imagi//osservatorionline.it/media/2021/09/Logo Tribuna.png

header

Produzione e consumo responsabili

Marco Tortora

Presidente Associazione FAIR

 

Secondo le Nazioni Unite, a livello globale l’impronta ecologica (ecological footprint) cresce a un ritmo maggiore del PIL. L'impronta materiale pro capite nei paesi ad alto reddito è del 60% superiore a quella dei paesi a reddito medio-alto e oltre 13 volte il livello dei paesi a basso reddito (Forum for the Future, 2022). 

Secondo il Global Footprint Network, nel 2021 l’Italia ha continuato a consumare più risorse di quante ne possa rigenerare. 

Nonostante le evidenti possibilità di miglioramento, data anche la difficile situazione socio-economica mondiale degli ultimi due anni, l’Italia si è comportata meglio della media mondiale anticipando l’Overshoot Day di due mesi (anticipando dal 29 luglio - giornata media mondiale - al 13 maggio per l’Italia). Tra le aree dove l’Italia ha registrato buone performance di crescita sostenibile rientrano la circolarità della materia e il riciclo dei rifiuti (ASviS, 2021).

Un contributo importante al raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda 2030 e, nello specifico del SDG12, è dato certamente dalle buone pratiche di produzione e consumo che aziende, famiglie e persone possono attuare. 

Il ruolo delle persone e della popolazione in generale diventa allora fattore chiave di sviluppo sostenibile. Il consumo e la produzione responsabili di cibo e beni devono andare di pari passo con le misure che governi e imprese possono intraprendere per ridurre gli impatti negativi sul capitale naturale e sulle persone stesse. 

Il numero della popolazione che soffre a seguito di scelte sbagliate , siano esse politiche , economiche e ambientali , è elevato. Basti pensare che il numero di persone in fuga da situazione di povertà potrebbe far aumentare l'uso medio delle risorse pro capite nel 2050 di un livello del 71% superiore a quello attuale (Forum for the Future, 2022). 

 

I Target del Goal 12 “Produzione e consumo responsabili”

Come possono Governi, imprese, enti e persone contribuire agli Obiettivi dell’Agenda 2030 e nello specifico del Goal 12 su produzione e consumo responsabili? L’Unione Europea e l’Italia grazie a politiche e scelte ad hoc stanno proseguendo nel loro percorso di sostenibilità (Next Generation EU, PNRR, Fitfor55, ecc.). 

Prima di vedere nel dettaglio i risultati raggiunti e le possibili aree di miglioramento, si riportano qui i Target per il Goal 12 , che servono a monitorare il proprio contributo in termini di creazione di impatti positivi o riduzione di quelli negativi.

Tali Target dovranno essere considerati nel momento della scelta del tema da sviluppare e per le quali rimandiamo ai seguenti paragrafi. 

12.1 Dare attuazione al quadro decennale di programmi sul consumo e la produzione sostenibile, con la collaborazione di tutti i paesi e con l’iniziativa dei paesi sviluppati, tenendo conto del grado di sviluppo e delle capacità dei paesi in via di sviluppo

12.2 Entro il 2030, raggiungere la gestione sostenibile e l'uso efficiente delle risorse naturali

12.3 Entro il 2030, dimezzare lo spreco pro capite globale di rifiuti alimentari nella vendita al dettaglio e dei consumatori e ridurre le perdite di cibo lungo le filiere di produzione e fornitura, comprese le perdite post-raccolto

12.4 Entro il 2020, ottenere la gestione ecocompatibile di sostanze chimiche e di tutti i rifiuti in tutto il loro ciclo di vita, in accordo con i quadri internazionali concordati, e ridurre significativamente il loro rilascio in aria, acqua e suolo, al fine di minimizzare i loro effetti negativi sulla salute umana e l'ambiente

12.5 Entro il 2030, ridurre in modo sostanziale la produzione di rifiuti attraverso la prevenzione, la riduzione, il riciclaggio e il riutilizzo

12.6 Incoraggiare le imprese, soprattutto le aziende di grandi dimensioni e transnazionali, ad adottare pratiche sostenibili e integrare le informazioni sulla sostenibilità nelle loro relazioni periodiche

12.7 Promuovere pratiche in materia di appalti pubblici che siano sostenibili, in accordo con le politiche e le priorità nazionali

12.8 Entro il 2030, fare in modo che le persone abbiano in tutto il mondo le informazioni rilevanti e la consapevolezza in tema di sviluppo sostenibile e stili di vita in armonia con la natura

