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Povertà Energetica

Caterina Bracchi

 

Introduzione: Le nuove crisi energetiche

L’energia è alla base dello sviluppo delle società, tanto da essere considerata da molti studiosi in diversi ambiti di ricerca il fattore centrale che ne determina il grado di progresso (Magnani 2018). Le grandi rivoluzioni energetiche hanno portato nei secoli scorsi ad importanti balzi in avanti nell’evoluzione delle società umane. Fino ad arrivare all’introduzione dei combustibili fossili, carbone, gas e petrolio e loro derivati, che hanno permesso un ineguagliato progresso in tutti gli ambiti della vita umana, soprattutto a partire dal secolo scorso. Essi contribuiscono ancora oggi a circa l’80% dell’approvvigionamento energetico a livello mondiale. Ma a cosa serve tutta questa energia? Prima fra tutti all’industria, secondo per i trasporti e terzo per il settore residenziale (che rappresenta il 22% del consumo energetico totale) (Tagliapietra 2020). 

Proprio questi due ultimi ambiti sono quelli che riguardano più da vicino i singoli cittadini, che necessitano di fonti energetiche per potersi spostare (sia con mezzi privati che pubblici), e soprattutto per assicurarsi di vivere in un ambiente salubre tra le mura domestiche – attraverso il riscaldamento, l’utilizzo degli elettrodomestici e la disponibilità di fonti di energia sicure per la preparazione e cottura dei cibi. Ma la possibilità di accesso a queste fonti primarie e necessarie di energia è oggi sempre meno scontata. Da un lato il cambiamento climatico impone l’enorme sfida globale di una transizione a fonti di energia più sostenibili – si vedano energie rinnovabili – in un tempo breve; dall’altro l’instabilità geopolitica del periodo storico sta mettendo sempre più al centro degli equilibri globali il tema dell’energia e delle fonti di approvvigionamento dei combustibili fossili. Non da ultimo, e anzi forse la questione più immediata per le famiglie, una crisi economica che, ad alti e bassi, e per diversi motivi, si protrae da lungo tempo, imponendo scelte drastiche nella gestione delle voci di spesa. È in questo contesto che si pone il tema, purtroppo sempre più sentito, della povertà energetica.

 

Definizioni e modelli interpretativi della povertà energetica

La povertà energetica è definita dalla Commissione Europea “Una situazione nella quale una famiglia o un individuo non sia in grado di pagare i servizi energetici primari (riscaldamento, raffreddamento, illuminazione, spostamento e corrente) necessari per garantire un tenore di vita dignitoso, a causa di una combinazione di basso reddito, spesa per l’energia elevata e bassa efficienza energetica nelle proprie case” (European Commission 2016). Quello che si pensa possa essere un fenomeno che riguarda soprattutto i paesi in via di sviluppo, dove l’infrastruttura nazionale può avere ancora grosse difficoltà a connettere alla rete energetica primaria tutte le case, in realtà è una questione globale. Solo in Europa si stima che 1 cittadino su 10 sia colpito da povertà energetica, o perché impossibilitato a riscaldare/raffreddare l’abitazione; o perché in difficoltà nel pagare le bollette; o perché non ha accesso ai mezzi di trasporto, pubblici o privati.

I fattori che provocano situazioni individuali e familiari di povertà energetica possono essere multipli, il che la rende un fenomeno particolarmente complesso da riconoscere, e di conseguenza da affrontare. Questi fattori possono essere dovuti al contesto, come l’area geografica, clima, infrastrutture disponibili, ma anche – e soprattutto in questo momento – la situazione geopolitica e le fonti di approvvigionamento nazionali; ma si può trattare anche di fattori individuali come l’età, lo stato di salute, la condizione lavorativa, o altri indicatori socio-economici. In generale, il concetto di povertà energetica è strettamente connesso a quello di vulnerabilità. Il modello sviluppato dall’Energy Poverty Advisory Hub della Commissione Europea sottolinea in particolare tre cause principali interrelate della povertà energetica: bassi livelli di reddito; scarsa efficienza energetica degli edifici; e alti prezzi dell’energia.

Così come le cause, anche gli effetti della povertà energetica possono variare ampiamente tra i soggetti colpiti. Principalmente si tratta di una stretta relazione con lo stato di salute, che può risentire di diverse problematiche legate alla povertà energetica, come tutte le patologie legate all’impossibilità di riscaldare e/o raffreddare adeguatamente la propria abitazione; ma si può trattare anche di patologie cardio-respiratorie legate, ad esempio, all’utilizzo di combustibili pericolosi utilizzati per cucinare. In particolare nei bambini si è inoltre notata una stretta correlazione tra povertà energetica e difficoltà ad accedere all’educazione, sia per uno stato di salute più instabile, che per la difficoltà a spostarsi verso i luoghi di istruzione. 

