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Energy Transition

Caterina Bracchi

 

Introduzione: Cambiamenti climatici e riduzione delle emissioni

Almeno a partire dalla Conferenza delle Nazioni Unite sull'ambiente e lo sviluppo tenutasi a Rio de Janeiro nel 1992, la comunità internazionale ha sviluppato un consenso sulla minaccia rappresentata dai cambiamenti climatici per la società umana e gli ecosistemi naturali. A questo consenso non c'è dubbio che il primo rapporto pubblicato nel 1990 dall'IPCC (Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico –  il principale organismo internazionale per la valutazione dei cambiamenti climatici) abbia fortemente contribuito. Dagli anni '90 del secolo scorso le cose sono cambiate rapidamente, sia dal punto di vista ambientale che socio-politico. Diversi studi hanno ormai dimostrato in modo inconfutabile come il cambiamento climatico, che si esprime in un aumento delle temperature medie globali con diverse conseguenze sul sistema climatico della Terra, sia da imputare principalmente alle attività antropiche, soprattutto a partire dalla rivoluzione industriale che ha comportato un innalzamento delle concentrazioni di anidride carbonica (CO2) e altri gas serra nell’atmosfera. 

Iniziative più recenti e influenti a livello globale, riaffermano con maggiore enfasi la minaccia rappresentata dai cambiamenti climatici, e la necessità, non più posticipabile, di affrontarli attraverso strategie di mitigazione e adattamento. Tra queste iniziative, forse la più importante dal punto di vista dell’energia è da considerare l'Accordo di Parigi dell'UNFCC (2015), un impegno internazionale che mira a limitare l'aumento della temperatura media globale in questo secolo ben al di sotto dei 2°C rispetto ai livelli preindustriali, e possibilmente entro 1,5°C. Perché ciò sia possibile, è necessario un impegno globale volto a ridurre in modo drastico le emissioni di gas climalteranti, come l’anidride carbonica e il metano, attraverso strategie definite di mitigazione. Il 75% delle emissioni a livello globale di gas serra è da attribuire al settore dell’energia, che si basa ancora oggi per l’80% sull’utilizzo di fonti fossili, quali petrolio, carbone e gas naturale (Tagliapietra 2020). Le fonti fossili sono quindi il principale fattore che influenza il cambiamento climatico. Da questi dati non è difficile capire perché il tema dell’energia sia considerato il perno centrale della lotta ai cambiamenti climatici, e che la strategia inevitabile sia quella di una transizione dalle fonti fossili a fonti di energia rinnovabili.  

 

Mitigazione: Fonti fossili e fonti rinnovabili

Esistono due strategie principali per rispondere al cambiamento climatico: mitigazione, ovvero strategie volte a ridurre e contenere il cambiamento; e adattamento, strategie per adeguarsi agli inevitabili effetti di un clima che cambia. Le azioni volte a ridurre le concentrazioni di anidride carbonica nell’atmosfera fanno parte delle strategie di mitigazione, e tra queste un ruolo centrale ha la c.d. transizione energetica. 

Per transizione energetica si intende il passaggio da un’economia basata sull’utilizzo di fonti fossili e non rinnovabili ad una basata sull’utilizzo di energia rinnovabile, aumentando l’elettrificazione dei consumi, e al contempo migliorando l’efficienza energetica, così da ridurre il più possibile l’immissione di CO2 da attività antropiche nell’atmosfera. In breve, si tratta di decarbonizzare l’economia il più possibile, nel minor tempo possibile, ovvero disaccopiare la crescita economica dall’intensità di utilizzo di energia. In base al ruolo centrale dell’energia per le emissioni di gas serra, centrale per la decarbonizzazione è la transizione a fonti di energia più sostenibili e meno inquinanti.

Tra le fonti di energia rinnovabili ormai conosciute e sempre più utilizzate, anche in base alla disponibilità di queste fonti nei diversi paesi, si possono individuare: 

-       energia solare, che si basa sull’utilizzo dell’energia del sole per produrre elettricità;

-       energia eolica, che sfrutta la potenza del vento; 

-       energia idroelettrica, attraverso l’uso dell’energia prodotta dall’acqua; 

-       bioenergia, derivata da biomasse quali legno, rifiuti animali e solidi urbani, biocarburanti e biogas; 

-       energia geotermica, che utilizza il calore della Terra; 

-       energia oceanica, che sfrutta l’energia prodotta dal moto ondoso e dalle maree.

L’appellativo di energie rinnovabili deriva dal fatto che esse sfruttano energia derivante da processi naturali che si rinnovano e rigenerano continuamente, e che non si esauriscono come invece i combustibili fossili. Soprattutto, trattandosi di processi che avvengono naturalmente, e che non prevedono combustione, il rilascio di CO2 derivante dalla produzione di questo tipo di energia è minimo.

Se storicamente, prima della scoperta dei combustibili fossili, queste fonti di energia venivano già ampiamente utilizzate, è soprattutto a partire dall’inizio degli anni 2000 che si può notare un nuovo incremento nell’utilizzo delle fonti rinnovabili, dovuto ad un mix di efficientamento nella tecnologia, con una conseguente riduzione dei costi, e ad una serie di policy governative che mirano ad incentivare l’utilizzo di queste fonti rispetto alle fossili. Si pensi che negli ultimi 10 anni il costo dell’eolico (livellato, cioè che indica il prezzo dell’energia in base al costo della sua produzione) è diminuito del 70%, e addirittura del 90% quello del solare-fotovoltaico (Tagliapietra 2020). 

