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mercoledì, 03 Settembre 2014 Settembre: tempo di esami di recupero

Ancora prima dell’inizio della scuola, tanti gli studenti già tornati sui banchi per sanare i debiti

Entro il 13 settembre tutti gli scrutini dovranno essere stati chiusi per cui sono tanti gli studenti tornati sui banchi di scuola, prima ancora del suono della prima campanella dell’anno, per cercare di sanare i debiti attraverso gli esami di recupero, esami per così dire integrativi, superati i quali la paura di perdere l’anno scolastico sarà solo un lontano ricordo. Più di uno studente su quattro quest’anno ha passato l’estate sui libri per prepararsi; secondo la norma gli studenti “con giudizio sospeso” dovrebbero sostenere l’esame entro la fine del mese di agosto ma in realtà buona parte delle scuole rimanda a settembre il tutto facendo coincidere le prove con l’avvio delle attività di ripresa: riunioni preparatorie e collegi dei docenti. Altre scuole invece hanno già adempiuto alla prassi degli esami di recupero a luglio: è l’autonomia scolastica a decretare il calendario degli esami.

Ogni istituto, in totale autonomia, ha adottato criteri differenti per questi esami: sono infatti i professori a decidere se sottoporre gli studenti a un esame orale o ad uno scritto, oppure entrambi e sono sempre loro a decidere se utilizzare prove a risposta multipla o aperta. La forma che tende ancora a prevalere è comunque quella dei vecchi esami di riparazione, aboliti ormai da più di quindici anni: prove uguali per tutti, ragazzi divisi in gruppi, i professori disponibili che vigilano (il che vuol dire che spesso questi docenti non sono quelli che seguono normalmente lo studente durante l’anno). Quest’anno la percentuale dei rimandati è stata molto alta, circa il 25,9%. È soprattutto il secondo anno delle Superiori ad essere interessato (27,2%), mentre l’indirizzo con il maggior numero di rimandati è quello tecnico (29,8%) - per l’indirizzo professionale la percentuale è del 28,4%,  22,1% pe i Licei. La Regione con più alto numero di «sospesi» è la Sardegna, dove la media nazionale del 25,9% sale a un picco del 31,4%; segue la Lombardia, dove si sfiora il 30% e dalla Toscana (28,4%). Meglio la Puglia con il 19,8% e l’Umbria con il 22,8%.

In linea generale solo il 6% dei “ripetenti” viene definitivamente bocciato. Tra gli istituti più severi, i Professionali: ad essere bocciato è  il 7,7% dei rimandati, contro il 6% degli istituti tecnici, il 5,6% degli artistici e il 4,6% dei licei. Entro il 13 settembre tutti gli studenti conosceranno la propria sorte: chi avrà ottenuto la promozione e chi, fallito le prove, si troverà in classe con compagni nuovi, per ripetere il programma di studio. 

Fonte corriere.it



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