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giovedì, 03 Luglio 2014 La scuola come un ascensore sociale

Secondo una ricerca del Censis è un ascensore che tende soltanto a scendere

Una delle ultime ricerche del Censis ha mostrato dati piuttosto allarmanti su una scuola sempre in declino e un grado di sfiducia degli italiani nei suoi confronti (dall’asilo all’università) molto elevato. Un tempo chi studiava lo faceva per avere maggiori opportunità occupazionali ma oggi la scuola sta sempre più perdendo questa prerogativa. La scuola oggi è vista addirittura come un qualcosa di inutile perché a prescindere da quanto si è studiato si lavora o meno e in alcuni  casi, paradossalmente, le possibilità di impiego possono aumentare se si è studiato meno, dal momento che i lavori non qualificati, oggigiorno, sono gli unici che nonostante la crisi continuano a garantire opportunità di impiego. Questa situazione ha portato all’impiego di diplomati o laureati per lavori non qualificati: di fatto un diplomato su tre fa un lavoro dequalificato rispetto al suo titolo di studio e la percentuale sale a quasi al 37% se gli interessati sono laureati.

La scuola in passato rappresentava un ascensore sociale che permetteva, nella maggior parte dei casi, di salire nella scala sociale. Oggi solo il 16,4% dei nati tra il 1980 e il 1984 è riuscito a salire nella scala sociale (rispetto a quella che era la condizione della sua famiglia); un 29,5% è invece sceso sotto il livello di partenza: l’ascensore ha quindi cominciato una disastrosa discesa. Alla luce di ciò il calo dei laureati è assolutamente in linea con la situazione. In calo anche le immatricolazioni ai corsi di laurea  e gli abbandoni scolastici. Nel corso dell’ultimo anno scolastico si è perso, nell’arco di un quinquennio, il 27,9% degli studenti «in formazione», all’ incirca 164mila giovani. Ad abbandonare gli studi sono soprattutto i ragazzi provenienti dalle famiglie svantaggiate. L’abbandono scolastico tra i figli dei laureati è un fenomeno marginale (riguarda solo il 2,9%), ma sale al 7,8% tra i figli dei diplomati, e interessa quasi uno studente su tre (il 27,7%) se i genitori hanno frequentato solo la scuola dell’obbligo. In generale si parla di una sfiducia nel sistema scolastico che comincia già dall’asilo: solo il 55% dei comuni ha attivato servizi per l’infanzia soddisfacendo così solo il 13,5% dell’utenza. 

Fonte corriere.it



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