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mercoledì, 17 Luglio 2019 Maturità: quando il voto delude

Quando il voto delude non si può che pensare che d'ora in poi si potrà solo migliorare!

All'interno della sezione "Scuola" dell'edizione online del Corriere della Sera qualche giorno fa è stato pubblicato un articolo, firmato da Paolo Fallai, che riporta una serie di consigli per superare la delusione del voto. Le aspettative prima dell'esame di Maturità sono sempre molto alte poi complice la media matematica, la tensione o semplicemte il caso, non sempre le cose vanno come ci si era auspicati. 

L'espressione incredula di molti ragazzi mentre scorrono i numeri sul tabellone è una costante di questi ultimi giorni e questi sono le indicazioni, semi serie, per superare il momento e godersi l'estate!

- Sarà un'estate unica. Pensate a quelle barzellette sulle risposte più assurde: se alla domanda su chi era Gabriele D’Annunzio, la replica perentoria "un estetista" sta diventando un classico, va molto forte quest’anno la definizione "poeta water". E se Tito Livio era un famoso imperatore romano, Garibaldi era coetaneo di Dante, infatti è strano che non lo citi nella Commedia. E smettete di avere in testa quello scemo del terzo banco che ha preso 95. Ecco, siete immersi in una palude appiccicosa che si chiama delusione. Che rischia di rimanervi addosso scolorendo gli orizzonti della prima e forse unica estate della vita che può spingersi fino a ottobre inoltrato. Non vi succederà mai più.

- Liberatevi della malinconia. E il peggio in tutta questa mestizia è che non prevede prediche o rimproveri, ma sorde litanie di rassegnazione con gestualità annessa. Se avete finito di piangervi addosso è il momento di ribellarvi. La delusione non è il contrario della speranza, ma la sua base di partenza più solida. È andata male, ora potrà solo migliorare.

 - Il significato del voto? Tutto sommato limitato. Non conta per i concorsi pubblici. E nemmeno per l’ammissione all’università: se esiste un numero limitato di accessi per alcune facoltà sono previsti specifici test. Conta il voto per due categorie: le borse di studio (ma è un problema dei vostri genitori che vi mantengono) e per le assunzioni nelle aziende private (ma sono talmente poche che non ne farei un dramma).

 - La fortuna di essere disillusi. È una condizione ideale per affrontare le prossime sfide con i piedi ben saldi a terra. A questo dovete unire l’ingrediente segreto per trasformare una delusione nell’arma vincente della vostra rivincita. Si chiama consapevolezza. Gli unici colpevoli del fallimento - sempre che di fallimento si possa parlare - siete voi, prima lo accettate meglio sarà. Incolpare la sorte, il tale prof, la sventura è una infinita e inutile perdita di tempo. Uno studio più costante, una vita appena appena più regolata, qualche concessione in più al riposo, accettare aiuti là dove da soli non si arriva facilmente: ecco, sono medicine capaci di effetti miracolosi. Non hanno bisogno di medici (o parenti) che le prescrivano. Tanto se non siete convinti voi non funzioneranno mai.

- Stabilite la quota di amarezza. O quella di sconforto che la vita decide di regalarci: è diversa per ognuno di noi, così come gioie e conquiste, ma alla lunga, sui grandi numeri quelle oscillazioni si avvicinano e il peso del bagaglio di scontentezza che ci tocca finisce per somigliarsi. Alla lunga. Se osservate la realtà per via breve, avete già dato. Chi è uscito trionfalmente dalla maturità ha solo rinviato l’appuntamento con la sua quota di delusioni. 

 

Fonte corriere.it



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