 

Iniziative di policy

Il tema dell’energia e della transizione a fonti di energia rinnovabili è sempre più al centro del dibattitto internazionale. In particolare a partire dall’Accordo di Parigi del 2015, che prevede l’impegno dei paesi firmatari a ridurre drasticamente le emissioni di gas climalteranti entro il 2050, sempre più paesi stanno adottando iniziative volte alla transizione energetica per ridurre le emissioni. Tra queste, la Commissione Europea ha adottato nel 2019 lo European Green Deal, un pacchetto ambizioso volto alla decarbonizzazione dell’economia, con particolare riferimento al settore dell’energia, che rappresenta il 75% delle emissioni climalteranti dell’Unione Europea. Il tema della sicurezza energetica è strettamente collegato a quello della giustizia energetica, e quindi uno degli obiettivi principali è quello di assicurare energia pulita in modo equo, con un attenzione particolare ai 34 milioni di persone che soffrono di povertà energetica all’interno dell’Unione. L’emergenza sanitaria del Covid, con la conseguente crisi economica, non hanno fatto che esacerbare una situazione già difficile per molte famiglie, e anche in questo caso la Commissione ha deciso di intervenire con il pacchetto di aiuti NextGenerationEU, volto a finanziare e accelerare la transizione a fonti di energia sostenibile e giusta. Ancor più di recente, a causa dell’invasione russa dell’Ucraina, il tema della dipendenza energetica da fonti fossili acquistate dalla Russia ha messo in evidenza la necessità di garantire ai cittadini europei fonti energetiche sicure e pulite, per evitare di creare una situazione di generalizzata povertà energetica dovuta all’incontrollato aumento dei prezzi dei combustibili fossili. A tal fine la Commissione ha varato il piano “REPowerEU: Energia pulita, sostenibile e a prezzi accessibili per l’Europa” per rendere i paesi europei indipendenti dai combustibili fossili russi ben prima del 2030, stabilendo una serie di misure per ridurre rapidamente la dipendenza dai combustibili fossili russi e accelerare la transizione verde, aumentando nel contempo la resilienza del sistema energetico dell'UE (https://ec.europa.eu/info/strategy/priorities-2019-2024/european-green-deal/repowereu-affordable-secure-and-sustainable-energy-europe_it).

In questo quadro è stato poi istituito, in particolare sul tema della povertà energetica, lo EU Energy Poverty Observatory, uno strumento il cui obiettivo è informare ed educare ai temi della povertà energetica, con un’attenzione particolare agli amministratori locali, quali soggetti che più direttamente possono riconoscere e agire direttamente sul tema. Questa iniziativa dell’Unione ha lo scopo di eradicare la povertà energetica, accelerando la just transition nei governi locali (https://energy-poverty.ec.europa.eu/about-us_en). La Commissione europea ha poi emesso la Raccomandazione 2020/1563 del 14 ottobre 2020 sulla povertà energetica, proponendo azioni per gli Stati membri per alleviare la povertà energetica, nonché la proposta di raccomandazione da parte del Consiglio COM(2021) 801 del 14 dicembre 2021 sull'assicurare un'equa transizione verso la neutralità climatica, nell’ambito del pacchetto “Realizzare il Green Deal Europeo” presentato a luglio 2021. La Commissione ha inoltre già adottato una comunicazione sulla lotta all'aumento dei prezzi dell'energia, che mette in evidenza gli elementi chiave per mitigare la povertà energetica e affrontare l'impatto immediato dei recenti aumenti dei prezzi.

 

 

Bibliografia di riferimento

Energy Poverty Advisory Hub (2022). Introduction to the Energy Poverty Advisory Hub (EPAH) Handbooks: A Guide to Understanding and Addressing Energy Poverty. Brussels: European Commission.

European Commission (2016). 8th Meeting of the Citizens’ Energy Forum. London 

European Commission (2019). COM/2019/640 final. COMMUNICATION FROM THE COMMISSION TO THE EUROPEAN PARLIAMENT, THE EUROPEAN COUNCIL, THE COUNCIL, THE EUROPEAN ECONOMIC AND SOCIAL COMMITTEE AND THE COMMITTEE OF THE REGIONS The European Green Deal.

European Commission (2020). RACCOMANDAZIONE (UE) 2020/1563 DELLA COMMISSIONE del 14 ottobre 2020 sulla povertà energetica.

European Commission (2021). COM/2021/801 final. Proposal for a COUNCIL RECOMMENDATION on ensuring a fair transition towards climate neutrality.

Magnani, N. (2018). Transizione energetica e società. Temi e prospettive di analisi sociologica. Milano:FrancoAngeli.

Tagliapietra, S. (2020). L’energia del mondo. Geopolitica, sostenibilità, Green New Deal. Bologna: il Mulino.