 

 

Figure 1: Costo dell'elettricità generata da diverse fonti 2009-2018. Fonte: Tagliapietra 2020.

Oltre all’impegno in risposta ai cambiamenti climatici derivante dall’Accordo di Parigi, le politiche governative di diversi paesi negli ultimi anni hanno cercato di incentivare sempre più le energie rinnovabili anche per ridurre l’inquinamento atmosferico, promuovere politiche industriali rivolte a tecnologie più sostenibili, e non da ultimo garantire la sicurezza energetica – tema che negli ultimi mesi si è fatto largo nei dibattito pubblico in conseguenza dell’invasione russa dell’Ucraina. Vale la pena vedere nel dettaglio come l’Unione Europea, e il nostro paese, si stiano muovendo in questa direzione. 

 

Quali strategie e policy? European Green Deal, PNRR, RePowerEU

L’IPCC ci dice con sempre maggiore enfasi che ci rimane poco tempo per poter arginare (e quindi mitigare) gli effetti dei cambiamenti climatici, ponendo il 2050 come riferimento per la neutralità climatica, ovvero zero emissioni nette di gas a effetto serra – cambiamenti climatici che comunque sono ormai in atto, e le cui conseguenze si protrarranno per i prossimi secoli. Per poter quindi attuare una transizione energetica efficace è indispensabile l’intervento di politiche governative, atte a favorire la diffusione delle energie rinnovabili nei diversi settori, e al contempo ridurre la dipendenza da fonti fossili. In questo campo l’Unione Europea ha sicuramente giocato un ruolo fondamentale a livello globale negli ultimi anni, detenendo il primato mondiale per le sovvenzioni al settore dell’elettricità ottenuta da fonti rinnovabili. Ma oltre al passaggio a energie rinnovabili, la transizione necessita di un contemporaneo aumento dell’efficienza energetica, ovvero la riduzione della quantità di unità di energia necessaria per produrre ricchezza. Anche in questo caso, si tratta di interventi infrastrutturali che necessitano del ruolo del settore pubblico per incentivare investimenti, sia nella ricerca di soluzioni a più basso consumo, che nell’efficientamento del patrimonio tecnologico, industriale ma anche, e soprattutto, immobiliare dei singoli cittadini, per far sì che tutti possano dotarsi degli strumenti per ridurre i consumi energetici. In questo, anche l’educazione energetica gioca un ruolo fondamentale. 

La Commissione Europea presieduta da Ursula von der Leyen ha adottato nel 2019 il Green Deal europeo, un piano che prevede di raggiungere la neutralità climatica sul continente europeo entro il 2050, attraverso ambiziose azioni di riduzione delle emissioni, a partire dal settore energetico. Azioni che non si limitano alle politiche energetiche, ma che anzi riguardano tutte le sfere della politica europea, e di conseguenza nazionali dei singoli stati membri, per facilitare il processo di transizione ad un’economia verde e al contempo equa. In questo quadro si pongono poi gli aiuti varati in risposta alla pandemia attraverso il NextGenerationEU (2020), che sono diventati un volano per spingere ulteriormente la transizione, attraverso finanziamenti senza precedenti agli stati membri. In Italia ciò si è tradotto nell’adozione del PNRR – Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (2021), in cui si delinea la strategia italiana per la transizione ecologica ed energetica, a partire dalla Missione 2 “Rivoluzione verde e transizione ecologica”, soprattutto nella sua Componente 2 “Energia rinnovabile, idrogeno, rete e mobilità sostenibile”. Ultimo, solo cronologicamente, è il piano strategico RePowerEU (2022), in risposta alla crisi geopolitica scatenata dall’invasione russa in Ucraina, attraverso cui l’Unione Europea vuole spingere ulteriormente verso la sicurezza energetica – messa a rischio dalle sanzioni alla Russia –, attraverso la diversificazione delle fonti di approvvigionamento energetico e un’ulteriore accelerazione nel settore delle energie rinnovabili. 

 

 

Bibliografia di riferimento

European Commission (2019). COM/2019/640 final. COMMUNICATION FROM THE COMMISSION TO THE EUROPEAN PARLIAMENT, THE EUROPEAN COUNCIL, THE COUNCIL, THE EUROPEAN ECONOMIC AND SOCIAL COMMITTEE AND THE COMMITTEE OF THE REGIONS The European Green Deal.

European Commission (2020). COM/2020/442 final. COMMUNICATION FROM THE COMMISSION TO THE EUROPEAN PARLIAMENT, THE EUROPEAN COUNCIL, THE COUNCIL, THE EUROPEAN ECONOMIC AND SOCIAL COMMITTEE AND THE COMMITTEE OF THE REGIONS The EU budget powering the recovery plan for Europe.

European Commission (2022). COM/2022/230 final. COMMUNICATION FROM THE COMMISSION TO THE EUROPEAN PARLIAMENT, THE EUROPEAN COUNCIL, THE COUNCIL, THE EUROPEAN ECONOMIC AND SOCIAL COMMITTEE AND THE COMMITTEE OF THE REGIONS REPowerEU Plan.

Governo Italiano (2021) PNRR. Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

Tagliapietra, S. (2020). L’energia del mondo. Geopolitica, sostenibilità, Green New Deal. Bologna: il Mulino.