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martedì, 28 Giugno 2016 Cinque lettere, ABCDE, per voti meno “diseducativi e inutili”

Alle elementari e alle medie basta con i voti “numero”: tornano le lettere dall'a.s. 2017-2018

Un ritorno al passato anche se dal Ministero dell’Istruzione preannunciano una formula del tutto innovativa. La pagella con tutti i voti numerici, a cui ormai i bambini delle scuole primarie e i ragazzi delle scuole medie erano abituati dal 2009, è destinata a sparire. Si torna alle lettere, da molti considerate più “eque e meno limitanti”: A-B-C-D-E, cinque gradi di giudizio per valutare gli studenti e assegnare loro un punteggio qualitativo dopo aver constatato se hanno o meno raggiunto gli obiettivi fissati dal ciclo di studi. La novità è inserita in uno dei disegni di legge delega che il governo sta preparando sulla base delle indicazioni contenute nella legge 107, la riforma della scuola varata a luglio dello scorso anno. Il tutto dovrebbe essere approvato entro l’estate, per entrare in vigore a partire dall’anno scolastico, 2017-2018.  Perché questo ritorno al passato? Per uscire dalla logica della scuola-calcolatrice, per limitare le ansie della corsa al voto e tornare all’idea che il successo scolastico sia un percorso, e non una media delle performance. “Così restituiamo alla scuola primaria il compito di mettere bambine e bambini agli stessi nastri di partenza- spiega la senatrice Francesca Puglisi, che sta seguendo l’iter - Misurare con un numero la gioia di apprendere di un bambino è come misurare il cielo con un righello”.

Era stata la riforma Gelmini a reintrodurre la valutazione numerica nella scuola primaria e secondaria di primo grado, un metodo che era stato abbandonato nel 1977: in realtà secondo quella legge i docenti dovrebbero esprimere il proprio giudizio in voti solo per la pagella intermedia e quella finale, lasciando spazio a giudizi più articolati nel corso dell’anno per compiti, interrogazioni e elaborazioni di bambini e ragazzi. Il voto è diventato però uno strumento semplice e matematicamente ineccepibile per classificare lo studente che, alla fine dell’anno, non può che constatare che il giudizio complessivo sulla sua preparazione è la media dei voti ottenuti. “Ed è proprio questo che deve cambiare – a detta gli esperti che stanno lavorando al tavolo ministeriale per mettere a punto il provvedimento - la valutazione in lettere esprime il concetto di evoluzione delle competenze e delle conoscenze, mentre il voto fotografa in maniera statica una situazione».

In una circolare diramata a febbraio dello scorso anno per sperimentare “nuovi modelli di certificazione delle competenze”, si invitava i docenti ad adottare nuove pratiche per misurare problem solving e abilità, atteggiamenti ed emozioni, potenzialità, stile di vita. Questo nuovo provvedimento va anche oltre: guida e introduce un sistema di valutazione che, soprattutto per i bambini più piccoli, dovrebbe spingerli e motivarli a migliorarsi, individuando punti di forza e di debolezza, senza lo stress del voto, inteso quasi come una competizione. Un’altra novità dovrebbe essere compresa nel provvedimento: l’abolizione della bocciatura alle elementari, considerata “inutile e dannosa”, sempre secondo quanto riportato dagli esperti del Miur.

Fonte corriere.it

 



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