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martedì, 07 Luglio 2015 Quali sono, nel resto d’Europa, le alternative all’esame di maturità?

Lo rivela una nuova ricerca che mette in dubbio anche la reale utilità dell’esame di maturità

In Italia l’esame di Maturità è considerato il momento di svolta in cui lo studente abbandona il tempo della scuola ed entra di diritto nella vita adulta. Negli altri paesi europei l’esame finale non ha la stessa importanza che ha di fatto in Italia. Lo rivela skuola.net che sottolinea anche quanto l’esame di maturità continui ad essere considerato necessario per valutare gli studenti, nonostante il costo elevato per lo Stato e le famiglie, e lo stress per molti ragazzi. Parlando di esame di maturità si parla anche di superamento dell’esame finale per quasi tutti gli esaminandi: la percentuale dei bocciati è ferma all’1%. I dati del Miur sulla maturità 2014 parlano di 99,2% di studenti che hanno superato l’esame, tra questi oltre 3000 mila con la lode. Nell’ultimo anno sono anche aumentate le votazioni fra 71 e 80 (dal 28,4% del 2013 al 28,5% di quest’anno) e fra 81 e 90 (dal 17,9% al 18,1%). Una vera e propria selezione viene fatta soprattutto durante gli scrutini finali, dove le percentuali dei non ammessi superano di gran lunga quelli di chi viene respinto durante la maturità.

La ricerca di Skuola.net evidenzia come la pressione psicologica vissuta degli studenti, nel sostenere un esame che si rivela così poco selettivo, è molto alta. Su 1500 maturandi è emerso che 9 studenti su 10 con l’avvicinarsi dell’esame sono più irritabili, e 4 su 5 riscontrano dei forti sbalzi d’umore. Sette su 10 invece riscontrano dei disturbi nell’alimentazione a ridosso della data d’esame. Per non parlare poi della spesa che viene affrontata sia dallo Stato che dalle famiglie (per la preparazione dello studente). Gli altri paesi europei dimostrano che un’alternativa è possibile. In Gran Bretagna alla fine della scuola secondaria gli studenti conseguono il GCSE (General Certificate of Secondary Education), che si ottiene con un esame in cui sono i ragazzi a scegliere da tre a quattro materie in cui essere interrogati, su argomenti determinanti per la scelta successiva degli studi universitari. Nei Paesi Bassi l’esame per terminare gli studi superiori è una formalità che tiene conto del percorso scolastico, e consiste nella somma degli esami svolti nel periodo dell’ultimo anno di istruzione. In Francia invece dopo i quattro anni di liceo si arriva a conseguire il «baccalaureat»: un esame scritto anonimo con prove nazionali, un esame che può spaventare ma che viene superato dall’80% degli studenti. 

Fonte lastampa.it



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