12.a Sostenere i paesi in via di sviluppo a rafforzare la loro capacità scientifica e tecnologica in modo da andare verso modelli più sostenibili di consumo e di produzione

12.b Sviluppare e applicare strumenti per monitorare gli impatti di sviluppo sostenibile per il turismo sostenibile, che crei posti di lavoro e promuova la cultura e i prodotti locali

12.c Razionalizzare i sussidi ai combustibili fossili inefficienti che incoraggiano lo spreco, eliminando le distorsioni del mercato, a seconda delle circostanze nazionali, anche attraverso la ristrutturazione fiscale e la graduale eliminazione di quelle sovvenzioni dannose, ove esistenti, in modo da riflettere il loro impatto ambientale, tenendo pienamente conto delle esigenze specifiche e delle condizioni dei paesi in via di sviluppo e riducendo al minimo i possibili effetti negativi sul loro sviluppo in un modo che protegga le comunità povere e quelle colpite.

 

 L’Europa e il Goal 12 “Produzione e consumo responsabili” 

Secondo gli obiettivi dell’Agenda 2030 e in particolare del Goal 12 e dei suoi Target, l’Unione Europea conferma il buon andamento degli ultimi anni. Il Rapporto ASviS (2021) riporta che, a livello europeo, l’indice composito relativo al Goal 12 “Produzione e consumo responsabili” è migliorato nel corso degli ultimi dieci anni rilevati (2010-2019). Le aree che hanno riportato un miglioramento significativo secondo gli indici utilizzati sono l’area del riciclo dei rifiuti urbani ( dal 38% nel 2010 al 47,7% nel 2019) e l’area della mobilità elettrica (quota di auto elettriche nel 2019 pari a 264,3 auto ogni 100mila). Tra le aree per cui si spera in un prossimo miglioramento, data la rilevazione negativa, vi è la produzione di rifiuti che registra un +5,8% (1.829kg pro-capite, dati 2018).

 

L’Italia e il Goal 12

Secondo il rapporto ASVIS (2021), negli ultimi dieci anni monitorati (2010-2019) , l’indicatore composito per il sistema paese Italia è migliorato nonostante vi siano aree di auspicabile miglioramento. In particolare il miglioramento è dovuto all’efficienza nell’uso delle risorse spiegati dalla riduzione dei consumi di due indicatori chiave quali il consumo di materiale interno (-30% dal 2010 al 2019) per unità di PIL) e il consumo di materia pro capite (-30,4%). A questi dati positivi si aggiungano i miglioramenti negli indici relativi al recupero di materiale, in particolare alla raccolta differenziata (+26%) e materiale recuperato e reimmesso in circolo nel sistema produttivo (+8%). Tanto resta comunque da fare. Basta infatti guardare a un altro indice come la quantità di rifiuti urbani prodotti a livello pro-capite (+2,5%) - più o meno nello stesso periodo (2013-2019) - per osservare come l’impatto dei singoli cittadini possa migliorare 

 

Possibili idee sul Goal 12 “Produzione e consumo responsabili”

  • Per settore come la Moda o il Cibo, supportare le buone pratiche di consumo responsabile supportando le produzioni e i mercati sostenibili (anche con l’uso delle certificazioni verdi), spingendo i soggetti ad adottare comportamenti virtuosi ed evitando il greenwashing
  • Promuovere l’uso efficiente delle risorse naturali (energia verde, acqua) a casa e nella propria comunità (es. scuola)
  • Estendere la vita dei prodotti che si usano il più possibile (cellulari, computer, abiti, ecc.) trattando con cura, riparandoli o scambiandoli e vendendoli sul mercato dell'usato anche attraverso piattaforme online (web e app) specializzate 
  • Contrastare lo spreco alimentare partendo dalle buone abitudini a casa e a scuola, tenendo conto anche delle persone che non hanno più o meno accesso al cibo anche a seguito della crisi socio-economica prodotta dalla pandemia e dal caro prezzi
  • Scegliere con il cuore per le persone e l’ambiente , votando con il portafoglio: premiare quelle aziende di produzione e servizio che mettono al centro della loro attività il benessere delle persone e dell’ambiente
  • Crescere nella cultura finanziaria personale, premiando le aziende del settore che investono in attività etiche
  • Alcuni settori o aree da considerare: moda, agricoltura e filiere corte, educazione finanziaria, uso delle risorse come suolo e acqua, artigianato e produzioni locali, rifiuti e riciclaggio, energie rinnovabili, plastica, inquinamento aria e acqua, sport e turismo, eventi, terzo settore (associazionismo, cooperative, ecc.)