informazione che si stanno via via delineando. Un esempio ne è il REPowerEU: Energy savings and energy efficiency factsheet della Commissione Europea (https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/en/fs_22_3137).

 

Bibliografia di riferimento

DG Energia e Trasporti, Commissione Europea (2006). Educazione all’energia. Insegnare ai futuri consumatori di energia. Lussemburgo: Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee.

Gallerani, M., Birbes, C. (a cura di) (2020). L’abitare come progetto, cura e responsabilità. Aspetti epistemologici e progettuali. Bergamo: Zeroseiup.

Malavasi, P. (2008). Pedagogia verde. Educare tra ecologia dell’ambiente ed ecologia umana. Torino: La Scuola.

Malavasi, P. (a cura di)(2010). Progettazione educativa sostenibile. La pedagogia dell’ambiente per lo sviluppo umano integrale. Milano: EDUCatt.



[1] Sui temi, le metodologie e gli strumenti per l’educazione ambientale e alla sostenibilità, si veda in particolare: Malavasi, P. (2008). Pedagogia verde. Educare tra ecologia dell’ambiente ed ecologia umana. Torino: La Scuola; Gallerani, M., Birbes, C. (a cura di) (2020). L’abitare come progetto, cura e responsabilità. Aspetti epistemologici e progettuali. Bergamo: Zeroseiup.

[2] Si veda: European Commission Fact Sheet (2019). New Energy Efficiency Labels Explained. Brussels, https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/en/MEMO_19_1596